Prima udienza per l'incidente mortale dell’imprenditore Santoleri

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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GUARDIAGRELE. Dopo oltre un anno di indagini, approda mercoledì in Tribunale l'incidente mortale in cui perse la vita Nicola Santoleri, noto e apprezzato imprenditore del vino.


Sarà il giudice dell'udienza preliminare a decidere sia sul rinvio a giudizio per omicidio colposo dell'investitore sia per la costituzione di parte civile dei familiari. Come si ricorderà, la sera del 19 dicembre del 2007 sulla strada a scorrimento veloce Chieti-Guardiagrele, all'altezza dello svincolo per Roccamontepiano, la Citroen Picasso di Stefano Pasqualone centrò in pieno la Peugeot Ranch di Santoleri, dopo aver carambolato sul guard rail a seguito di una sbandata sul ghiaccio.
Dall'incidente, che coinvolse anche un'altra automobile, uscì con gravi lesioni proprio Nicola Santoleri che, pur trasportato tempestivamente dal 118, morì nella notte tra il 19 ed il 20 dicembre al Pronto soccorso del SS. Annunziata di Chieti.
Sul luogo intervennero i carabinieri del nucleo radiomobile per i rilievi di routine ed il caso fu affidato al pm Rosangela Di Stefano.
La discussione di fronte al gup servirà a confrontare gli esiti delle perizie di parte, dall'autopsia alle prove per verificare lo stato del guidatore (che peraltro sembra guidasse sobrio e senza essere sotto l'effetto di sostanze stupefacenti), alla ricostruzione della dinamica dello scontro mortale.
Le decisioni del gup sono molto attese per la notorietà del personaggio coinvolto, ma anche perché a livello nazionale, in occasione di altri analoghi incidenti mortali, si sono avute sentenze che aprono la strada ad una nuova valutazione di questi reati che destano grave allarme sociale. Sotto la lente degli avvocati e del giudice soprattutto le modalità dello scontro mortale che avvenne di notte e su un fondo ghiacciato, come riportato all'epoca.
Le due auto coinvolte procedevano l'una, la Citroen dell'investitore, in direzione Guardiagrele, l'altra, quella di Santoleri, in direzione Chieti. Dalla ricostruzione effettuata dai Carabinieri risulta anche che il motore della Citroen, dopo lo scontro, si staccò per la violenza dell'urto e fu ritrovato a 50 metri dall'impatto, dove fu centrato a sua volta da un'altra auto che sopraggiungeva. Il giudice dovrà decidere dunque se si è trattato di una fatalità o di un comportamento imprudente di chi ha provocato l'incidente, tenuto conto dello stato della strada.

s. c. 02/03/2009 8.12