«Villa acquistata sottocosto»: ecco i conti che non tornano…

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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«Villa acquistata sottocosto»: ecco  i conti che non tornano…
PESCARA. Con il sequestro della villa di Lettomanoppello di Luciano D’Alfonso l’inchiesta sulle presunte tangenti al Comune di Pescara assume connotati se possibile ancora più netti. * … E GLI «APPALTI IRREGOLARI PER COMPENSARE»

LETTOMANOPPELLO: SIGILLI ALLA VILLA. La procura con questo provvedimento svela ulteriori carte, e sono tante. Nelle 18 pagine di decreto di sequestro il gip Luca de Ninis elenca tutte le prove raccolte che stanno alla base della motivazione del provvedimento cautelare.
Un provvedimento per certi versi più pesante degli stessi arresti domiciliari -durati peraltro meno di una settimana e scattati lo scorso 15 dicembre. Anche perché questa volta si aggredisce di fatto il patrimonio con il fine della confisca, cioè della spoliazione della proprietà.
I reati contestati sono associazione per delinquere, corruzione aggravata, concussione, peculato, truffa aggravata ai danni dell'ente pubblico e gli altri già contestati nella misura cautelare di metà dicembre. Insieme a D'Alfonso sono accusati degli stessi reati, a vario titolo, l'ex dirigente del Comune Giampiero Leombroni, oggi dipendente della Toto spa, il dirigente comunale Vincenzo Cirone, ed il titolare della ditta che ha svolto i lavori presso la villa, Rosario Cardinale.
L'ipotesi accusatoria è quella già nota per il primo cittadino che si dice impedito per motivi di salute: avrebbe abusato della sua qualità e delle funzioni di sindaco (il pm lo chiama “stile D'Alfonso”) e così avrebbe indotto il titolare della impresa edile Eredi Cardinale srl a dargli «l'utilità economica della integrale realizzazione della villa» in via Pietraia ad un prezzo di gran lunga inferiore a quello di costo per l'impresa, «in contropartita di affidamenti di lavoro in violazioni di leggi su sua indicazione e per mano dei funzionari fiduciari Leombroni (nominato dal sindaco direttore dell'area tecnica del Comune) e Cirone (nominato in sostituzione di Leombroni dalla settembre 2005)».
Dunque ancora una volta tangenti (utilità e vantaggi economici derivanti dal minor prezzo) ed atti illegittimi di affidamento di lavori pagati con soldi pubblici.
La procura si era già interessata alla proprietà di D'Alfonso nell'inchiesta partita nel 2006 affidata al pm Aldo Aceto, prima, e poi al pool di quattro magistrati, ma in quell'occasione non vi furono provvedimenti cautelari per diverse ragioni.
Ora la maxi inchiesta è stata smembrata e suddivisa fra diversi pubblici ministeri. La parte inerente la villa e le risultanze investigative sono state utilizzate e compendiate con le informazioni raccolte nell'inchiesta coordinata dal pm Gennaro Varone.

LE CIFRE DELLA REALIZZAZIONE DELLA CASA

Il dato certo è che la ditta Cardinale ha fatturato a D'Alfonso per i lavori di sistemazione interna ed esterna un prezzo pari a € 320.800 (IVA compresa). Il prezzo è stato calcolato in base ad un dettagliato computo metrico, documento analitico nel quale vengono riportate tutte le voci di costo dell'opera.
Attraverso un attento studio della documentazione sequestrata, dagli appunti della ditta e le fatture ufficiali, la procura è riuscita a ricavarne una serie di incongruenze.
La più importante è che il sindaco non avrebbe pagato all'impresa nemmeno tutti i costi realmente sostenuti, costituiti dal costo dei materiali e della manodopera.
In altre parole soltanto sommando i costi dei materiali pagati dalla ditta Cardinale, più i costi della manodopera impiegata, la cifra sarebbe già superiore al prezzo pagato da D'Alfonso. Ed una impresa lavora per ricavare degli utili… In questo caso invece, secondo la ricostruzione della procura, avrebbe operato in perdita con la promessa di recuperare la parte restante con gli appalti viziati, dunque con i soldi dei pescaresi.

QUALCHE ESEMPIO

TAMPONATURA ESTERNA IN MATTONCINI. Per rifinire le pareti esterne dell'immobile Cardinale ha sub appaltato i lavori all'impresa Riccardo Costruzioni di Gennaro Russo, per un costo pari a 34.000 euro di manodopera più 14.404 di materiale per un complessivo ammontare di 44.404 euro. Verificando, però, alla corrispondente voce del computo metrico della ditta Cardinale l'importo relativo è di 23.628,55 euro con un presunto sconto a favore di D'Alfonso di circa 20.000 euro.
POSA IN OPERA DI TEGOLE. Anche in questo caso le cifre non concordano tra quelle contenute nel computo metrico (documento ufficiale sulla base del quale è stato pagato il prezzo d'acquisto della casa) ed invece gli appunti conservati dalla stessa ditta costruttrice che dovevano rimanere riservati e che invece sono stati sequestrati dalla polizia.
Nel primo caso la spesa è di 6.281 (22 euro a m² tutto compreso) mentre dagli appunti sequestrati il prezzo è di 25 euro al metro quadrato per la sola manodopera occorrente. Anche in questo caso il prezzo praticato sarebbe stato di gran lunga favorevole al sindaco.
GRONDAIE. Stesso discorso anche per questo tipo di lavoro che viene valutato nel computo metrico da Cardinale 10.833 euro ma i lavori effettivamente realizzati da un'altra ditta (Euroasfalti) riportano la cifra di € 15.104. Cioè Cardinale fa pagare a D'Alfonso 10.833 euro ma gli è costato 15mila.

SISTEMAZIONE ESTERNA PORFIDO.

Per la sistemazione esterna con materiali pregiati D'Alfonso paga 14.000 euro ma in questo caso, secondo la procura, non sarebbe stato conteggiato il costo della scala in porfido fiammato fornito da un'altra ditta (la Idrotec srl), che la ditta Cardinale avrebbe comunque pagato (4.195 euro) ma in realtà scontata al primo cittadino.
A queste cifre andrebbe poi aggiunta la manodopera per un pari valore per cui la procura calcola un ulteriore sconto al sindaco da Alfonso di circa 15.000 euro.
Dall'esame approfondito delle carte è emerso che sono molti i materiali non conteggiati o i lavori pure effettuati ma non riportati nel computo metrico per cui di fatto realizzati gratuitamente dalla ditta costruttrice in favore del sindaco.

I LAVORI SONO STATI FATTI MA NON PAGATI

Accade dunque di trovarsi davanti a grandi balconi con ringhiere il cui costo non appare.
Tra le opere non pagate la procura individua «il gazebo di gran pregio in legno e mattoncini, il grill, il pozzo ricoperto da mattoncini, il completamento della facciata, le tramezzature interne, le fognature, gli scavi per l'adduzione di acqua e gas, marciapiedi e camminamenti esterni, la fornitura di lampade per l'esterno che sarebbero costate € 18.000 ma non pagati dal sindaco ed un box doccia del valore di 4710 euro».
Dai primi calcoli approssimativi, secondo il pm Varone, l'utilità totale del sindaco sarebbe almeno di € 100.000 ma il giudice De Ninis lo corregge e calcola l'effettivo prezzo che doveva essere pagato in almeno il doppio. D'Alfonso paga 320.800 euro.

27/02/2009 8.27

[url=http://www.primadanoi.it/upload/virtualmedia/modules/bdnews/article.php?storyid=19423]LA NOTIZIA DEL SEQUESTRO DI IERI[/url]

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… E GLI «APPALTI IRREGOLARI PER COMPENSARE»

PESCARA. Contestualmente la ditta Eredi Cardinale srl dal 2004 inizia uno stretto rapporto con il Comune di Pescara dove da poco si è insediato il nuovo sindaco Luciano D'Alfonso.
Una serie di appalti in affidamento diretto per un ammontare complessivo che supera il milione di euro per una serie di lavori affidati secondo la procura irregolarmente per evitare gare e, dunque, tutti di importi inferiori ai 100.000. Una vera stranezza perché prima di quella data la stessa ditta non aveva quasi mai lavorato per il Comune di Pescara.
Affermazioni che la procura documenta in maniera meticolosa, carte alla mano.
1) AFFIDAMENTO DIRETTO: 93.500 EURO. Con la delibera 102 del 26 aprile 2004 da parte del geometra Leombroni ( con una procedura di cottimo fiduciario) vengono affidati i lavori di “ripristino dei marciapiedi insistenti su alcune aree della zona Riviera nord” «in violazione della legge sia perché tali lavori erano stati preordinatamente frazionati da quelli complessivi pari ad € 1.500.000 (…) sia perché trattandosi di importo superiore ad € 20.000 non si procedeva all'interpello di almeno cinque ditte».
2) AFFIDAMENTO DIRETTO : 39.993 EURO. Con la delibera 542 del 9 giugno 2005 vengono affidati i lavori -sempre attraverso il dirigente Leombroni- di fornitura e posa in opera dell'impiantistica elettrica presso Largo Mediterraneo. Anche in questo caso, secondo la procura, vi sarebbe stato un illecito frazionamento dall'appalto principale già previsto di 150.000 euro. Anche in questo caso l'affidamento diretto doveva prevedere l'interpello di almeno cinque ditte.
3) AFFIDAMENTO DIRETTO: 99.494 EURO. Con la delibera 1199 della 18 novembre 2005 questa volta è il dirigente Cirone che affida alla ditta Cardinale i lavori di valorizzazione ambientale del lungomare Nord e Sud e piazza 1º Maggio. Anche questi lavori sarebbero stati scomputati illegittimamente da un appalto e ridotti sotto la soglia di € 100.000 per evitare la gara d'appalto pubblica.
4) AFFIDAMENTO DIRETTO 42.013 EURO. Stessa procedura questa volta i lavori sono quelli di riqualificazione di via Lanciano
5) AFFIDAMENTO DIRETTO 54.883 EURO. Tra il 2004 di 2005 vengono affidati «irregolarmente» i lavori di manutenzione straordinaria della scuola Michetti.
6) AFFIDAMENTO A TRATTATIVA PRIVATA. 68.792 EURO. La procura certifica un affidamento pilotato dei lavori di posa in opera di marmo di Carrara sempre per Largo Mediterraneo per mano del geometra Leombroni perché sarebbe stato operato «uno scorporo illegittimo» di tali opere da quelle complessive della sistemazione di piazza 1º Maggio già approvate per un importo di € 350.000.
7) AFFIDAMENTO A TRATTATIVA PRIVATA 96.921 EURO. Ancora un affidamento, anche in questo caso la trattativa privata viene espletata con un unico partecipante per i lavori di completamento dell'arco mediterraneo. Anche in questo caso la delibera sarebbe illecita per le stesse ragioni.

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