Sanità. Presunta truffa alla Regione, Venosini: «non potevo non denunciare»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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CELENZA SUL TRIGNO. Il sindaco di Celenza sul Trigno, Andrea Venosini, a due giorni dalla consegna degli avvisi di garanzia ai due indagati per una presunta truffa ai danni del sistema sanitario ed un sequestro da 150 mila euro spiega le ragioni che lo hanno spinto ad inviare alla procura un esposto.

«Il mio paese», spiega il primo cittadino, «in questi giorni sta attraversando momenti particolarmente delicati. Insieme agli altri amministratori ci siamo trovati in una situazione che non lasciava alcuna possibile alternativa», assicura, «atteso che l'intera attività amministrativa riguardante i rapporti Comune – e Cooperativa era paralizzata per i fatti che oggi sono al vaglio della Magistratura, nella quale riponiamo ampia fiducia».
Da qui, per Venosini, la decisione di presentare un esposto. Una decisione meditata, a quanto racconta, e per nulla semplice: «è stata una scelta particolarmente sofferta», assicura, «nessun attacco politico l'ha motivata. Tutt'altro. Preciso che l'intera documentazione riguardante la vicenda oggetto dell'investigazione è stata attentamente e ripetutamente esaminata, anche da esperti in materie giuridiche».
Con l'esposto Venosini ha voluto «cristallizzare la volontà dell'intero gruppo di maggioranza».
E il primo cittadino adesso esorta la cittadinanza «ad attendere con tranquillità gli sviluppi delle indagini, senza gridare allo scandalo, alla vendetta politica perché nulla di tutto ciò ha guidato e guida questa amministrazione la quale, lo ripeto, altro non poteva fare».
Il sindaco e la sua maggioranza si assumono «la responsabilità del nostro operato quotidianamente, nel pieno rispetto di tutte le regole e principi con la consapevolezza che le decisioni vengono prese in nome e per conto della collettività. Nessuna vendetta personale o attacco politico tendo a ribadire, ma solo atto dovuto».
L'ipotesi di reato al vaglio dell'inchiesta coordinata dalla procura di Vasto è quella di truffa aggravata ai danni della Regione Abruzzo e della Comunità Montana dell'Alto Vastese con sede a Torrebruna (Chieti) per il conseguimento di erogazioni pubbliche.
Nell'inchiesta figurano attualmente due indagati, l'ex sindaco di Celenza sul Trigno, Rodrigo Cieri e Domenico Aquilano, l'architetto incaricato dal comune per la ristrutturazione dell'immobile che ospita la rsa e per la direzione dei lavori.
La Cooperativa dopo aver appreso la notizia ha escluso ogni tipo di coinvolgimento.
26/02/2009 9.31