E ora c’è anche il corso per le ronde

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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PESCARA. Il Circolo del Buon Governo della provincia di Pescara, dopo l’approvazione del decreto antistupri da parte del Consiglio dei Ministri, ha deciso organizzare un corso di formazione.

Non un corso qualsiasi ma un corso «per tutte le persone di buona volontà» che, spiegano dal Circolo, «intendono dare un contributo alla propria comunità in termini di prevenzione dei reati». L'obiettivo è infatti quello di costituire, dopo un'adeguata formazione, gruppi di volontari che svolgeranno un capillare controllo delle zone a rischio-criminalità.
«Il Circolo non ha potuto non prendere atto che a Pescara vi è una questione sicurezza irrisolta», ha spiegato Davide Aracu, consigliere nazionale dei Circoli, «visto che tale emergenza riguarda ormai sia i quartieri prettamente residenziali di Pescara, come la zona dei Colli, sia le zone più frequentate da cittadini e visitatori, basta pensare alle immancabili risse tra ubriachi a Pescara Vecchia e a Piazza Italia, o ai parcheggiatori abusivi dell'area di risulta».
I volontari saranno armati soltanto di cellulare, di buona volontà e di senso civico, assicurano dal circolo, «non c'è alcuna velleità di sostituirsi agli uomini delle forze dell'ordine».

MA I GIOVANI DEMOCRATICI SONO «INDIGNATI»


I giovani democratici non gradiscono l'iniziativa e esprimono sconcerto per la trovata del “Circolo del buon governo”.
«Troviamo davvero inquietante», ha detto Luigi Di Marco, segretario provinciale, «che un partito politico, la Lega Nord, pensi di organizzare proprie ronde, che sarebbero chiamate a vigilare sulla sicurezza di tutti i cittadini. Siamo di fronte ad un evidente deficit di cultura democratica. La sicurezza dei cittadini, infatti, oltre a essere prima di tutto competenza delle forze dell'ordine, non può essere affidata ai militanti di una forza politica, che per sua natura rappresenta parte della comunità».
«Le ronde cittadine inoltre sono anticostituzionali e contro la sicurezza dei cittadini», gli fa eco Mirko Frattarelli, segretario cittadino, «il senato ha forzato la costituzione e legalizzato le associazioni di cittadini per la sicurezza ; il ministro per la funzione pubblica Renato Brunetta ha sottratto cento milioni destinati all'attività di polizia e carabinieri per sostenere le ronde».
Il pericolo, sostengono i giovani democratici, è che le ronde «scatenino una incontrollabile caccia al clandestino e alimentino un clima di intolleranza».

25/02/2009 15.14