Ricci: «Sulla gestione del teatro troppe polemiche e critiche vaghe»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Ricci: «Sulla gestione del teatro troppe polemiche e critiche vaghe»
CHIETI. «Sui debiti del Teatro Marrucino si è detto di tutto e di più. Ma non è che chi strilla prima ha ragione»: il sindaco di Chieti, Francesco Ricci, inizia così la sua conferenza stampa sulle accuse di irregolarità nella gestione del rendiconto amministrativo del Teatro. DI MATTEO: «E’ VENUTA A GALLA LA REALTA’ DOLOROSA»
Da un paio di anni, infatti, attorno alla situazione amministrativa e contabile della massima istituzione teatrale cittadina si gioca una violenta campagna di accuse e controaccuse tra la vecchia gestione (centrodestra) e la nuova (centrosinistra).
La prima accusa la giunta Ricci di non saper gestire né la vecchia idea di Teatro comunale né la nuova fondazione che sta per partire con l'aiuto della Regione né, tantomeno, la regolarità dei rendiconti sull'eventuale “buco”.
Il centrosinistra rilancia, attribuendo al passato un buco milionario di cui non si riesce a venire a capo, anche se le accuse di gestione allegra dei finanziamenti di volta in volta vengono ribaltate e attribuite alla vecchia o alla nuova gestione.
«E soprattutto – continua Francesco Ricci - per le polemiche servono i fatti e non le interpretazioni alla “io penso che”. Speravamo che la commissione di vigilanza facesse chiarezza, ma il suo presidente Enrico Rispoli è stata una delusione e si è rivelato troppo di parte. Insomma l'ennesimo polverone inutile».
Carmelina Di Cosmo, assessore al settore, annuisce e rincara: «Ci accusano di aver esautorato il Consiglio, abbiamo solo dato indicazioni di comportamento in mancanza di giurisprudenza e siamo riusciti, pur con mille difficoltà, a mandare in scena due stagioni teatrali di buon livello».
Ma come detto, la polemica questa volta è contro la commissione di vigilanza che con una serie di comunicati ha evidenziato soprattutto le critiche di un revisore che accusa la giunta di irregolarità.
Su questo aspetto Ricci è categorico: «Come noto e come scritto non da me, nel settore manca la giurisprudenza di riferimento. Noi vogliamo far partire la liquidazione della passata gestione al più presto. E se qualcuno ha sbagliato, pagherà, perché i documenti andranno tutti alla Corte dei conti. Mi riferisco naturalmente non ai consiglieri comunali ma a quelli che hanno speso illegittimamente».
Nei giorni scorsi però la commissione di vigilanza ha chiesto che dei debiti del teatro si parli in consiglio: «Va bene. Andremo in Consiglio - conclude Ricci - Ma non ci accusate di aver fatto delibere illegittime. La verità è un'altra: sarebbe bene che quelli che ci accusano dicessero con chiarezza dove – secondo loro – noi sbagliamo. Fino ad oggi non lo hanno detto con i fatti, ma con le opinioni. Lo stesso segretario generale, che viene utilizzato per muoverci critiche, una volta ci dice che le delibere sono di competenza della Giunta, un'altra sostiene che sono di competenza del Consiglio comunale. Noi riteniamo di aver seguito un comportamento corretto e chiuderemo presto i conti al 31 dicembre 2007».

s.c. 24/02/2009 9.50

DI MATTEO: «E' VENUTA A GALLA LA REALTA' DOLOROSA»

«Le carte, i verbali e le relazioni costituenti atti ufficiali del Collegio dei Revisori dei Conti e Sezione Regionale della Corte dei Conti, non sono stati contraddetti dalle dichiarazioni del sindaco Ricci e della sua Giunta pubblicate sulla stampa», commenta Emilia Di Matteo, capogruppo di Forza Italia al Comune.
«Il sindaco», continua, «dopo che i Commissari straordinari e gli esperti da lui nominati non hanno rispettato né obiettivi né termini né indirizzi, aspetta da parte dell'opposizione o delle Commissioni la soluzione del problema. Ma non è l'Amministrazione che ha lo specifico compito di eseguire ed il Consiglio quello di decidere in merito agli indirizzi e regolamenti».
Per Di Matteo alla luce delle relazioni dei Revisori dei Conti «è venuta finalmente a galla la dolorosa realtà: cioè che i debiti del Teatro sono stati contratti, per milioni di euro, solo negli ultimi tre anni, quelli della Gestione Ricci. La stessa che si è conclusa con la dichiarazione di fallimento pubblico del Teatro e la sua messa in liquidazione».
«E' necessario interrompere ogni stridente conflittualità tra gli organi e ristabilire un corretto rapporto istituzionale», chiede infine Di Matteo.
25/02/2009 8.50