Si chiude il cerchio sull'inchiesta per tangenti: sfilano gli ultimi indagati

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Si chiude il cerchio sull'inchiesta per tangenti: sfilano gli ultimi indagati
PESCARA. Ha ormai superato il suo snodo principale l'inchiesta per corruzione che ha investito il Comune di Pescara e che ha portato all'arresto del sindaco Luciano D'Alfonso, del suo braccio destro Guido Dezio e dell'imprenditore Massimo De Cesaris. * LE GRANE DAL CALICE DI TOYO ITO
Le indagini sono proseguite speditamente dopo gli arresti ed hanno
avuto una accelerazione dopo i riscontri provenienti dalle banche
circa gli accertamenti su alcuni indagati principali.
Dieci giorni fa ancora un interrogatorio per il sindaco D'Alfonso per
dar modo di spiegare la provenienza di circa 200mila euro per
l'acquisto della casa di Pescara, risposta rinviata ad una memoria
difensiva promessa ma non ancora giunta in procura.
Intanto oggi è stato ascoltato dal pubblico ministero Gennaro Varone
il consulente del Comune Marco Mariani professionista fiorentino
incaricato di occuparsi del primo piano triennale delle opere
pubbliche dell'amministrazione D'Alfonso ma che secondo gli
accertamenti degli inquirenti sarebbe stato pagato dalla ditta che ha
ottenuto il progetto di finanza per i cimiteri, la Delta costruzioni
di De Cesaris.
Una stranezza procedurale che è stata affrontata e sviscerata nell'ora
e mezza di interrogatorio coadiuvata anche da una corposa memoria
difensiva.
Mariani ha illustrato la sua visione dei fatti anche se il riserbo sui
contenuti è totale ma pare che siano emersi nuovi elementi
interessanti alle indagini, elementi che avrebbero in parte confermato
l'impianto accusatorio e gli indizi già raccolti.
Il consulente fu pagato con 130mila euro direttamente dalla ditta di
De Cesaris pur essendo consulente del Comune.
Secondo il gip Luca De Ninis sarebbero emerse numerose «anomalie»
nella procedura di affidamento del progetto di finanza. Anomalie che
investirebbero anche la commissione aggiudicatrice nella quale
figuravano gli indagati Giampiero Leombroni, dirigente dell'area
tecnica, ed i "tecnici esterni" Marco Mariani e Francesco Ferragina,
ascoltato venerdì scorso dal pm.
I due consulenti avrebbero approvato il progetto della Delta
costruzioni «chiudendo un occhio sulla non conformità urbanistica», si
legge nell'ordinanza del gip, e per questo «gli vennero assegnati una
serie di incarichi gemelli».

INCARICHI FREQUENTI

«È davvero clamorosa la frammentazione e reiterazione degli incarichi
di consulenza loro assegnati a spese del Comune», si legge
nell'ordinanza, «con l'evidente finalità di mantenere ciascun incarico
sotto il limite dei 100.000 euro il cui superamento avrebbe imposto la
procedura di gara».
La prima consulenza arrivò il 17 luglio 2004. Leombroni, affidò all'
avvocato Marco Mariani un «incarico di collaborazione a supporto del
dirigente competente per formazione ed attuazione del programma
triennale lavori pubblici per le attività preordinate alla valutazione
della proposta del promotore». Previsione di spesa: 35.000 a carico
del Comune.
Il 21 settembre toccò a Farragina: stesso incarico «con previsione di
compenso per euro 30.000 euro a carico del Comune».
A giugno del 2005 nuovo incarico a Farragina, altri 20 mila euro per
una «collaborazione per la valutazione della proposta di project
fìnancing parcheggi area campo sportivo».
Previsione di compenso 20.000 a carico del Comune.
Stesso mese, stesso incarico anche a Marco Mariani e altri 20 mila
euro di spesa.
Il 30 luglio ne arrivarono due per Mariani: il primo è un incarico per
«assistenza al Comune di Pescara nell' ambito della procedura project
fìnancing dei lavori ampliamento cimitero di Colle Madonna» con
previsione di compenso di euro 65.000 euro, il secondo un «incarico di
collaborazione per assistenza al comune di Pescara nell' ambito della
procedura project fìnancing dei lavori ampliamento cimitero di San
Silvestro con previsione di compenso di euro 70.000. Entrambi questi
incarichi, era stato stabilito, «sarebbero stati retribuiti dalla
ditta vincitrice dell'appalto (l'Ati De Cesaris- La Rocca)».
Ma in quello stesso giorno vennero dati due incarichi anche a
Farragina: il primo da 50 mila euro per la società Kon di cui
Farragina è amministratore delegato, il secondo sempre da 50 mila euro
sempre alla Kon. Anche questi incarichi, si stabilì, «sarebbero stati
retribuiti dalla ditta vincitrice dell'appalto (l'Ati De Cesaris- La
Rocca)».

NEI PROSSIMI GIORNI GLI ULTIMI INTERROGATORI

E' un calendario fittissimo quello previsto dal pm Varone che ha
intenzione di ascoltare tutti gli indagati che possono difendersi e
presentare memorie, contestando quanto gli è stato addebitato in
seguito alle indagini.
Per «impedimento» è saltato l'interrogatorio dei due Toto coinvolti,
Carlo e Alfonso, che dovrebbe comunque tenersi nei prossimi giorni.
Dopodomani invece dovrebbe essere la volta dell'imprenditore Giacomo
Costantini, legale rappresentante della Appalti Engeneering, uno dei
tanti inseriti nella famosa "lista Dezio" nella quale figuravano
alcuni nominativi con di fianco le sigle "b" e "n" con una cifra in
euro, cioè pagamenti effettuati dai privati (in nero- "n", o
dichiarati "b") nelle mani del dirigente ed ex braccio destro di
D'Alfonso.
Dovranno sfilare ancora altre persone davanti al pubblico ministero
tra cui alcuni dipendenti comunali che dovranno spiegare alcune
contestazioni che sono loro attribuite ed emerse negli ultimi mesi ma
sulle quali vige ancora il segreto.
Segno che molto altro si sarebbe scoperto nei due mesi di indagini
seguite ai clamorosi arresti poi subito revocati dal gip con due
provvedimenti in parte incongruenti tra loro.
E potrebbe avviarsi a conclusione già il mese prossimo l'inchiesta che
ha coinvolto il sindaco. Sarebbe intenzione della procura muoversi con
le stesse modalità utilizzate per l'inchiesta Ciclone suddividendo
l'inchiesta in più tronconi da approfondire e sviscerare e chiudere
per poi procedere con gli altri tronconi.
Questa trance che prevede le accuse mosse a D'Alfonso e le accuse già
comprese nell'ordinanza di arresto potrebbe essere chiusa mentre
rimarrebbero in piedi altri filoni emersi nel frattempo, più una parte
della maxi inchiesta sull'urbanistica che sarebbe stata smembrata ed
affidata solo per una minima parte allo stesso Varone perché ritenuta
connessa alla sua indagine.
23/02/2009 17.54

[url=http://www.primadanoi.it/upload/virtualmedia/modules/bdnews/article.php?storyid=18353&page=2]TUTTI GLI INDAGATI DELL'INCHIESTA PER TANGENTI[/url]
[url=http://www.primadanoi.it/upload/virtualmedia/modules/bdnews/article.php?storyid=18351]TUTTO SUL PROGETTO DI FINANZA DEL CIMITERO[/url]

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LE GRANE DAL CALICE DI TOYO ITO


Per ora non prevede indagati l'inchiesta aperta dal pm Paolo Pompa che
tuttavia ha disposto il sequestro di tutta la documentazione in
possesso del Comune sulla costruzione del wine glass dell'architetto
giapponese.
Per ora un venticello si è levato in seguito alla clamorosa rottura
dell'opera costruita dalla Clax Italia.
La squadra mobile, delegata per le indagini, ha raccolto i faldoni ma
ora occorreranno diversi giorni per studiare le carte ed avviare la
fase delle indagini vere e proprie.
Non si escludono altri sequestri mentre è certo che ben presto
sfileranno davanti al pm persone informate dei fatti tra i quali anche
il sindaco D'Alfonso ma non prima di un mese.
Sebbene il Comune continui a ripetere che tutta la procedura si sia
svolta regolarmente di giorno in giorno emergono nuove perplessità e
dubbi che riguardano il costo dell'opera stimato dalla ditta
vincitrice in un milione 650 mila euro, stima basata sul progetto
originale che PrimaDaNoi.it ha pubblicato che tuttavia è stato
ridimensionato e cambiato mentre il prezzo sarebbe rimasto identico.
Vi sarebbero perplessità anche riguardo "l'indagine esplorativa"
condotta dal dirigente competente del Comune che avrebbe interpellato
quattro ditte che sono nell'ambito del settore ma che per la maggior
parte di esse possono classificarsi come "produttrici di materie
prime", mentre il Comune chiedeva la realizzazione di un'opera in
tutte le sue parti che implicava un particolare know how e
professionalità, nonché competenze e strumentazioni in grado di
superare difficoltà legate soprattutto alle fasi di lavorazione
chimica e di assemblaggio.
Vi sarebbe poi la figura di un professionista ed una società che in
qualche modo sarebbe intervenuta nella procedura che si sarebbe svolta
tra il 2006 ed il 2007, di cui non si è mai avuto notizia finora.

23/02/2009 17.31