Maximulta: le uova sequestrate al pensionato regolarmente smaltite

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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FRANCAVILLA. Le uova sequestrate al mercato di Francavilla al mare, dopo la multa di 5.164 euro, sono state regolarmente distrutte. Il mistero è stato dunque chiarito.
Alle 13,20 del 6 febbraio scorso (lo stesso giorno in cui è stata elevata la contestazione) le 143 uova sono andate a finire in un cassonetto per la raccolta dell'umido, proprio nel mercato di via Bolzano dove si è svolta tutta la storia.
Ma per un mistero che si risolve, un altro resta in piedi: abbiamo chiesto ripetutamente di conoscere questa documentazione allegata alla multa, ma ci sono state date sempre risposte evasive.
Ed anche il sindaco non è stato messo al corrente di tutto il fascicolo.
Perché? Eppure al protocollo 4669 del Comune esiste un fascicolo con questi documenti: 1) verbale di sopralluogo della Asl; 2) verbale di accertata violazione; 3) verbale di sequestro amministrativo alimentare; 4) richiesta di emissione di provvedimento di distruzione; 5) autorizzazione del Comandante dei Vigili alla distruzione delle cose sequestrate; 6) verbale di distruzione delle cose sequestrate. Proprio il penultimo e l'ultimo documento (stessa data della multa e con orario successivo) lasciano perplessi: a precisa domanda, in due colloqui successivi, il comandante dei vigili ha glissato e non ha chiarito che fine avessero fatto le uova (alzi la mano chi non ha pensato ad una frittata…).
Evidentemente le comunicazioni all'interno del Comune di Francavilla non funzionano, se dal piano seminterrato (Ufficio di Polizia urbana) al primo piano (Ufficio del sindaco) c'è stato questo black-out.
Per riassumere, noi abbiamo puntato l'attenzione su questa multa sia per la sproporzione evidente tra l'importo e la qualità dell'infrazione sia per l'età (84 anni) del multato, pur riconoscendo la legittimità dell'intervento dei Vigili, sollecitati dagli altri venditori in regola con le autorizzazioni.
Ma c'è stato un altro anello della catena che non ha funzionato: le notizie provenienti dal Cosvega, la società mista che raccoglie i rifiuti.
Anche qui hanno riferito di non saperne nulla, mentre sembra che un dipendente si sia rifiutato di accettare queste uova «perché ci vuole una ditta specializzata».
Lo stesso motivo che ha impedito alle uova di finire in beneficenza: trattandosi di alimenti ed essendo il sequestro di valore modico, ne andava verificata la commestibilità attraverso un sopralluogo nell'allevamento delle galline.
Il che non è stato possibile, perché dopo la multa, il venditore se n'è andato abbastanza contrariato.
Dunque promozione piena per l'operato e la professionalità dei vigili, bocciatura senza sconti per chi non ha esercitato l'obbligo della trasparenza.
Con una precisazione: anche la prima multa (quella annullata dal sindaco) era di 5.164 euro. La legge infatti prevede una sanzione che va da 2.592 a 15.493 euro. Ma quando la multa scatta è sempre “il doppio del minimo” e sul verbale c'è scritto che “in forma ridotta” si paga 5.164 euro. Misteri della matematica delle sanzioni.

Sebastiano Calella 21/02/2009 10.10