Ecco il progetto originale di Toyo Ito: calice con liquido in movimento

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Ecco il progetto originale di Toyo Ito: calice con liquido in movimento
L'OPERA D'ARTE IN FRANTUMI. PESCARA. Per la prima volta ecco i disegni originali del progetto dell'architetto giapponese Toyo Ito. Sono questi i disegni che hanno accompagnato il progetto e che raffigurano l'idea originale del Huge Wine Glass. Il risultato finale, però, oltre che essere finito indecorosamente, risulta di gran lunga difforme. * MASCIA-ANTONELLI:«LA CLAX ITALIA VENGA IN COMMISSIONE A MOSTRARE LE CARTE»
I disegni parlano chiaro.
La prima differenza sta nelle dimensioni. L'opera doveva essere più mastodontica, imponente: sei metri di altezza per tre di larghezza e profondità.
Quella che abbiamo visto a piazza Salotto invece era 5 metri per due. Una modifica in corso d'opera che la ditta esecutrice, la Clax Italia, dice di aver concordato con il Comune di Pescara per una serie di ragioni. Che vi siano state difficoltà di realizzazione non è un mistero. Secondo alcune versioni il peso sarebbe stato eccessivo e questo avrebbe comportato sia difficoltà nell'assemblaggio che nel trasporto e nella resistenza. Si sarebbe pensato così di ridurre le dimensioni.
Ma c'è dell'altro che emerge dal progetto.
Come si può notare il calice doveva avere funzioni ben precise ed un impatto visivo ben differente.
Sotto la base interrata doveva lavorare una pompa che doveva servire a mettere in circolo il liquido rossastro creando delle bolle e la sensazione del movimento come fosse un vero e proprio calice gigantesco di vino. Probabilmente anche questo "marchingegno" aveva conferito all'opera il ruolo di fontana che, pare ovvio, oggi di fontana non ha niente.
Doveva essere un' opera d'arte che avrebbe stimolato i riflessi del liquido, avrebbe incuriosito e reso "dinamica" l'opera.
Anche questa parte è sparita del tutto trasformando il parallelepipedo in un blocco di plexiglass unico di due colori. Nessun movimento, nessun riflesso cangiante del liquido, nessuna bollicina che sale, nemmeno una goccia d'acqua se non quella della vasca sottostante.
Un risultato finale diverso dunque dal progetto originale ideato dall'artista e che pare egli stesso abbia avallato in seguito.
Eppure non si conoscevano questi particolari. Ma il problema potrebbe essere un altro.
E' su questi disegni e su questo progetto che le ditte sarebbero state chiamate a fornire i loro preventivi. Stando a quanto riportato nella delibera solo una ditta avrebbe risposto fornendo, su quei disegni, un preventivo di 1 milione e 650 mila euro.
La Clax dunque aveva stimato in quel prezzo la realizzazione dell'opera originaria.
Su quel progetto le altre ditte probabilmente vista la complessità hanno deciso di non inviare il preventivo.
Ma poi le cose sono cambiate. La pompa ed il liquido sono spariti e il calice si è ridotto.
Riducendosi viene da pensare che si sia ridotto il costo e dunque il prezzo.
Eppure sempre sulla delibera di giunta si parla di un contributo di 650mila euro della Clax Italia.
Come è stato calcolato tale contributo?
Mistero nel mistero che ora dovrà essere sviscerato dalla nuova inchiesta affidata al pm Paolo Pompa e alla Squadra mobile che ieri ha sequestrato le carte del Comune.
Mistero anche sulla nuova figura spuntata dal nulla: quella di un misterioso consulente e di una società che avrebbe curato i rapporti per conto del Comune con le ditte che si presume siano state contattate.

a.b. 20/02/2009 15.52




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MASCIA-ANTONELLI:«LA CLAX ITALIA VENGA IN COMMISSIONE A MOSTRARE LE CARTE»

PESCARA. «Chiediamo ufficialmente alla Commissione consiliare Vigilanza di invitare con urgenza i responsabili della Clax Italia, la ditta che ha materialmente costruito lo Huge Wine Glass, nella prossima riunione fissata per martedì».
E' quanto hanno chiesto il capogruppo del Popolo della Libertà al Comune di Pescara, Luigi Albore Mascia, e il consigliere comunale Pdl, Marcello Antonelli.
«Finalmente dall'impresa potremo avere chiarimenti circa i 'conti' relativi alla realizzazione del manufatto, soprattutto potremo avere la documentazione cartacea relativa al pagamento del 'calice' che, in teoria, doveva essere coperto dai due sponsor privati. Resta però l'amara considerazione che su tale vicenda continua a esserci un alone di mistero ben lontano dallo svanire».
«In particolare alla Clax chiederemo notizie utili in merito ai pagamenti e ai contratti eventualmente stipulati con il Comune o con i privati che avrebbero poi dovuto pensare al pagamento dell'opera», spiegano i consiglieri di centrodestra, «sino ad oggi non abbiamo visto fatture, dunque non sappiamo se effettivamente gli sponsor abbiano o meno pagato la costruzione della scultura, né tantomeno abbiamo letto contratti che regolassero i rapporti tra gli sponsor privati e la stessa Clax per stabilire conti e modalità di pagamento. Di fatto oggi non sappiamo neanche se il Comune sia o meno comproprietario del 'calice'. Circostanze che sicuramente la ditta sarà in grado di chiarire alla città mostrando finalmente tutte le carte e restituendo trasparenza all'intera vicenda. Restano però alcune considerazioni: comprendiamo il disagio di una ditta tanto celebre nel trovarsi, suo malgrado, trascinata in polemiche inevitabili quando parliamo del cedimento di una scultura destinata a durare secoli e invece crollata dopo soli 64 mesi dalla realizzazione. Ovvio che si dovranno accertare le cause di tale cedimento: nell'attesa è bene però puntualizzare che quella del maestro Toyo Ito è stata un'opera di ingegno ben pagata dal Comune che ha sborsato 240 mila euro, anche se la giunta ha sempre ribadito che la scultura sarebbe stata a 'costo zero' per la città, oggi sappiamo che non è così. La Clax, dal canto suo, ha invece realizzato un'opera 'industriale' seguendo le indicazioni dell'ideatore, e purtroppo non si tratta di un'opera 'unica' se è vero che può essere replicata. La Gioconda è un'opera d'arte unica, la Pietà di Michelangelo è un'opera d'arte unica, non lo Huge Wine Glass, che, con l'autorizzazione di Toyo Ito, potrebbe essere riprodotta identica in 50 modelli da posizionare in 50 piazze nel mondo».

20/02/2009 14.51