Edilizia. In consiglio arriva un Pue della Camel: tanto cemento e poco verde

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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MONTESILVANO. Arriverà nel Consiglio Comunale di giovedì prossimo, senza grande clamore, una delibera che dà il via a nuove edificazioni nell'ambito di un Piano Urbano Edilizio (Pue).DI STEFANO (PD) SI ERA OPPOSTO
Si tratta di due sottozone che vengono accorpate comprendenti due edifici nei pressi della strada parco e che come tutti i programmi urbanistici di questo tipo prevedono delle aree da cedere al Comune da parte dei privati che poi possono recuperare volumetrie.
Ma questa volta a destare qualche perplessità -anche se la proposta di delibera è passata in commissione all'unanimità- è ancora una volta l'effettivo vantaggio pubblico che l'operazione, secondo le norme, dovrebbe avere.
Procedura amministrativa avviata oltre quattro anni fa e proposta dalle ditte Montedil e Camel, prevedeva come aree di cessione alcune parti da destinare a verde pubblico in parte antistante i fabbricati ed in parte nella zona retrostante.
La scheda progettuale che arriva in consiglio comunale e che con tutta probabilità sarà approvata, invece, è diversa, frutto di una richiesta delle due ditte pienamente approvata dagli uffici tecnici comunali.
I cambiamenti riguardano la distribuzione delle aree da edificare e quelle di cessione.
Infatti sono stati disposti in maniera diversa le volumetrie da edificare e soprattutto è stata spostata nella parte retrostante ai due fabbricati l'aria che una volta era, in parte, verde pubblico e che adesso, per la maggior parte, diventerà un parcheggio pubblico. Almeno sulla carta.
Infatti le ditte dovranno realizzare un parcheggio che si trova in una strada di accesso agli stessi fabbricati e che di fatto potrebbe essere poco sfruttabile dai cittadini e che, probabilmente, invece sarà molto utile ai futuri residenti degli edifici da costruire.
Il Pue in questione è denominato con il numero 57 e riguarda il quadrante Q2 nei pressi via Lazio e via Gorizia .
La procedura amministrativa avviata intorno al 2003 ha subito diversi rallentamenti. Poi però la ditta Montedil il 14 gennaio del 2008 ha sollecitato la stipula della convenzione e l'approvazione del progetto delle opere di urbanizzazione.
L'11 agosto 2008 le due società hanno chiesto al Comune la modifica della scheda relativa al Pue.
In totale le aree interessate sono estese per 4260 metri quadrati (quella di proprietà della Montedil) e 1785 (quella di proprietà della Camel).
Nella relazione allegata alla proposta di delibera si legge anche che non vi sarebbero grossi cambiamenti sostanziali né stravolgimenti e che tutte le proporzioni sono rigidamente rispettate.
Gli uffici tecnici per questo rilasciano pareri positivi per cui nulla osta alla approvazione nel prossimo consiglio comunale.
Tuttavia le norme in vigore prescriverebbero per quelle aree nella zona - derivanti da cessioni come in questo caso- obbligatoriamente tre tipologie di destinazione: la prima a verde pubblico, la seconda a verde pubblico attrezzato, e la terza ad attrezzature sportive ad uso pubblico, in una percentuale non inferiore al 60%.
Voterà contro Cristian Odoardi consigliere di Rifondazione comunista.
«Sono contrario in virtù di quanto prescrivono le norme», ha detto il consigliere che per motivi di lavoro non ha potuto partecipare alla commissione. «Le norme garantiscono "la reale fruibilità degli spazi pubblici". Io credo che a seguito di queste modifiche gli spazi pubblici perdano del tutto le caratteristiche di fruibilità infatti il sub ambito B di fatto cede delle strisce di terreno che saranno ad uso esclusivo come parcheggio ma di certo non pubblico considerando che è a contatto con la cosiddetta strada parco e quindi di fatto non transitabile perciò sarà utilizzato in maniera quasi esclusiva come parcheggio di chi compra la casa lì.... perciò con vantaggio al privato e non al pubblico. Per quanto riguarda la cessione del sub ambito A è totalmente nascosta e affogata all'interno di un complesso di edifici residenziali costruiti e da costruire risulta quindi di difficile fruizione pubblica. Voterò dunque contro perché non ci sono i requisiti di pubblica utilità».

19/02/2009 11.22

DI STEFANO SI ERA OPPOSTO

«Io sono stato l'unico consigliere che si è opposto a tale proposta», precisa il consigliere Gabriele Di Stefano (Pd). «Per la precisione, in quella sede avevo chiesto il rinvio della proposta allo scopo di poterla esaminare: alla bocciatura di tale richiesta da parte dei componenti della commissione ho votato contro».
Come si legge infatti dal verbale della seduta «il consigliere Di Stefano chiede il rinvio in quanto le copie della proposta sono state consegnate nella odierna seduta. Risponde il presidente che non c'è nessuna discrezionalità su tale proposta in quanto si deve semplicemente applicare la normativa, e mette a votazione il rinvio. Favorevole al rinvio è solo il consigliere Di Stefano. Si procede alla votazione della proposta de qua: … contrari Di Stefano con la seguente motivazione: la proposta di deliberazione è stata consegnata nella odierna seduta».

20/02/2009 8.00