La Clax presentò l'unico preventivo: ora il capolavoro gli costerà più di 2 mln

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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L’OPERA D’ARTE IN FRANTUMI. PESCARA. Sono molte le incongruenze ed i dubbi, di questi tempi purtroppo legittimi. Ombre che si addensano sulla tormentata vicenda del "bicchiere" di Toyo Ito che sembrava una storia archiviata e che invece il caso ha voluto riaprire. * D’ANGELO: «LE CARTE SONO IN REGOLA E POI CI SONO I COMUNICATI STAMPA»



L'OPERA D'ARTE IN FRANTUMI.
PESCARA. Sono molte le incongruenze ed i dubbi, di questi tempi purtroppo legittimi. Ombre che si addensano sulla tormentata vicenda del "bicchiere" di Toyo Ito che sembrava una storia archiviata e che invece il caso ha voluto riaprire.

* D'ANGELO: «LE CARTE SONO IN REGOLA E POI CI SONO I COMUNICATI STAMPA»

Particolari, atteggiamenti, dichiarazioni contrastanti, carte che non si trovano e che sono tenute sotto chiave, qualcosa non torna.
Con la consueta fatica (vista la mancanza di trasparenza assoluta) iniziano però ad uscire i documenti ed i particolari che riguardano l'iter per la costruzione del monumento di Toyo Ito. Documenti che finora la giunta D'Alfonso non ha voluto rendere pubblici, come se avesse questo potere.
La trasparenza purtroppo è fittizia anche se si prova a cercare almeno le delibere attraverso il sito web del Comune che formalmente mette a disposizione tutte le delibere di giunta e di consiglio ma che di fatto rende praticamente impossibile giungere ai documenti desiderati attraverso una serie di malfunzionamenti strutturali.
Superate le difficoltà (e solo con alcune "soffiate") si arriva alla delibera numero 358 del 2007 nella quale la giunta approva il progetto e la "indagine esplorativa" che porterà alla individuazione della Clax Italia come migliore offerta.
Così mentre si attende che l'amministrazione D'Alfonso rilasci le fatture e l'itera documentazione che certificano i costi sostenuti emergono nuovi particolari.
Uno fra tutti è l'imprimatur dell'architetto giapponese sulla scelta della ditta.
E' lui che ha deciso, è lui che ha sentenziato che la Clax Italia fosse la ditta più capace per svolgere il delicato compito.
E' tutto scritto nero su bianco nella delibera.
«Dato atto che», si legge, «sulla base delle prescrizioni tecniche fornite direttamente dall'artista Toyo Ito, la Clax Italia risulta essere l'unica ditta idonea a realizzare l'opera nel pieno rispetto di dette prescrizioni, per quanto riguarda la capacità tecnologica della ditta stessa di produrre singoli blocchi di dimensioni rilevanti».
Insomma Toyo Ito detta le condizioni minime di professionalità e dalla "indagine" salta fuori il nome. Un affidamento che potrebbe non presentare irregolarità se si tiene in considerazione le aspre difficoltà nella realizzazione dell'opera. Difficoltà tanto aspre che hanno prodotto lo sfaldamento del manufatto dopo 64 giorni.
Se dalle carte emerge l'indicazione precisa dell'architetto giapponese, la Clax Italia, la ditta che ha realizzato il calice Wine glass, è ancora più precisa.
In una intervista del quotidiano La Discussione la ditta dice: «Siamo stati contattati dal Comune su segnalazione di Toyo Ito che ci ha ritenuto gli unici al mondo capaci di realizzare un progetto all'avanguardia, con tecnologia e strumentazione per produrre grandi masse».
Una stranezza perché dalla delibera invece emerge una gara a trattativa privata. Le due versioni sembrano inconciliabili.


UNICO PREVENTIVO DA 1.650.000 EURO

Il Dirigente del Settore Lavori Pubblici, nell'ambito dei lavori di riqualificazione del progetto denominato " Piazza Salotto", ha avviato «l'indagine esplorativa per la realizzazione del monumento "Huge Wine Glass", consultando all'uopo le ditte Clax Italia, Nuova Arte, Nippura, Degussa, Rohm, Gm, Bh, per la presentazione di un'offerta contenente il preventivo dei lavori, eventuali elaborati tecnici e l'indicazione dei probabili tempi di esecuzione».
Il Direttore dell'Area Lavori Pubblici ha poi comunicato che sono state consultate 4 ditte esperte del settore anche a livello internazionale, risulta però pervenuto un solo preventivo cioè «un'unica relazione tecnico – economica inerente la fattibilità dell'intervento».
Preventivo firmato Clax Italia con sede a Pomezia (Roma) e dell'ammontare di 1.650.000,00 euro (con oscillazione del 10%) oltre Iva.
Insomma il Comune ha chiamato direttamente la ditta Clax - come ammettono gli esperti del settore- oppure vi è stata davvero una indagine esplorativa?



CHI PAGA?

Il quantum sembra essere un argomento tanto importante quanto spinoso, ulteriore stranezza vista l'importanza dell'opera e soprattutto il gesto da grandissimi mecenate: ognuno farebbe a gara per far sapere quanto ha sborsato invece si scopre solo oggi che la Clax ci ha messo ben 650mila euro.
«La realizzazione dell'opera di Toyo Ito, il cui costo è pari ad euro 1.000.000,00 + IVA», si legge nella delibera, «verrà finanziata in parte dalla Caripe Spa per l'importo omnicomprensivo di euro 250.000,00 a fronte dell'acquisto della proprietà di una quota dell'opera d'arte in questione corrispondente alla somma indicata e in parte con il contributo della Lafarge Adriasebina s.r.l. per l'importo omnicomprensivo di 840.000,00, così come risulta agli atti dell'Amministrazione descritti nelle premesse».
I due benefattori «cureranno direttamente la realizzazione dell'opera attraverso la Clax Italia».

Ma dalla delibera sembra emergere che il costo effettivo in realtà sia di 1milione 650mila euro poiché «la differenza di euro 650.000,00 rispetto al preventivo a suo tempo trasmesso dalla Clax Italia è da considerarsi quale contributo della ditta medesima alla realizzazione dell'opera di Toyo Ito».
Insomma la Clax mette di tasca propria ben 650mila euro. Ricapitolando: nella delibera si dice che il costo totale è un milione più Iva; il preventivo (unico) giunto è di 1 milione 650; poiché mancano all'appello 650mila euro giunge il contributo della stessa ditta costruttrice e vincitrice della gara ristretta.
Ma nella stessa intervista de La Discussione l'ammontare sborsato dalla Clax viene quantificato in 300-400 mila euro.

CHI VIGILA?

«Il Comune di Pescara nella fase di realizzazione dell'opera assumerà l'onere dell'alta vigilanza, operando con funzioni di raccordo e supporto ai compiti di tutti i soggetti interessati all'iniziativa», tanto è vero che un emissario del sindaco D'Alfonso faceva visita settimanalmente nel cantiere di Pomezia.
Tutti gli accordi sono poi stati formalizzati in una convenzione nella quale si prevede tra l'altro che la Caripe curerà la manutenzione.
I lavori dovevano iniziare il 1 giugno 2007 ma soprattutto dovevano finire il 28 febbraio 2008, cosa che tuttavia non è avvenuta.
Restano dunque aperti tutti gli interrogativi relativi ai costi dell'opera che sfora la cifra originaria (1,2 milioni), si scopre un contributo di 650mila euro della Clax Italia un contributo che si sarebbe realizzato con lo sconto sulla cifra e sul monumento: infatti il progetto originario prevedeva un calice di 6 metri e non di 5 come poi è stato.
A questo punto la ditta di Pomezia dovrà evidentemente sopportare nuovamente i costi per la ricostruzione integrale del monumento. Costi che per logica superano in totale i due milioni di euro.
Fino a ieri si era poi parlato di diversi preventivi valutati dalla giunta mentre la delibera parla chiaro: ne è giunto uno solo nonostante siano state interpellate altre ditte. La Clax fornisce addirittura un'altra verità: «siamo stati chiamati direttamente dal Comune su indicazione di Toyo Ito».
Solo le carte potranno dire la verità.

19/02/2009 9.08












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D'ANGELO: «LE CARTE SONO IN REGOLA E POI CI SONO I COMUNICATI STAMPA»

«I documenti riguardanti la realizzazione della opera di Toyo Ito ci sono tutti e sono a disposizione. Immaginare che si nascondano le carte non è possibile. Nessuno può nascondere nulla».
E' quanto ha detto oggi in una conferenza stampa convocata con 30 minuti di preavviso il vice sindaco Camillo D'Angelo che ha sottolineato come «nelle carte é tutto documentato, dall'idea progettuale, ai rapporti di sponsorizzazione, ai pagamenti, alla proprietà dell'opera».
Chi però si attendeva un sindaco facente funzione con l'intero faldone dei documenti a disposizione della stampa e degli interessati è rimasto deluso.
D'Angelo parla di «carte» e «documenti» e subito dopo anche di «17-18 comunicati stampa dove si dice tutto ciò che oggi il Popolo delle Libertà fa finta di non sapere».
D'Angelo, sempre in risposta alle polemiche, ha ricordato che la scultura, costata circa un «milione e 100 mila euro», è stata realizzata grazie agli aiuti della Barca Caripe che si è impegnata a stanziare 250 mila euro e della Lafarge Adriasebina che ne ha stanziati 840 mila euro.
A proposito di quest'ultima, ha fatto presente che la società si è mostrata disponibile alla sponsorizzazione, «senza avere nulla in cambio».
Ha anche aggiunto che il Comune ha pagato circa 200 mila euro per il progetto, 60 mila dei quali ancora da versare.
«La ditta realizzatrice dell'opera, la Clax Italia», ha aggiunto, «si è impegnata a rifare il monumento a costo zero, naturalmente appena si saprà quale è stato il motivo del cedimento».

19/02/2009 18.01