Centro diurno Alzheimer, appello alla Regione per non chiudere

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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SAN GIOVANNI TEATINO. Capiranno i malati di Alzheimer di Villa San Giovanni che a fine mese chiuderà il Centro diurno che li ospita?
O crescerà il loro senso di spaesamento, venendo a mancare l'incontro quotidiano con gli operatori e con gli altri amici nelle loro stesse condizioni?
In previsione della chiusura prevista a fine mese, queste domande cercano una risposta nella la riunione dei familiari degli ospiti della struttura, prevista per venerdì pomeriggio alla presenza degli operatori e dei sindaci del territorio interessato.
E proprio da Verino Caldarelli, sindaco di San Giovanni Teatino, è partita in questi giorni una proposta ai colleghi di Chieti, Pescara, Torrevecchia ed altri.
«Poiché siamo consapevoli della necessità di continuare l'esperienza del Centro diurno a favore di questi malati, visto il gradimento delle famiglie – spiega il sindaco – e poiché, contemporaneamente, conosciamo le difficoltà di bilancio della sanità e della Asl di Chieti in particolare, proponiamo come Comuni di farci carico di una parte delle spese. Se per esempio il costo annuale per ospitare i circa 30 malati di Alzheimer è di 180 mila euro, potremmo intervenire per la metà».
Il piano economico per mantenere in vita la struttura, il cui finanziamento era legato ad un Progetto Obiettivo che scade proprio a fine febbraio, è presto fatto: ogni paziente costa circa 600 euro al mese per 5 giorni alla settimana di presenza. Moltiplicato per i 27 pazienti che il Piano sanitario regionale prevede come semiresidenziali equivale a circa 180 mila euro l'anno.
I familiari vorrebbero costituire un Comitato di gestione per valutare le spese vive e cercare contributi per la sopravvivenza della struttura.
Il dottor Michele Zito, geriatra della d'Annunzio che segue i malati, fornisce alcuni dati interessanti: in Italia le rette giornaliere per questo tipo di malati vanno dai 55 euro del Piemonte ai 70 della Toscana. A San Giovanni Teatino la retta è inferiore ai 30 euro, una spesa comunque difficile da sopportare da parte delle famiglie.
Di qui l'appello alla Regione, assessorato alla Sanità, per trovare insieme la via della sopravvivenza del Centro.

s.c. 18/02/2009 9.10