Balneatori preoccupati, «a rischio la stagione 2009»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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La stagione 2009 è in pericolo? «Molti stabilimenti balneari rischiano di non aprire». E il Comune si autotutela per le concessioni sdoppiate.

La stagione 2009 è in pericolo? «Molti stabilimenti balneari rischiano di non aprire». E il Comune si autotutela per le concessioni sdoppiate.PESCARA. Preoccupata la Federazione Italiana Balneari Abruzzo dopo l'incontro dei giorni scorsi con il presidente della VI Commissione Finanze della Camera dei Deputati, per fare il punto sull'avvio dei lavori al progetto organico e condiviso attinente la disciplina delle attività turistico-balneari.
Pur esprimendo apprezzamento per quanto fin qui svolto, i rappresentanti delle imprese balneari
hanno manifestato la propria preoccupazione perché nel 'Decreto Milleproroghe' non è stato possibile inserire nessuno degli emendamenti di proroga della legge 296/06, quella, cioè, relativa ai canoni demaniali.
Ne deriva, quindi, una situazione sempre più difficile per molte imprese balneari che si sono
opposte sul piano giudiziale alle richieste di nuovi canoni elevati fino a 10 volte rispetto a quelli versati nel 2006.
«Si tratta di cifre», spiega la Federazione, «che, nella maggior parte dei casi, non potranno essere incassate dallo Stato a causa della loro elevata entità e che, di conseguenza, potrebbero causare il non rinnovo o, addirittura, la revoca della concessione demaniale».
La Fiba Confesercenti chiede che venga approvato, con urgenza, un provvedimento legislativo di riordino della disciplina che regola le concessioni demaniali marittime con finalità turistico-ricreative, «tenendo conto anche del recente Protocollo di Intesa concordato con il Dipartimento del Turismo e le Regioni».
In attesa dei tempi medio-lunghi che si prospettano per raggiungere questo traguardo, però, reclamano la possibilità di una proroga che potrebbe rientrare nel Decreto anticrisi all'esame del Governo, in mancanza della quale molte imprese balneari questa estate potrebbero non aprire i cancelli mettendo così in crisi un settore che sino ad oggi, seppur tra non poche difficoltà ed incertezze, ha garantito reddito, occupazione ed investimenti.
Questa situazione di grave crisi per il turismo balneare verrà affrontata nel corso della Fiera Balnearia a Marina di Carrara il prossimo 3 marzo, dove le Associazioni di categoria concerteranno le azioni di protesta da attuare prima, durante e dopo la stagione estiva, se non saranno accolte le proprie richieste volte a tutelare non solo una categoria imprenditoriale ma l'immagine turistica dell'Italia.

L'AUTOTUTELA DEL COMUNE E LA PAURA DEI BALNEATORI

E c'è preoccupazione anche per l'atto di autotutela con cui il Comune di Pescara ha revocato le licenze per alcuni imprenditori balneari della città.
Un atto arrivato anche a seguito delle inchieste giudiziarie che nei mesi scorsi ha portato al sequestro di quegli stabilimenti che nel passare degli anni si sono sdoppiati.
«Questo è il risultato», ha detto la Fiba, «di una gestione non efficiente del demanio comunale, che per anni è stato lasciato nelle mani di politici che tutto hanno fatto fuorché costruire un sistema turistico moderno e competitivo per consentire un salto di qualità al settore».
La Confesercenti spiega che «prima di sdoppiare le licenze i balneatori hanno regolarmente chiesto parere preventivo a Regione, Capitaneria di Porto e Agenzia delle Dogane. I pareri sono stati tutti favorevoli. Ma ora che la delega del demanio è passata ai Comuni, la sola Pescara sembra voler seguire regole diverse anche dai Comuni vicinanti, gettando nel panico e nel caos decine di imprese pronte a fare le assunzioni per i mesi a venire».
E in ballo c'è anche un ricorso al Tribunale amministrativo regionale «affinché riporti serenità alle imprese ed all'economia turistica in questa fase di grande incertezza».

17/02/2009 11.49