Inchiesta D'Alfonso. Raffaele Delfino prova ad illuminare gli inquirenti

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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PESCARA. L'ex parlamentare e consigliere comunale di centrodestra, Raffaele Delfino, e' stato ascoltato, come persona informata sui fatti dal pm della procura di Pescara, Gennaro Varone.
L'attività rientra nella inchiesta su presunte tangenti nei lavori pubblici al Comune di Pescara, che lo scorso 15 dicembre ha portato all'arresto di Luciano D'Alfonso.
Venerdì scorso la convocazione di D'Alfonso da parte del pm Varone, occasione che doveva servire all'ex sindaco di spiegare acquisti in contanti per 200mila euro, chiarimenti che sono stati rimandati di alcuni giorni. Entro la settimana è infatti attesa la memoria difensiva scritta che dovrebbe ricostruire i movimenti e gli acquisti di beni personali e della casa di Pescara.
Intanto le indagini continuano con nuove acquisizioni di documentazioni ed ascolto di alcune persone che avrebbero chiesto di poter parlare.
Delfino è autore di numerosi esposti inviati alla procura ed ha chiesto lui stesso di essere ascoltato per trasferire informazioni che riteneva potessero essere utili alla delicata indagine su presunte tangenti.
L'ex parlamentare sarà ascoltato anche domani.
Delfino negli ultimi anni ha curato la redazione di numerosi esposti che hanno avuto ad oggetto presunte irregolarità dell'attività amministrativa della giunta D'Alfonso.
«Non ho nulla da perdere, non ho peli sulla lingua e non so quanto ancora rimarrò insieme a voi…» è solito dire alle conferenze stampa per dare forza al suo lavoro di studio sulle carte.
Alcuni esposti hanno riguardato la vicenda dell'affidamento dell'area di risulta fin dalla primissima ipotesi di progetto.
«Il motivo per cui il primo bando è stato stroncato con un' ordinanza dall'autorità di vigilanza», raccontò a fine 2006 a tal proposito, «è perché noi abbiamo inviato, il 17 ottobre del 2005, un esposto contro tale operazione. Stranamente, in data 6 ottobre 2005, una richiesta simile è stata inviata dal sindaco D'Alfonso, il quale era venuto a conoscenza della nostra volontà d'intervenire sul problema e perché consapevole dell'illegalità del bando. A distanza di un anno –proseguì l'onorevole - ci troviamo di fronte ad una situazione simile se non peggiore; il nuovo bando, infatti, ha diverse carenze sul fronte criteri di attuazione. Mancano tutti gli elementi a cui devono sottostare le ditte interessate a partecipare alla gara; caratteristiche richieste, in data 22 aprile 2006, al direttore dell'area tecnica del Comune, il quale avrebbe dovuto eliminare le inesattezze del primo bando di gara».
Delfino illustrò le modifiche apportate nella seconda redazione del bando dell'area di risulta con l'aumento dei posti auto spingendosi a dire: «il bando è stato cucito per una sola ditta».
Quella procedura poi è stata scandagliata anche dalla procura ed il procedimento è ancora in corso mentre l'amministrazione dopo una serie di ricorsi al Tar, nonostante le sue formali opposizioni ha abbandonato l'ipotesi Toto, ripartendo nuovamente nelle ultime settimane con la procedura per la riqualificazione della vasta area al centro della città con l'approvazione del progetto.
Delfino oltre che essere ex consigliere di Pescara e politico navigato conosce molto bene i diversi personaggi della storia pescarese.
In futuro si dirà se l'apporto del vecchio politico all'inchiesta sarà stato importante oppure no.

16/02/2009 15.26