Discarica La Torre. Il Tar: «diniego all’ampliamento è pienamente legittimo»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Discarica La Torre. Il Tar: «diniego all’ampliamento è pienamente legittimo»
TERAMO. Rigettato il ricorso del Comune di Teramo contro Provincia, Regione e Autorità di Bacino

Il Tar dell'Aquila ha rigettato il ricorso presentato dal Comune di Teramo contro la Provincia, la Regione Abruzzo e l'Autorità di Bacino per il il diniego all'ampliamento della discarica La Torre.

Secondo il tribunale amministrativo, il ricorso è «infondato sotto tutti i motivi prospettati». Il Comune di Teramo, nel 2007, aveva impugnato tutto l'iter procedurale che aveva fatto ricadere la località La Torre fra i siti vincolati dalla normativa del PAI (Piano Assetto Idrogeologico); dalla delibera dell'Autorità di Bacino Regionale (30.11.2005) che ha approvato il Pai, alla delibera di Giunta Regionale che l'aveva recepita (20.12.2005) fino al pronunciamento della Sezione Urbanistica Provincia (27.02.2007) la quale, sulla base della normativa vigente, aveva espresso parere negativo al progetto di ampliamento (650 mila metri cubi) della discarica.
Secondo il Piano di assetto idrogeologico, infatti, la località La Torre di Teramo è da considerarsi «ad alta pericolosità ambientale» e quindi inadatta ad ospitare una discarica di simili dimensioni.
La Sezione urbanistica provinciale, quindi, nel suo pronunciamento aveva sottolineato come, sia la discarica che buona parte dell'area del progetto di ampliamento ricadessero nelle cosiddette “aree ed oggetti di interesse bioecologico” e in quelle “agricole” (art 5 del Piano Territoriale Provinciale).
Per le aree di interesse bio-ecologico, siano esse classificate “boscate” oppure “caratterizzate da biotopi ed endemismi”, sono esplicitamente vietati interventi per realizzare discariche di rifiuti ed anche il semplice scarico e l'abbandono di rifiuti. E' il caso di ricordare che la discarica fu chiusa dall'autorità giudiziaria nel febbraio del 2006 in seguito ad una frana.

«Una sentenza che fa giustizia dopo anni di polemiche insensate e infondate», ha commentato soddisfatto il presidente Ernino D'Agostino. «E' una vicenda che è stata usata strumentalmente e in maniera politica per attaccare la Provincia e la precedente Amministrazione Regionale ritardando, di fatto, la soluzione dei problemi legati allo smaltimento dei rifiuti. Oggi, grazie ad un paziente e attento percorso istituzionale, che ha tenuto conto di tutte le posizioni in campo in una logica di completa condivisione e concertazione, la Provincia di Teramo, la prima in Abruzzo, ha dato il via all'Ato unico dei rifiuti. Gli stessi sindaci stanno lavorando alle linee guida dello Statuto e a breve potrò convocare l'Assemblea affinchè i Comuni eleggano il Consiglio di Amministrazione dell'Ato, rendendo operativo lo strumento che consentirà una gestione razionale e unitaria di tutto il ciclo dei rifiuti».

La Provincia è stata difesa dall'avvocato dell'ente, Antonio Zecchino, e nel giudizio è “intervenuto ad opponendum” contro il Comune anche il Comitato di cittadini di La Torre.
13/02/2009 10.42

«AREA DI MASSIMA PERICOLOSITA': NON SI POTEVA COSTRUIRE UNA DISCARICA»

«La sentenza del Tar Abruzzo», spiega il Wwf, «introduce un punto fermo e definitivo in questa lunga vicenda: in Area P3 del Piano di Assetto Idrogeologico, l'area a massima pericolosità, non è possibile impiantare discariche. Appaiono così pienamente confermate le tesi da sempre portate avanti dal WWF e dal Comitato dei cittadini».
Contenti anche i legali del wwf, Tommaso Navarra e Fabio De Massis, i legali che patrocinano anche il Comitato nelle sedi giudiziarie:«Ancora una volta le associazioni ambientaliste ed i comitati di cittadini hanno vinto nitidamente un'importante battaglia per la tutela del nostro territorio. Serva da monito alle Amministrazioni: quando i cittadini e gli ambientalisti segnalano un problema, lo fanno con sincerità e con effettiva conoscenza del territorio e dei suoi problemi. Se ci avessero ascoltato si sarebbe potuto evitare il crollo nel 2006 ed oggi avremmo già risolto il problema dei rifiuti per il quale siamo invece all'anno zero dopo 5 anni di sterili progettazioni su un sito assolutamente inadeguato».
Per il Wwf è ora è il momento di tornare ad affrontare seriamente il problema dei rifiuti.
«Si metta da parte definitivamente l'ipotesi di progettare una discarica in una zona franosa», dichiara Dante Caserta, Presidente del WWF Abruzzo.
«Si faccia partire la raccolta differenziata porta a porta in ogni comune, si creino impianti efficaci per il recupero della frazione organica e si raggiungano così le percentuali di raccolta differenziata stabilite dalla legge. Nel frattempo si individui un'area idonea dove impiantare una discarica da gestire correttamente con la massima trasparenza e la massima professionalità».

13/02/2009 15.01