Sequestro "Le Vele", ditta responsabile pronta a far causa al Comune

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Sequestro "Le Vele", ditta responsabile pronta a  far causa al Comune
FRANCAVILLA AL MARE. Il documento è datato 10 febbraio 2009 e firmato dal dirigente della ripartizione urbanistica del Comune di Francavilla al Mare Domenico Chiola.

Si tratta dell'ordinanza di sospensione dei lavori per l'insediamento edilizio turistico alberghiero Le 4 vele, sul lungomare.
Il giorno successivo gli agenti della capitaneria di Porto, insieme ai carabinieri, sarebbero andati ad apporre i sigilli.
Ma il Comune stava decidendo parallelamente di «autotutelarsi» ed era apparsa «indispensabile la sospensione dei lavori in corso eseguiti».
Perché? Il motivo è sempre quello: «in base alla mancanza della preventiva autorizzazione dell'autorità doganale lavori per i quali la parte non può nemmeno produrre, per aver ritenuto che non fosse necessario, il nulla osta come non ha prodotto la preventiva autorizzazione dell'agenzia del demanio».
L'ordinanza era stata spedita sia alla Abruzzo Property & Resort di Tortoreto che ha avuto il permesso di costruire, alla ditta Felicioni Costruzioni Srl, in qualità di impresa esecutrice, e all'architetto Rocco Antonucci, tecnico direttore dei lavori e progettista delle opere.
Proprio dall'ordinanza emergono ulteriori dettagli sull'opera che stava venendo su e che per il momento resterà congelata: 68 appartamenti divisi in 4 edifici distinti. Il risultato sarebbe stato quello di un residence e case vacanze da affittare esclusivamente con contratti dai 7 giorni ai tre mesi.
Proprio ieri, però la ditta Abruzzo Property ha fatto sapere di essere in possesso di tutti i documenti necessari per proseguire i lavori. Quelli che mancherebbero all'appello, secondo i responsabili, li avrebbe dovuti presentare il Comune. Loro quindi, assicurano, non hanno commesso errori di sorta e stavano lavorando senza commettere infrazioni di alcun genere.
La società ha annunciato che si rivarrà proprio sull'amministrazione cittadina per eventuali risarcimenti del danno.
Ma tornano alla carica anche le associazioni ambientaliste. «Le carte non ci sono tutte, altrimenti nessuna Procura avrebbe potuto sequestrare un cantiere», dice Edvige Ricci a nome delle associazioni Ecoistituto Abruzzo- Italia Nostra – Marevivo – Mila Donnambiente. «E' evidente che il nulla osta mancante della Capitaneria di Porto manca sul serio dal momento che non è stato mai richiesto».
«Sulle distanze giuste rispetto al demanio pubblico e al mare», prosegue Ricci, «gli ufficiali marittimi a ciò preposti sapranno evidentemente dire la loro. Ma è evidente che la questione rimanda anche a quel passaggio di variante al piano regolatore di Francavilla e al particolare che, per consentire standards edificatori in una zona zeppa di costruito fino all'inverosimile, siano stati conteggiati- pare – anche giardini privati e cortili di case come zone di verde pubblico».

13/02/2009 10.23