D’Alfonso, acquisti in contanti per 200mila euro ma non provenienti da conti

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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D’Alfonso, acquisti in contanti per 200mila euro ma non provenienti da conti
PESCARA. E’ durato circa 45 minuti l’interrogatorio di questa mattina del sindaco di Pescara Luciano D’Alfonso, conclusosi poco fa. * SE NE PARLA ANCHE NEL FORUM
L'ipotesi di accusa della Procura nei confronti di D'Alfonso e' corruzione finalizzata a reperire fondi occulti dalla sua attivita' di amministratore.
Il primo cittadino, autosospesosi dall'incarico per motivi di salute, è arrivato in Procura poco dopo le 8 accompagnato dai suoi legali Giuliano e Roberto Milia. Dopo di lui è arrivato anche il pm Gennaro Varone.
L'interrogatorio si è tenuto al terzo piano del tribunale, nella stanza del pm.
Secondo indiscrezioni D'Alfonso è stato ascoltato a seguito di alcuni accertamenti bancari e patrimoniali disposti dalla procura.
E questa mattina l'ex segretario regionale del Pd sarebbe stato chiamato a dare spiegazioni su acquisti «personali» compiuti tra la fine del 2003 e la fine del 2006, per un valore di 200 mila euro, sempre in contanti.
Si tratterebbe di immobili ma anche di depositi presso istituti di credito. Gli acquisti sarebbero certificati da una serie di carte in possesso della procura.
All'uscita dal Tribunale D'Alfonso è parso molto teso e non ha rilasciato dichiarazioni ai giornalisti che lo attendevano fuori.
Il sindaco potrebbe affidare nei prossimi giorni ad una memoria da depositare al pm Varone la sua versione dei fatti. Infatti si è riservato la possibilità di rendere l'interrogatorio al pm Varone dopo aver verificato i documenti che attestano i suoi rapporti patrimoniali.
D'Alfonso ha affermato che dimostrerà la provenienza di quel denaro.

13/02/2009 10.13

SPESE CON SOLDI NON PROVENIENTI DAI CONTI

Per ora il riserbo è massimo anche perché a D'Alfonso si contestano cifre ben precise per acquisti precisi, si parla anche di una casa ma non solo.
Non è chiaro come la polizia abbia fatto a censire gli acquisti definiti «personali» ma anche «ingenti», forse attraverso contratti registrati o scritture private, la certezza che però hanno gli inquirenti è che quei soldi non sono usciti dai 4 conti personali intestati al primo cittadino.
E quel flusso di denaro è certo non provenire nemmeno dai relativi conti bancari dei congiunti più prossimi dai quali non risultano bonifici o prelievi.
Ci sarebbe anche la prova diretta di soldi in contanti utilizzati per gli acquisti, fatto che ha insospettito non poco la procura che, in attesa di ricevere spiegazioni dall'interessato, continua a muoversi su più fronti.
Sembrerebbe che oltre i 200mila euro -di cui si ha certezza- si stia lavorando su altri importi che al momento non sono dati per certi, per cui le spiegazioni da fornire potrebbero aumentare.
Risposte che dovranno basarsi necessariamente su carte e documenti inconfutabili per cui se si è in presenza di errori o mistificazioni la verità potrebbe venire a galla in tempi brevissimi.
Gli acquisti contestati a D'Alfonso sarebbero stati effettuati in un arco di tempo di circa due anni: riuscire a spendere 200mila euro per chi dichiara poco più di 70mila euro all'anno rimane per ora un mistero.
Ma se ci sono dei soldi spesi, da una parte, dall'altra, ci sono anche dei soldi versati ed è su questo versante che la procura sta cercando di andare a fondo, ripercorrendo il tragitto dei soldi a ritroso dei soldi ed arrivare alla “fonte”.
Nulla si dice, invece, su eventuali accertamenti all'estero o censimenti su beni immobili di Pescara e dintorni sui quali si è concentrata l'attenzione degli inquirenti.
Ma quello che pare certo è che se il quadro accusatorio già all'indomani della scarcerazione era «rafforzato», con questi nuovi elementi, di sicuro si complica, allargando gli orizzonti inizialmente ristretti a dazioni di modesta quantità.
Un quadro che ogni giorno che passa si arricchisce di nuove tessere da verificare e studiare.
Le facce tese degli inquirenti all'indomani della scarcerazione degli indagati sembrano ormai lontane ed oggi al “no comment” viene accompagnato un sorriso.

13/02/2009 12.48