Piano regolatore portuale, Ciba: «noi esclusi dal Tavolo tecnico»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Piano regolatore portuale, Ciba: «noi esclusi dal Tavolo tecnico»
PESCARA. «Ancora una volta i balneatori di Pescara sono stati snobbati dall’amministrazione comunale, esclusi dal Tavolo svoltosi ieri per la presentazione ufficiale del nuovo Piano regolatore portuale». * IL NUOVO PRG PORTUALE
Lo ha denunciato il Consiglio Direttivo del Consorzio Imprese Balneari dell'Adriatico (Ciba) in merito all'incontro svoltosi ieri pomeriggio nella Sala consiliare del Comune di Pescara. Il Consorzio ha ora chiesto ufficialmente «all'amministrazione comunale e alle Commissioni consiliari Grandi Infrastrutture e Ambiente di essere convocato per essere informato circa il progetto che lo stesso Consiglio comunale si appresta addirittura già ad approvare».
«Ancora oggi – ha ricordato il presidente del Direttivo Ciba, Stefano Cardelli – i balneatori di Pescara stanno pagando le conseguenze legate alla realizzazione della diga foranea, un'infrastruttura nata negli anni '90 in piena situazione di emergenza. Una diga foranea che da tutti gli esperti e i tecnici viene considerata la prima causa dell'inquinamento del litorale: l'acqua del fiume in uscita, urta contro il muro di cemento della diga e torna indietro verso la costa, spinta dalle correnti marine, estendendosi su buona parte del litorale dove, oltre a esserci acqua dolce anziché salata, si trovano gli stessi colibatteri presenti nel fiume, imponendo il divieto di balneazione su un largo tratto della spiaggia».
Il tavolo organizzato nei giorni scorsi ha visto la presenza di tutte le forze produttive della città e ha invece lasciato fuori «una categoria che rappresenta l'asse portante del turismo e dell'economia cittadina, quella che tra l'altro, viste le precedenti esperienze, più risentirà degli effetti legati alla realizzazione di opere in mare di enorme impatto ambientale».
Oggi, a quasi vent'anni di distanza, l'amministrazione comunale si ripresenta con un nuovo maxi-intervento da realizzare in mare che va sotto il nome di Piano regolatore portuale. «Si tratta di un contenitore», commenta il Ciba, «che prevede la costruzione di una nuova darsena per i pescherecci (tesa a risolvere il problema dell'insabbiamento del porto canale), l'allungamento della foce del fiume sino alla diga, e altre opere sostanziali».
I balneatori non sono pregiudizialmente contro questa opera, «ma vogliamo capire», ha spiegato Cardelli, «cosa l'amministrazione intende realizzare e soprattutto quali saranno le conseguenze, in termini ambientali, di tali interventi, quale sarà l'impatto sul litorale della nuova darsena, che sostanzialmente occuperà l'arenile sino all'altezza di Villa de Riseis. Vogliamo comprendere se la costruzione di nuovo cemento in mare per l'allungamento dei due moli possa comportare conseguenze in termini di erosione della costa».
Il Direttivo del Consorzio Ciba, ha dunque chiesto ufficialmente all'amministrazione «la convocazione di un altro incontro tra i balneatori e i progettisti autori del Piano, alla presenza delle Commissioni consiliari Ambiente e Grandi Infrastrutture, per poter avere un confronto sereno circa le proposte del Comune ed eventualmente valutarne insieme i possibili effetti prima dell'approvazione dello strumento urbanistico in Consiglio comunale».

12/02/2009 16.25