Nuovo interrogatorio domani per Luciano D’Alfonso

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Nuovo interrogatorio domani per Luciano D’Alfonso
PESCARA. Tornerà nuovamente in procura, Luciano D'Alfonso, per essere ascoltato dal pm Gennaro Varone. L'inchiesta per corruzioni e tangenti che coinvolge il sindaco - impedito nelle sue funzione per motivi di salute - ora sarebbe giunta ad un punto cruciale.
E' stato convocato per domani mattina e sarà interrogato dal pm che conduce le indagini e che agli inizi di novembre dello scorso anno ne aveva chiesto gli arresti.
Il quadro che era emerso dall'inchiesta che ha destabilizzato la politica locale era una diffusione corruzione che tuttavia si è sostanziata in dazioni di piccolissimo valore, almeno rispetto a quelle eclatanti alle quali ci ha abituato l'altra maxi inchiesta sulla Sanità.
Sono stati contestati a D'Alfonso per lo più episodi di ricezione di benefici come viaggi, vacanze, noleggi aerei gratuiti e dazioni non dichiarate che per la procura sarebbero tangenti in quanto contemporaneamente gli imprenditori indagati avevano rapporti con l'ente Comune per lavori ed appalti vinti, benefici ai quali, per la procura, non avrebbero avuto diritto se le norme fossero state rispettate.
Poi c'è stata la bagarre mediatica dell'arresto eclatante il15 dicembre 2008, venti minuti dopo la chiusura delle urne, per la scelta del nuovo governatore della regione.
Arresto inimmaginabile fino a poche settimane prima anche se voci insistenti si erano rincorse per oltre un anno e quel giorno stesso.
Ma il vero colpo di scena c'è stato il 24 dicembre quando lo stesso gip, Luca De Ninis, con un provvedimento - per certi versi contraddittorio rispetto alla misura cautelare - disponeva la scarcerazione di Dezio, D'Alfonso e De Cesaris, l'imprenditore che aveva vinto il progetto di finanza dei cimiteri.
Ma seppure si è deciso per la scarcerazione il quadro accusatorio ne usciva «rafforzato» in seguito agli interrogatori fiume del primo cittadino e degli altri indagati che in molte occasioni non avrebbero fornito spiegazioni plausibili o sufficientemente credibili.
Con l'inizio dell'anno c'è stata una repentina accelerazione dell'attività investigativa contemporaneamente all'ennesimo colpo di scena legato alle dimissioni ritirate da D'Alfonso e la presentazione contestuale di un certificato medico, contestatissimo, che di fatto ha avviato la procedura per il voto ma ha lasciato in piedi la vecchia giunta.
Dopo alcune settimane dalle richieste - e qualche ritrosia - gli istituti di credito (circa cinque) hanno fornito tutti gli elementi richiesti dal pm Varone circa conti e movimentazione bancaria di un folto numero di indagati per un arco di tempo che risale fino al 2005.
Circa un mese fa le carte sono giunte al terzo piano della procura dove sono state analizzate anche dalla polizia giudiziaria, squadra mobile e polizia postale, che ha avuto l'arduo compito di mettere in relazione le "radiografie bancarie" con le relazioni personali e di interesse dei vari indagati e i risvolti pubblici del loro agire.
Pochissime indiscrezioni sono trapelate ma è certo che sono state recuperate nuove informazioni, una nuova molte di presunte prove che avallerebbero l'impianto accusatorio.
E la prova sarebbe riposta proprio nel nuovo interrogatorio del sindaco che sarà chiamato a fornire plausibili spiegazioni sulle nuove risultanze emerse.
Lo scorso anno D'Alfonso fu ascoltato dal pm due volte: dopo la prima volta, giudicata insufficiente da Varone, egli stesso ne chiese l'arresto. Dopo circa due settimane D'Alfonso chiese nuovamente di essere ascoltato e fu in questa occasione che mostrò la lettera di dimissione che avrebbe dovuto scongiurare l'arresto e dunque il pericolo di reiterazione del reato.
Ma allora non servì.

12/02/2009 12.44


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