Bernini:«Sul residence "Le Vele" noi contrari dal 2002»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Bernini:«Sul residence "Le Vele" noi contrari dal 2002»
FRANCAVILLA. «Un sospiro di sollievo per tutti i cittadini che amano Francavilla». Ha accolto con soddisfazione Moreno Bernini (Uniti a sinistra per Francavilla) il provvedimento di ieri della magistratura del sequestro del cantiere sul mare.
Una inchiesta che si è mossa nel silenzio e che pare abbia lavorato con discrezione nei mesi scorsi ascoltando decine di persone e spulciando faldoni di documenti prelevati in Comune. Ieri la ditta che fa capo a Fernando Di Paolo si è detta tranquilla perché in possesso di tutte le autorizzazioni, cosa peraltro facile da provare e si augura una veloce chiusura della vicenda per tornare a lavorare nel cantiere che per ora deve rimanere chiuso.
«Già nel 2002 in Consiglio Comunale», ricorda oggi Moreno Bernini, «la delibera di richiesta alla Regione dell'allora amministrazione Angelucci di togliere il vincolo di inedificabilità A2 del PRP sull'area passò con solo 8 voti a favore, 7 contrari e due astenuti. Nel 2006 furono denunciate anche sulle pagine di “PrimoFoglio” le disastrose intenzioni della passata amministrazione di centrodestra di Roberto Angelucci. Dopo che la Regione aveva tolto il vincolo A 2 del Piano Paesistico, con una variante urbanistica al Prg ad hoc del tutto discutibile, l'amministrazione Angelucci ha autorizzato l'edificazione sull'ultimo lembo di sabbia miracolosamente intatta sul cosiddetto lungomare di Viale Alcione a confine con Pescara».
Bernini oggi denuncia l'indifferenza per mesi e mesi di opposizione strenua: «il nostro allarme non fu raccolto da nessuna forza politica presente in quel Consiglio Comunale», spiega, «il resto è storia recente: due manifestazioni da noi organizzate questa estate con i cittadini e le associazioni ambientaliste di Francavilla e Pescara, una raccolta di firme tra i cittadini e due esposti alla Procura che hanno dato per ora questo primo giusto risultato, frutto anche dell'attenzione degli Enti sovracomunali e delle forze dell'ordine».
«E' anacronistico pensare che nel 2009», ha concluso, «in una situazione di emergenza ambientale, quando tutte le normative ed i programmi delle amministrazioni locali ed i governi nazionali ed europei rifanno i loro programmi sulla falsa riga del cosiddetto sviluppo sostenibile, a Francavilla, si voglia proseguire l'opera di cementificazione della costa avviata negli anni 60'del secolo scorso».
E tutto questo accade in un momento in cui la nuova amministrazione di Nicolino Di Quinzio non ha ancora di fatto iniziato la vera e propria gestione.
A quasi un anno dalla sua elezione, infatti, il sindaco è ancora impegnatissimo a chiudere i conti con il passato e verificare “lo stato dell'arte”.
Ma sono tanti i conti che non tornano, i debiti saltano fuori giorno dopo giorno, e le tensioni aumentano. C'è paura e questa si tramuta in scontro politico e la vecchia guardia fa fronte comune verso il nuovo che non riesce ad avanzare.
Si avverte anche aria di silenzio e di omertà verso certi temi che non devono essere toccati mentre la tensione aumenta anche per le continue perquisizioni e sequestri che vedono come scenario gli uffici comunali e voci di nuove inchieste si diffondono in città.

12/02/2009 10.06