Balneatori in crisi… «ci mancano solo le "tentazioni petrolifere"»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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SILVI. Oltre 150 imprenditori provenienti da tutti i principali Comuni costieri hanno partecipato questa mattina all'assemblea regionale della categoria, promossa da Fiba-Confesercenti, che con 270 aderenti (oltre il 50 per cento del totale) è di gran lunga l'associazione più rappresentativa del settore.


SILVI. Oltre 150 imprenditori provenienti da tutti i principali Comuni costieri hanno partecipato questa mattina all'assemblea regionale della categoria, promossa da Fiba-Confesercenti, che con 270 aderenti (oltre il 50 per cento del totale) è di gran lunga l'associazione più rappresentativa del settore.Ad aprire i lavori sono stati il presidente ed il segretario regionale di Confesercenti, Beniamino Orfanelli ed Enzo Giammarino, mentre la relazione introduttiva è stata tenuta da Antonio La Torre, presidente regionale e vicepresidente nazionale di Fiba-Confesercenti.
All'ordine del giorno molti nodi da sciogliere per una categoria che rappresenta il front-office del turismo abruzzese: canoni demaniali, burocrazia, nuovi mercati, servizi in spiaggia, tutela della costa.
«Il momento è delicato» ha sottolineato La Torre, «altri settori stanno puntando palesemente a delocalizzare le loro attività verso altri Paesi, mentre il turismo non è assolutamente de localizzabile: la materia prima è proprio il Belpaese. Ma si continuano a foraggiare settori pronti a fare le valigie e si penalizzano quelli che invece restano sul territorio», pur producendo il 15 per cento del prodotto interno lordo e circa il 18 per cento dell'occupazione in Abruzzo.
Ma per dare luogo agli investimenti, è necessario -secondo Fiba-Confesercenti- poter contare su regole certe.
A partire dai canoni, per i quali in mancanza di un regolamento «i Comuni hanno stabilito procedimenti differenti che provocano disorientamento tra gli operatori. Credo che si debba intervenire con celerità per elaborare un regolamento regionale della gestione del demanio marittimo per finalità turistico-ricreative prima della prossima stagione balneare che possa dare risposte certe con la giusta celerità» ha sollecitato La Torre.
Ma l'incertezza della condizione degli imprenditori balneari si ripercuote anche sul sistema creditizio.
«Nessuna banca», è stato detto, «concede un mutuo sul valore di un immobile che non ha proprietari, come non lo fa per una casa che non ha proprietari, soprattutto in questo periodo in cui la crisi economica ha reso le banche più rigide a concedere prestiti. L'unico strumento efficace sono le cooperative di garanzia che con la legge regionale n° 77 offrono le garanzie necessarie a sopperire a tali deficienze: Ma spesso le difficoltà finanziarie regionale non rende questo strumento utilizzabile per le scarse risorse in campo. Ma seguito della grave crisi mondiale vi sono degli interventi finanziari del governo specifici per tali cooperative, occorre che la Regione si attivi affinché i flussi finanziari giungano nella nostra regione per ovviare al problema e cercare, ove possibile, di mettere a regime tale opportunità».
Tuttavia, secondo La Torre, è necessario anche rivedere il Piano demaniale marittimo regionale: «Con regole chiare e semplici possiamo coniugare uno sviluppo turistico compatibile con le caratteristiche economiche ambientali del territorio» ha sottolineato il presidente di Fiba-Confesercenti.
L'assemblea, che ha visto la partecipazione di diversi amministratori locali (come il sindaco di Silvi Gaetano Vallescura e l'assessore al Demanio del Comune di Pescara Marco Alessandrini) ed ha discusso anche dell'erosione, ha approvato un ordine del giorno sulla salvaguardia ambientale.
«Non vorremmo che altre tegole cadessero sul nostro litorale. Parliamo dei progetti di insediare il Centro Oli ad Ortona e di avviare le estrazioni di petrolio al largo di Pineto. L'Abruzzo ha il diritto di scegliersi il proprio futuro, senza dover subire le decisioni prese a Roma sulle nostre teste. Non ci iscriviamo al "partito del No", ma siamo certi che lo sviluppo del turismo, vera industria permanente di questa regione dei parchi, non passi per una tardiva e certo non gradita svolta petrolifera».
A concludere l'assemblea è stato il presidente nazionale di Fiba-Confesercenti, Vincenzo Lardinelli, che ha sollecitato l'unità della categoria:«Gli imprenditori balneari italiani investono e rischiano in un settore caratterizzato dalla grande incertezza» ha scandito, «e nonostante questo il litorale italiano è sicuramente il più attrezzato del mondo. Occorre unire le forze, perché i problemi sul tavolo sono tanti ed è necessario arrivare a Roma con una posizione forte. Solo così l'impresa balneare potrà esercitare il suo ruolo di industria turistica a tutti gli effetti e garantire al settore quel dinamismo e quell'innovazione necessari per affrontare le sfide con i nuovi mercati».

11/02/2009 18.57