Appuntamento in alto mare. Traffico di droga: 23 arresti in tutta Italia.

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Appuntamento in alto mare. Traffico di droga: 23 arresti in tutta Italia.
PESCARA. Sono 23 le ordinanza di custodia cautelare eseguite questa notte dalla Squadra mobile di Pescara. INDAGINI DAL 2007. ECCO TUTTI I NOMI DEGLI ARRESTATI
Sgominata una banda che aveva il monopolio dello smercio della droga (eroina e cocaina) che proveniva dall'Albania a Pescara, per poi rifornire l'intera regione ed arrivare anche nella provincia di Ascoli Piceno.
E' stato un lavoro lungo durato oltre due anni che ha portato la polizia di Pescara ad eliminare una dopo l'altra le pedine di questa vasta organizzazione internazionale albanese.
Sono state arrestate decine di persone e sequestrati carichi per complessivi 90 chili di stupefacenti.
Delle 23 ordinanze 5 sono state eseguite a Pescara, le altre a Teramo, L'Aquila, Chieti, Cosenza, Ravenna, Palermo, Rimini, Cuneo.
Una indagine importante testimoniata dal fatto che è stata diretta dalla Direzione distrettuale antimafia dell'Aquila e per la prima volta si contesta il reato agli indagati di associazione per delinquere finalizzata al traffico internazionale di stupefacenti.
Sono stati sequestrati anche diversi beni immobili, automobili di grossa cilindrata ed una imbarcazione a vela (Atlantide 42 ormeggiata a Pescara) per un valore di 1 milione di euro.
Questa notte l'arresto di Alessandro De Simone, residente a Pescara e considerato la mente pescarese del sodalizio. Gli albanesi che importavano la droga facevano riferimento a lui. Ed è suo anche il natante sequestrato.
Proprio la barca sarebbe servita nell'ultima missione con un trasbordo in alto mare che gli indagati credevano lontano da occhi indiscreti.
Si tratta secondo gli inquirenti di una pericolosa banda che deteneva il monopolio della gestione della droga nella nostra regione.

«SI SENTIVANO BRACCATI»

«Nel momento in cui abbiamo cominciato ad arrestare alcuni componenti della banda lo scorso anno», ha spiegato il comandante della Mobile, Nicola Zupo, «il sodalizio è andato in crisi: hanno cominciato a pensare che ci fosse una talpa, poi che fossero intercettati, si sentivano braccati. A quel punto gli albanesi hanno dato ai pescaresi una ultima possibilità: un incontro in alto mare dove ritenevano di essere al sicuro, lontani da occhi indiscreti. Infatti ci sono intercettazioni in cui vengono fornite le coordinate precise del luogo dell'incontro in alto mare con una imbarcazione che doveva provenire dall'Albania. Quella è stata l'ultima possibilità data dagli albanesi dopodiché la banda ha capito che portare droga a Pescara non era più conveniente. Possiamo dire che il principale canale di approvvigionamento si è inaridito».
Secondo gli inquirenti ora la criminalità locale starebbe già cercando alternative al canale albanese, magari volgendo lo sguardo verso la compagnia dove sono ancora una volta i casalesi a detenere il monopolio in quella zona.
Il pericolo di ulteriori infiltrazioni della camorra nella nostra regione aumenta paradossalmente.
Appena ieri gli arresti dei carabinieri di una banda dedita alla truffa e al riciclaggio che aveva al suo interno un esponente che aveva rapporti diretti con il clan dei casalesi e che è stato arrestato a L'Aquila.
Anche questo è il segno della globalizzazione della malavita.

10/02/2009 9.32

OPERAZIONE “OLTRALPE”: INDAGINI DAL 2007

E' stata denominata 'Oltralpe', l'operazione disposta dalla Procura distrettuale antimafia dell'Aquila. Sono in totale 21 i sequestri preventivi di beni per un valore di oltre un milione di euro.
Dei 23 arresti 19 sono stati eseguiti nelle prime ore del giorno e quattro mancano ancora all'appello.
Lo stupefacente albanese era destinato ai grossisti pescaresi Giulio Di Pietro e Alessandro Di Simone (due dei 23 arrestati oggi).
Le indagini hanno preso il via nel 2007, dopo un maxi sequestro di droga avvenuto a Lione, in Francia, quando un narcotrafficante diretto a Pescara fu fermato per eccesso di velocita' e la squadra mobile di Pescara scopri' che nell'auto c'erano 3 chili di cocaina.
Proprio da quel sequestro ha preso il nome l'operazione di oggi.
Da allora i sequestri di droga effettuati dagli uomini della mobile di Pescara, con il sequestro dei corrieri di questa organizzazione, sono proseguiti e complessivamente sono finiti nelle mani della questura circa 42 chili di sostanze stupefacenti.
Parlando delle persone arrestate, Zupo ha detto che si tratta del «primo livello», mentre quelli di cui ci si e' gia' occupati o ci si occupera' sono «il livello inferiore».
I 23 indagati devono rispondere a vario titolo di associazione per delinquere finalizzata al traffico internazionale di sostanze stupefacenti con l'aggravante dell'ingente quantita', e per la prima volta e' stato ipotizzato per alcuni degli arrestati il reato di concorso esterno in associazione, generalmente ipotizzato nei casi di mafia.
Questo perche' c'erano personaggi che seppur esterni all'organizzazione soppiantavano in quattro e quattr'otto i malviventi fermati dalla polizia.
Tra i beni sequestrati ai fini della confisca ci sono 12 macchine (tra cui una Jaguar) e due motocicli, acquistati con i proventi di attivita' illecite.

I NOMI DEGLI ARRESTATI

A coordinare le indagini è stato il sostituto procuratore distrettuale Fabio Picuti, che ha chiesto e ottenuto dal Gip distrettuale presso il Tribunale dell'Aquila, Giansaverio Cappa, le misure cautelari in carcere nei confronti dei 23 indagati.
Questi i nomi: gli albanesi Raida Kollobani, 32 anni; Julian Priska (29) e Armando Gashi (24), residenti a Morro d'Oro (Teramo); Musa Musej (31); Indrit Tafili (26), residente a Riccione; Kleanthi Nici (57), Leonard Koraqi (39), Liljana Nici (48), Ledio Nici (22), residenti ad Ancona; Erion Nici (25), residente a Livorno; Roxhen Velja (24), residente a Pescara; Erald Mustafà (23), residente a Rimini; Sulejman (42), residente a Roseto degli Abruzzi (Teramo); Silvana Musej (28), residente a Boves (Cuneo). Poi i pescaresi Giulio Di Pietro (36), Alessandro Di Simone (50), di Montesilvano (Pescara), Andrea Simone (35), Diego Buta (38), Eleonora Betti (22). Quattro albanesi, destinatari di misure cautelari, sono sfuggiti alla cattura.

10/02/2009 13.09