Casta e compensi. «La giunta D'Alfonso calpesta la legge sulla trasparenza»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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PESCARA. Due richieste cadute nel vuoto, due istanze protocollate al Comune di Pescara senza alcuna risposta. La prima oltre 10 mesi fa, la seconda più di 60 giorni. Il Comune preferisce ignorare la trasparenza.
Le due richieste presentate da Pescara in Comune by Amici di Beppe Grillo con l'associazione Codici, riguardavano la previsione di una norma statutaria che prevedesse la pubblicazione di ogni compenso percepito da persone che ricoprono incarichi elettivi.
Una richiesta che avrebbe in qualche modo allargato a dismisura la trasparenza sugli amministratori che invece preferiscono chiudersi.
Un silenzio che deve essere valutato anche con la incredibile ritrosia nel consegnare da parte dei consiglieri comunali le proprie dichiarazioni dei redditi così come prescrive la legge.
Una ritrosia che si avvicina molto al fastidio di essere controllati.
«I nostri amministratori locali», accusa Gianluca Vacca di Pescara in Comune, «hanno avuto altro cui pensare. Eppure noi l'avevamo detto in tempi non sospetti: Luciano D'Alfonso non si sarebbe dovuto ricandidare alle scorse elezioni, non perché lo riteniamo colpevole dei gravi reati contestatigli (sarà la magistratura ad accertare), ma perché un amministratore non deve avere la benché minima ombra di sospetto durante l'esercizio delle sue funzioni. Ora ci ritroviamo a dover rivotare a solo un anno dalle scorse elezioni, con conseguente spreco di denaro pubblico, in un momento in cui né lo Stato né il Comune finanziariamente possono dormire sonni tranquilli».
Gli amici di Beppe Grillo bollano poi come promessa elettorale anche l'uscita del presidente della Provincia di Pescara uscente de Dominicis che a fine mandato promette impegno per la realizzazione dell'anagrafe degli eletti.
Uno strumento che prevede informazioni dettagliate per gli amministratori sulla loro attività governativa e non solo patrimoniali. Anagrafe degli eletti che tra l'altro è stata proposta dallo stesso commissario Pd in Abruzzo, Brutti.
«Fa tenerezza il presidente della Provincia De Dominicis che, a fine legislatura, si ricorda della trasparenza amministrativa», continua Vacca, «e promette l'anagrafe degli eletti: non poteva ricordarsene quattro anni fa, quando avrebbe avuto tutto il tempo per attuarla e praticarla?
Noi avevamo previsto di svolgere una consultazione referendaria comunale in caso di mancata risposta da parte del Comune di Pescara. Sarebbe stato il primo vero referendum che avrebbe coinvolto i cittadini pescaresi, un primo esempio concreto di democrazia diretta a Pescara. Però le elezioni anticipate ci costringono a sospendere l'iniziativa referendaria per l'operazione trasparenza».


09/02/2009 9.18

... MA DAVANTI ALLA TELECAMERA SONO TUTTI D'ACCORDO