La falegnameria della discordia, An chiede spiegazioni a Ricci

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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CHIETI. «Se le regole al Comune di Chieti vengono rispettate oppure se ognuno può fare il proprio comodo».


Questo chiede l'interrogazione che Marco D'Ingiullo, consigliere comunale di An, ha presentato al sindaco Ricci e ad Enrico Raimondi, presidente del Consiglio comunale.

Secondo D'Ingiullo, quello che è avvenuto nella costruzione di una falegnameria su un terreno agricolo in via degli Equi, dimostrerebbe appunto la disattenzione del Comune nel tutelare i suoi interessi.
Il tutto perché era stato stipulato un accordo di programma con chi doveva costruire: in sintesi il Comune allentava i vincoli e faceva costruire in zona agricola in quanto otteneva in cambio un parcheggio, un'area a verde ed una strada, e l'operazione era garantita da una polizza fidejussoria di circa 40 mila euro.
«Il relativo certificato di agibilità – è scritto nell'atto del notaio De Matteis – non potrà essere rilasciato se non dopo l'avvenuto collaudo», da parte del Comune di queste opere e della loro cessione al Comune stesso.
«Ebbene – scrive D'Ingiullo – non solo la falegnameria non ha realizzato quelle opere in favore del Comune di Chieti, ma addirittura l'opificio è in funzione con tanto di maestranze e lavora nonostante l'assenza ad oggi di certificato di agibilità rilasciato in suo favore».
Ciò premesso, il consigliere di AN chiede al sindaco di emettere un'ordinanza di chiusura della falegnameria, anche «per non autorizzare chiunque stipuli convenzioni con il Comune a non rispettare gli accordi previsti».
In realtà questa vicenda è molto complessa ed investe non solo il Comune di Chieti, ma una serie di Enti, di volta in volta sollecitati ad intervenire: Asl di Chieti, Direzione provinciale del lavoro, Inail, Inps e Prefetto.
A quanto se ne sa, solo la Asl con un'ispezione a firma del dott. Trentino Marinelli (tutela della salute) e con un chiarimento del dott. Raffaele Sebastianelli (Dipartimento prevenzione) ha spiegato che la vicenda non è di sua competenza in quanto nella falegnameria lavorano solo due persone, cioè un numero inferiore a quello previsto per far scattare controlli e competenze.
Ma proprio questa dichiarazione sembra dar ragione a D'Ingiullo, che sottolinea come la falegnameria, senza aver soddisfatto i suoi obblighi verso il Comune (cioè la costruzione della strada, del parcheggio e del verde e la loro cessione al patrimonio comunale) operi alla luce del sole.
E' questa a Chieti la normalità degli accordi di programma?

Sebastiano Calella 06/02/2009 9.18