L'Asl rassicura: «Nessun caso di "Mucca Pazza"». Allarme rientrato

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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L’AQUILA. Un sospetto caso di "mucca pazza" e' stato registrato all'ospedale "San Salvatore" dell'Aquila. «Nessun allarme sanitario».
La Asl fa sapere che verrà emesso un comunicato stampa dettagliato intorno alle 13.
Da quanto si è appreso fino a questo momento la paziente e' una signora straniera di 62 anni, ma residente a L'Aquila, ricoverata nei giorni scorsi con una diagnosi di sospetto morbo di Creutzfeldt-Jacob, malattia che si presenta in forma sporadica e spontanea.
«La diagnosi - dice la Asl - e' compatibile con il risultato delle analisi effettuate presso il centro di riferimento nazionale di Bologna». La stessa azienda sanitaria ci tiene a precisare che «non esiste assolutamente alcun allarme sanitario».

SINTOMI E DIAGNOSI

La malattia di Creutzfeldt-Jacob, originariamente descritta negli anni '20 del XX secolo da Hans Gerhard Creutzfeldt ed Alfons Maria Jakob, e' una malattia neurodegenerativa rara conduce ad una forma di demenza progressiva fatale.
La sindrome clinica e' caratterizzata da perdita di memoria, cambiamenti di personalità, allucinazioni, disartria, mioclonie, rigidita' posturale e convulsioni. I sintomi ed i segni sono dovuti alla progressiva perdita di neuroni causata da alterazione di una proteina di membrana, espressa prevalentemente in cellule del sistema nervoso e del sistema reticolo-endoteliale, il prione.
La sua incidenza si e' mantenuta relativamente costante negli ultimi 80 anni, nell'ordine di 1-2/1000000. Ottiene gli onori della cronaca dopo la descrizione dei primi casi di una forma variante, ancor piu' rara, legata all'epidemia di Encefalopatia spongiforme bovina, la cosiddetta malattia della "mucca pazza".
05/02/2009 13.04

«NESSUN CASO DI MUCCA PAZZA ALL'AQUILA»

Nessuno dei dati clinici, anamnestici e laboratoristico-strumentali disponibili orientano verso la malattia di "Creutzfeldt-Jacob nuova variante" a supposta trasmissione bovina (Bse), per la donna straniera ricoverata nell'ospedale dell'Aquila.
La conferma è giunta questo pomeriggio attraverso una nota della Asl dell'Aquila firmata dal direttore dell'Unità operativa Neurochirurgica.
«Le indagini eseguite confermano il sospetto diagnostico di malattia di "Creutzfeldt-Jacob" con specificità del 91-92% - afferma il direttore, Ceroni -. Trattasi di malattia da Prioni non infettiva, rara (un caso per uno-uno e mezzo milioni di abitanti per anno), che questo reparto ha avuto occasione di ricoverare con frequenza media di un caso ogni due-quattro anni. Come in tutti gli altri casi osservati nei decenni passati - prosegue - siamo orientati a ritenere che si tratti della forma sporadica della malattia e non delle più rare varianti latrogena, genetica o nuova variante a supposta trasmissione bovina (Bse), anche se la diagnosi differenziale di assoluta certezza non è possibile poiché la stessa deriva solo da riscontri autoptici».
La paziente, di 62 anni, «con anamnesi e quadro clinico che hanno fatto porre in prima istanza il sospetto di malattia di Creutzfeldt-Jacob, sospetto comunicato alle competenti autorità preposte alla sorveglianza e seguito da indagini sul liquor specifiche presso la struttura di riferimento nazionale di Bologna», è ricoverata all'Aquila dal 21 gennaio nell'Unità Operativa Complessa di Neurologia.
05/02/2009 17.20