Ecco quali sono gli ecomostri d'Abruzzo

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Ecco quali sono gli ecomostri d'Abruzzo
ABRUZZO. Un sondaggio a base regionale per decretare le "brutture" con le quali viviamo giorno dopo giorno. Tre gli ecomostri d'Abruzzo.
C'è la chiesa di Santa Giusta di Montorio al Vomano, ma anche il centro storico di Bucchianico con il famoso palazzaccio e l'oasi del Saline a Montesilvano.
Anche per questa edizione sono stati moltissimi gli italiani, oltre 110.000, che si sono mobilitati – attraverso le oltre 5.600 filiali di Intesa Sanpaolo, per posta e via Internet - per "I luoghi del cuore", l'ormai tradizionale censimento del FAI realizzato in collaborazione con Intesa Sanpaolo.
Non un concorso a premi, nessun vantaggio strettamente individuale da ottenere: ma un'iniziativa che mette in relazione ideali e interessi collettivi il cui monte-premi è il miglioramento dell'ambiente in cui viviamo.
Per la quarta edizione dei "Luoghi del cuore" il FAI aveva chiesto di segnalare ciò che rovina i luoghi più amati. Le persone hanno partecipato con entusiasmo, restituendo un'immagine dell'Italia ferita in molteplici modi.
E in testa ai luoghi segnalati dai cittadini, con 7.052 voti, c'è il Castello della Colombaia di Trapani ma non mancano brutture abruzzesi.
Al 28° posto con 523 segnalazioni, c'è la Chiesa di Santa Giusta, situata nell'estrema periferia di Montorio al Vomano (TE), edificata nel 1681 e, per molti secoli, meta di importanti processioni. Per diversi anni fu anche il luogo di sepoltura della città e per questo motivo particolarmente venerato dai montoriesi.
Oggi la chiesa risulta diroccata dopo anni di abbandono e versa in una preoccupante condizione di incuria. Per questo i partecipanti al censimento chiedono che si provveda al più presto a un suo recupero che elimini scritte, vegetazione incolta e rifiuti a ridosso dei muri.
Al 33° posto con 494 segnalazioni, il centro storico di Bucchianico, paese di origine medievale tra le colline abruzzesi della provincia di Chieti, le cui prime notizie risalgono al IX secolo.
Qui si trova un vero e proprio ecomostro, sorto nel 1973 al posto del cinquecentesco Palazzo Carracciolo. L'edificio – detto il Palazzaccio - è ora completamente inutilizzato e sorge a ridosso dell'antica chiesetta annessa che risulta pertanto soffocata dalla costruzione. Dopo l'acquisizione del Palazzo da parte del Comune, si è aperta una vivace discussione su quella che dovrebbe essere l'opera di recupero o rifunzionalizzazione dell'edificio. Tra le soluzioni proposte ci sarebbe l'eliminazione di due piani della struttura. La Delegazione FAI di Chieti ha lanciato un appello per chiedere la cancellazione totale dell'ecomostro, reputando che la demolizione sia l'unico modo per ripristinare l'equilibrio del luogo, già fortemente compromesso.
Al 109° posto con 53 segnalazioni, l'Oasi del Saline che rappresenta una delle ultime foci fluviali abruzzesi sulla costa adriatica con una vegetazione semi-naturale. Il fiume presentava una certa ricchezza sotto il profilo botanico e alla sua foce si fermavano uccelli migratori e stanziali; oggi però, proprio nell'area della foce, sono presenti grandi complessi edilizi, un esteso sistema di argini e scogli, scarichi fognari, un porticciolo. Numerosi scarichi e la forte speculazione edilizia hanno portato a una situazione di estremo degrado.
Si tratta di una discarica vera e propria, identificata alla fine degli anni '90, ma perimetrata dal Ministero dell'Ambiente solo nel 2003, quando si è provveduto a inserire il fiume Saline e il fiume Alento in un'unica area di bonifica di interesse nazionale. Nel 2005 si è dato inizio a una bonifica parziale del territorio, che però per i due terzi della sua estensione è ancora da effettuare.

04/02/2009 14.04

[url=http://www.primadanoi.it/search.php?query=eredit%E0+auriti&mid=6&action=showall&andor=AND]LA STORIA INFINITA DIETRO LA COSTRUZIONE DEL PALAZZACCIO DI BUCCHIANICO[/url]