Ecco cosa ha fatto la Provincia di Pescara per l’Ambiente

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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PESCARA. Una cifra di partenza di 283mila euro erogata nel 2005 cui si sono poi aggiunti altri 120mila nel 2008, destinata ai piccoli Comuni per incentivare la raccolta differenziata.

50mila euro di contributi agli otto Comuni della Val Pescara che andavano a scaricare i rifiuti a Fara Filiorum Petri e poi dirottati sulla discarica di colle Cese anticipando quella che poteva diventare una vera emergenza con la chiusura di al 31 agosto scorso di tale discarica; una continuata attività di educazione ambientale nelle scuole concentrata soprattutto nei Comuni di Cappelle sul Tavo, Collecorvino, Farindola, Loreto Aprutino, Montesilvano, Moscufo e Penne; il raggiungimento della certificazione Iso 14001 per l'intero settore Tutela dell'ambiente dell'ente nell'ottobre 2008; la partecipazione al percorso istitutivo degli Ato (che però ancora non si sono insediati); l'elevazione al 18,88 per cento (con prospettiva a superare il 20 entro fine anno) della raccolta differenziata, secondo i dati aggiornati al primo semestre dell'anno appena terminato; il lavoro portato avanti con "Agenda 21 locale"; gli studi "Mobile landscapes", "Indice Isew" e "Emissione dei gas serra" per 100mila euro condotti col coordinamento del professor Enzo Tiezzi dell'università di Siena.
Questo è in sintesi il bilancio dell'attività svolta dall'assessorato provinciale all'Ambiente, guidato da Sante Di Paolo, secondo la relazione che lo stesso titolare della delega della giunta De Dominicis ha illustrato nella seduta di questa mattina – dedicata proprio allo stato della tutela dell'ambiente nel Pescarese- del consiglio provinciale.
Con questi dati di Paolo ha risposto alle richieste di Alessandro Di Bartolomeo, capogruppo dell'Udc, che aveva presentato come primo firmatario la richiesta della riunione tematica dell'assemblea presieduta da Filippo Pasquali.
Il resoconto di Di Paolo tuttavia non ha soddisfatto Di Bartolomeo che ha fatto notare come «puntualmente l'assessorato all'Ambiente «non ha combinato nulla».
Soprattutto, ha detto Di Bartolomeo, «non ha saputo prevedere un adeguato sviluppo dell'impiantistica per la raccolta differenziata attraverso piattaforme ecologiche e non ha saputo sviluppare, attraverso l'osservatorio provinciale dei rifiuti, un adeguato passaggio dalla tassa alla tariffa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani (punto questo, poi contestato da Di Paolo in quanto la Provincia non ne avrebbe le competenze, ndr) senza il quale la raccolta differenziata non potrà mai decollare perché non supportata da un incentivo economico a favore dei cittadini».
«La colpa», sostiene il primo firmatario, «è dell'assessore e soprattutto del suo partito, Rifondazione comunista, che anche col predecessore Enrico Di Paolo detiene questo assessorato da dieci anni. La politica ha bisogno di serietà». Da segnalare anche la polemica sollevata da Nicola Ricotta del Pdl sull'interruzione della seduta, da parte del presidente Pasquali (di cui Ricotta ha proposto la sfiducia), per consentire lo svolgimento della conferenza stampa di presentazione dell'anagrafe provinciale degli eletti. Nel corso della seduta è stata concordata la conferenza che si terrà mercoledì 4 febbraio, alle 9, nella sala dei Marmi, per discutere del testo di riforma degli enti locali.
All'appuntamento interverrà anche Gaetano Scognamiglio, presidente della fondazione Promo Pa. La riunione, proprio mentre Sandro Di Minco, capogruppo del Prc, illustrava la sua proposta di richiesta di provvedimenti alla Regione per consentire la bonifica della discarica di Bussi sul Tirino, è stata poi rinviata a domattina, alle 10,30 per mancanza del numero legale.

RIFIUTI: EMERGENZA PERENNE

«La situazione della gestione rifiuti nella provincia di Pescara è meno rosea di quanto si possa pensare. Una quadro globale ai limiti dell'emergenza che aveva portato al collasso la Campania».
Lo rivelano i dati, relativi al 2007, esposti in sede di consiglio provinciale dal vicepresidente Camillo Sborgia.
«I valori di raccolta differenziata registrati all'interno della regione – ha illustrato Sborgia questa mattina, nel corso della seduta dedicata all'ambiente – si attestano su un valore medio del 18,60%, ben lontano dall'obiettivo del 60% definito dal vigente Piano regionale, il cui raggiungimento, in ciascun Ato, dovrà avvenire entro il 31 dicembre 2011».
In particolare, nella provincia di Pescara la percentuale di raccolta differenziata è del 16%, mentre in quella di Chieti del 19%.
Del 30% la percentuale nella provincia di Teramo, con un flusso di 120.000 ton/anno di Rsu conferita quasi completamente, nel 2007, nella discarica del Comune di Chieti e nel 2008 nella discarica di Spoltore. Al 9% la raccolta differenziata nell'aquilano.
Allarmante è la situazione delle discariche di Spoltore e Chieti, appartenenti all'Ato2, che stanno esaurendo le capacità ancora disponibili.
«La discarica di Spoltore – ha proseguito il vicepresidente – al 31 dicembre 2008 registra una volumetria residua di circa 250.000 mc e, tenendo conto del flusso di rifiuti conferiti durante l'intero anno, pari a 167.000 ton, la capacità ancora disponibile sarebbe in grado di garantire l'esercizio della discarica per un altro anno o poco più. Analogamente, la discarica di Chieti al 31 dicembre 2008 registra una volumetria residua di circa 140.000 mc e, tenendo conto del flusso di rifiuti conferiti in discarica durante l'intero anno, pari a 47.000 ton, la capacità ancora disponibile sarebbe in grado di garantire l'esercizio della discarica per altri due anni e mezzo, escludendo flussi maggiori rispetto a quelli registrati nel 2008».
Molto sottovalutato, secondo Camillo Sborgia, è anche il problema legato al trattamento delle frazioni organiche, che fanno aumentare notevolmente le percentuali di raccolta differenziata.

03/02/2009 8.59