Nel cantiere del Villaggio. Di Cosmo:«il Comune non ha messo il turbo»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Nel cantiere del Villaggio. Di Cosmo:«il Comune non ha messo il turbo»
CHIETI. San Salvo, Notaresco, Morrodoro. Taranto, L'Aquila, Chieti. E poi Lanciano, Sulmona, Cepagatti e tante altre: sono le località da cui provengono le ditte impegnate nel cantiere del Villaggio Mediterraneo in costruzione a Chieti.
Operai che vengono, operai che vanno, chi scarica finestre, chi fa muovere le gru gigantesche, chi allaccia i fili dell'energia elettrica o interra i tubi del gas.
E' frenetica l'attività nel cantiere, con decine di edifici già coperti ed altri in via di costruzione.




«Ma le palazzine che ospiteranno gli atleti dei Giochi sono già quasi pronte – spiega l'ing. Gianni Di Cosmo, presidente della Società che realizza il Villaggio – infissi montati, pavimenti a posto, nei bagni mancano solo i sanitari, l'ascensore funziona ed è stato anche collaudato. Insomma noi siamo pronti e rispettiamo le scadenze».
Le polemiche sui ritardi, la lettera di diffida al Comune?
«Qui in cantiere mi sembra tutto lontano – spiega Di Cosmo – ma confermo tutto quello che ho scritto a nome della Società. In altre parole, per andare al succo della questione, noi qui stiamo producendo uno sforzo tecnico e finanziario straordinario. Chiediamo al Comune, segnatamente all'Ufficio urbanistica, di fare altrettanto, di accelerare i tempi delle verifiche, dei collaudi e di tutti gli adempimenti amministrativi. Non chiediamo irregolarità, ma velocità».



In pratica voi lamentate lentezze e ritardi del Comune: «Sabato ho ritirato la proroga che avevamo chiesto un mese fa – continua l'ingegnere – si poteva fare più celermente. C'è una striscia di terreno, dove sorge l'edificio R3 che è ancora comunale e non è stato sdemanializzato. Lo abbiamo chiesto il 27 marzo dello scorso anno ed è ancora fermo. Perché è urgente? Perché la banca che ci deve dare un mutuo di due milioni e mezzo di euro, non ce lo dà se il terreno rimane così. E sinceramente, dopo che noi abbiamo già investito qui 50 milioni, ci sembra doveroso che il Comune faccia la sua parte. Cioè ulteriori sforzi non li facciamo se non ci sono certezze».
E così emergono le incertezze che mettono di malumore la Società del Villaggio: l'Università non vuole l'edificio “prenotato”, perché lo vuole diverso e non compra se non si fa la strada.
E serve una variante.
Altra variante per la strada comunale ai margini del Villaggio. E poi i collaudi delle fogne, la certezza che l'acqua c'è nel serbatoio di Colle dell'Ara.
E la Casa dello studente: l'Adsu, cioè la Regione, compra?
«Insomma – conclude l'ing. Di Cosmo – da una parte il Comune, anche per cose semplici, attiva procedure di variante urbanistica che richiedono tempo, dall'altra ci chiede perizie, ci fa controlli, ci chiede fidejussioni e proroghe. Tutto regolare, per carità. Ma da parte sua non ha messo il turbo, di fronte a questa urgenza di terminare il Villaggio. Quindi la lettera di diffida ha questo significato: «datevi una mossa, è interesse comune completare il tutto nei termini».

Sebastiano Calella 02/02/2009 12.36

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