«Che fine ha fatto lo statuto comunale di Vasto?»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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VASTO. Che ne è dello statuto comunale? A domandarselo è l'associazione Porta Nuova che ricorda che nell'aprile del 2007 il Consiglio Comunale approvò all'unanimità uno statuto, «molto ben munito in fatto di trasparenza e partecipazione».

«Peccato», contesta l'associazione, «che, dopo quasi due anni, nessuno degli istituti previsti nel Titolo II – relativo appunto agli Istituti di Partecipazione- abbia trovato ancora attuazione alcuna».
Per l'associazione, oltre alle «dichiarazioni di facciata» quello che è scritto nello statuto è destinato a rimanere solo sulla carta.
Tra le prescrizioni c'è quella di nominare un difensore civico comunale «che sia davvero tale», spiega l'associazione. «Che abiti a Vasto, che conosca i problemi locali, che abbia un autonomo potere di inchiesta; non un funzionario della Regione che verrebbe –se va bene- una volta la settimana». Qualcuno dice che costa troppo? «Paghiamolo, per esempio, con i soldi che si risparmierebbero dall'estromissione dei membri di nomina politica dal CdA della Pulchra».
Altro punto da attuare quello di adottare lo strumento del bilancio sociale per mettere in chiaro ai cittadini come i loro soldi vengano spesi dal Comune.
E poi ancora redigere la Carta dei diritti dei cittadini, indire la Conferenza dei servizi, approvare il regolamento sugli istituti di partecipazione e di consultazione dei cittadini «senza il quale restano sulla carta molti degli altri istituti di partecipazione diretta previsti dal Titolo II».
L'associazione ha da tempo presentato una propria bozza in merito.
«Attendiamo una risposta», chiudono i rappresentanti, «ma temiamo non verrà, non dalla maggioranza e dall'opposizione nemmeno».

31/01/2009 9.47