In arrivo multe arretrate per 4,5 mln di euro: ed è scontro sul bilancio 2009

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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In arrivo multe arretrate per 4,5 mln di euro: ed è scontro sul bilancio 2009
PESCARA. I conti non tornerebbero, un revisore contesta le cifre del bilancio di previsione, scatta l'ennesima rissa politica ma la vera notizia è che sono in partenza cartelle esattoriali per circa 4,5 milioni di euro di multe arretrate.
In sostanza è probabile che ogni pescarese riceverà nella posta l'ingiunzione di pagamento di una multa contestata presumibilmente tra il 2005 ed il 2008.
Infatti si gioca su queste cifre la polemica denunciata dal centrodestra secondo la quale un revisore dei conti avrebbe espresso parere negativo sulla bozza di bilancio (approvata dalla giunta appena poche ore prima dell'arresto di D'Alfonso) poiché le previsioni di entrata relative alle multe da riscuotere sarebbe stata sovrastimata.
In realtà la giunta prevede di incassare dalle multe nel 2009 1,8 milioni di euro, una stima ritenuta prudenziale rispetto ai 4,5 milioni che formerebbero l'intera ammontare di denaro che il Comune deve ancora riscuotere.
Ed è tutto scritto in una dettagliata relazione che la stessa giunta comunale ha richiesto al comandante dei vigili, Ernesto Grippo, il quale sostiene che la stima fatta dalla giunta è «assolutamente congrua» e non vi è nessuno scandalo.
Ma questo è solo uno dei dati che emerge dalla delibera 73 del 23 gennaio scorso con la quale la stessa giunta con una serie di argomentazioni aggira il parere negativo del revisore. E va avanti.

CHE COSA CONTESTA IL REVISORE

Il revisore Roberto Tagliente nella sua relazione motiva il parere negativo al bilancio di previsione con una serie di argomentazioni dalle quali si deduce per esempio la bassissima percentuale tra le multe accertate e quelle riscosse; oppure la sovrapposizione dei numeri relativi alle multe contestate con quelle che si ritiene posano essere realmente riscosse.
Per queste ragione il rischio per il Comune, sostiene il tecnico, sarebbe quello di non trovarsi sufficienti risorse reali in cassa (poichè il bilancio è comunque in pareggio) per coprire le spese proprio in virtù di questa sovrastima nel capitolo delle multe.
Dopo una serie di calcoli sui dati storici delle multe contestate e di quelle effettivamente riscosse dal 2004 lo stesso revisore reputa congrua la cifra di appena 200 mila euro invece che 1,8 milioni di euro previsti dalla giunta.
Un ridimensionamento incredibile che ha portato il centrodestra nuovamente a strillare all'ennesimo «strappo» e alla nuova denuncia al prefetto.

LE RAGIONI DELLA GIUNTA

Alle contestazioni sollevate da un revisore su tre la giunta presieduta da Camillo D'Angelo oppone una serie di argomentazioni fornite da una relazione del comandante dei vigili urbani. Il risultato è la completa demolizione delle argomentazioni dell'esperto.
L'argomentazione più forte proposta dallo stesso comandante dei vigili (che ha lo scopo di giustificare la congruità della previsione di 1,8 mln di euro dalle multe nel 2009) è proprio quella di sostenere che sono pronti ruoli esattoriali relative alle multe non ancora riscosse pari a € 4,5 milioni.
Partendo da questa cifra sarebbe dunque stato ipotizzando l'effettivo incasso di una cifra inferiore alla metà (appunto 1,8 mln) ritenuta più che prudenziale.Inoltre, secondo la giunta, il revisore dei conti avrebbe commesso l'errore di basarsi su cifre relative agli incassi che tuttavia si riferiscono ad «azioni di accertamento di alcuni anni precedenti».
Invece, scrive la giunta, «in seguito all'azione di accertamento e alle precedenti ingiunzioni, le percentuali d'incasso negli ultimi anni sono state molto più elevate: intorno al 65-70%».
Per tutte queste ragioni il parere del revisore dei conti è giudicato «non razionale» e «non trova valide giustificazioni in nessun punto».
Sulla base delle argomentazioni dei diversi uffici la giunta ha deliberato nuovamente di ritenere «attendibile la bozza originale» e di ritenere il parere contrario «contrastante».
Storia chiusa?
Niente affatto. Si attendono segnali dal prefetto mentre oggi è prevista una conferenza stampa dell'assessore e sindaco facente funzioni D'Angelo che illustrerà la relazione del comandante Grippo.

27/01/2009 9.06

D'ANGELO:«SIAMO STATI PRUDENTI». MASCIA:«NIENT'AFFATTO»

D'Angelo stamane ha precisato che «e' la prima volta che un revisore dei conti solleva una questione del genere, fra l'altro - ha precisato- maturata senza gli opportuni approfondimenti e senza ascoltare il dirigente preposto del settore polizia municipale. I temi e gli argomenti usati dal centrodestra rivelano ancora una volta un atteggiamento che va contro la citta'. Continuano nella loro opera di denigrazione che genera solo confusione e paura nei cittadini».

Secondo Albore Mascia invece:«la giunta comunale non era legittimata ad adottare una delibera di dissenso sul parere espresso da uno dei componenti del Collegio dei Revisori dei Conti; solo il Consiglio comunale avrebbe potuto e dovuto farlo, motivando eventualmente la mancata adozione delle misure proposte circa la suggerita riduzione delle entrate previste per la riscossione delle multe, ritenuta sovrastimata».
«La verità è», aggiunge Mascia, «che per le multe comminate nel biennio 2005-2006 (per una somma complessiva pari a 7 milioni di euro) il Comune aveva previsto in bilancio un incasso pari a 2milioni 800 mila euro: a oggi, dunque dopo tre anni, sono stati effettivamente riscossi solo 1milione 422 mila euro. Per le multe del 2007 (7 milioni 128 mila euro), era stato inserito nel bilancio di previsione un incasso di 2 milioni e mezzo: a oggi l'amministrazione ha riscosso appena 144 mila euro. Probabilmente, negli anni futuri, quelle somme verranno incassate, ma nel frattempo quei soldi sono puramente teorici, fittizi, e la loro previsione in bilancio ha consentito alla giunta di effettuare spese che, almeno per ora, non sono coperte».

27/01/2009 15.33