Parrucchiera d'oro, Codici si rivolge alla Procura

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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PESCARA. L'associazione a tutela dei consumatori Codici ha presentato un esposto alla Procura e si costituirà parte civile in un eventuale processo per chiedere danni morali e materiali.
La vicenda al centro dell'attenzione è quella della così detta"parrucchiera d'oro", Rosanna Paolini, che dal 2004 incassa annualmente 160mila euro l'anno per l'affitto dei locali di Corso Umberto dove si trova il suo negozio di parrucchiere.
Oggi l'associazione Codici, che da tempo stava studiando il caso, ha presentato un esposto ufficiale, avanzato dai due legali dell'associazione Giovanna Sturzi e Loretta Masciulli.
La vicenda risale al 2002 quando la Regione delegò alle Province l'attività della formazione, svolte dalla agenzia formativa regionale.
La Provincia di Pescara il 13 maggio 2004 organizzò una gara per «l'individuazione di locali con le relative attrezzature da destinare allo svolgimento delle attività pratiche e teoriche di corsi di parrucchiere di estetista, da aggiudicare utilizzando il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa».
Alla gara - che scadeva il 10 giugno 2004 alle ore 13 – partecipò solo un soggetto: la ditta della signora Paolini che poi si aggiudicò quell'appalto per l'importo complessivo di € 160.000.
Il contratto è stato più volte prorogato e l'ultima determinazione è del 31 luglio 2007 e prevede nuovamente l'affitto dei locali.
Nella determina dirigenziale 1979 del 31 maggio 2007, con la quale sono state approvate le attività formative di programmazione del 2006, si dice chiaramente che il servizio di formazione professionale della Provincia di Pescara «ha necessità di mantenere la disponibilità delle strutture e delle relative attrezzature per lo svolgimento delle attività pratiche e didattiche nei corsi di parrucchiere ed estetista attualmente in corso presso i locali della ditta Excelsior by Rosanna Paolini».
Secondo il dirigente che ha firmato la determina tuttavia questo tipo di contratto di locazione immobiliare sarebbe fuori dall'ambito di applicazione della normativa sulla evidenza pubblica dettata per gli appalti di servizi.
E il contratto per questa ragione è stato prorogato senza dover aspettare ogni volta una selezione pubblica. Ma è anche vero, però, che la Provincia dispone di alcuni locali di proprietà che sarebbero a costo zero che si troverebbero nel palazo acquistato a suo tempo dalle Poste in via Passo Lanciano.
Della vicenda si interessò, subito dopo il nostro articolo, l'allora consigliere regionale di minoranza Alfredo Castiglione, oggi vicepresidente e assessore regionale allo sviluppo economico.
Castiglione parlò di «un clamoroso caso di sperpero dei fondi pubblici» e chiese
di sapere dall'assessore regionale competente «quali iniziative ufficiali
intende assumere per scoraggiare il perpetrarsi di follie del genere».
26/01/2009 9.23

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L'INTERROGAZIONE DI CASTIGLIONE