No alla chiusura dell’ospedale di Guardiagrele: l’ira dei sindaci

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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CHIETI. No al piano di chiusura dell'Ospedale di Guardiagrele, dimissioni del manager Asl di Chieti (e di tutti gli altri), critiche feroci all'immobilismo del sindaco di Guardiagrele ed all'ex assessore Franco Caramanico. * IL CONSIGLIO COMUNALE DI GUARDIAGRELE SCRIVE A CHIODI
Le accuse per loro sarebbero quelle di aver assistito distratti alla spoliazione del Ss. Immacolata.
Questo e molto altro alla conferenza stampa dei tre sindaci di Rapino, Fara San Martino e Civitella Messer Raimondo, con la presenza di Dario Ceregato, in rappresentanza del Comitato di centrodestra per la difesa dell'ospedale.
«Ci battiamo da anni contro i progetti del centrodestra e del centrosinistra – ha detto Rocco Micucci – e a favore del diritto alla salute delle nostre popolazioni. E siamo pronti ed aperti a collaborare con tutti quelli che vogliono lavorare contro questa chiusura. Proporremo alla nuova Giunta regionale di svincolare i territori montani dai limiti del Piano di rientro dai debiti e di attribuire a ciascun ospedale una sua vocazione per permettergli di sopravvivere. Ad esempio si può “sgonfiare” l'ospedale di Chieti e veicolare alcuni flussi assistenziali verso Guardiagrele».
«Palmerio dov'è – si è chiesto Antonio Tavani – eppure lo abbiamo invitato qui. Ma lui va dal prefetto, si è accorto solo adesso dei problemi che può provocare questa chiusura che fino a pochi giorni prima delle elezioni aveva giudicato come una nostra invenzione (come ha scritto in una lettera). In questi due anni ha dormito, adesso cerca Venturoni. Così Caramanico che parla di Piano di riordino degli ospedali stravolto: non è così, era tutto scritto da quando ci hanno accorpato ad Ortona e soppresso il punto nascita, la Pediatria e soprattutto la Ginecologia. Ma il problema è politico», aggiunge Tavani, «non ci piacciono i tecnici che decidono al posto dei politici, in assenza cioè della Giunta che li ha nominati. Tutti a casa, se lo sono meritato perché non hanno ascoltato il territorio. Questa visione metropolitana della sanità (tutto all'Ospedale di Chieti) non appartiene all'Abruzzo e non ha dato buoni frutti. Basta vedere la mattina che succede al Ss. Annunziata. Noi abbiamo una visione sociale della sanità: viene prima il diritto alla salute e poi le ingegnerizzazioni. Andremo da Chiodi e da Venturoni, se Palmerio vuol venire c'è posto anche per lui se si pente di quello che non ha fatto».
La conferenza però non ha prodotto solo critiche e proteste, ci sono state anche proposte.
Ceregato: «nessuno dice che tutto quello che è stato deciso contro l'ospedale ricade sulle spalle dei cittadini. Siamo stufi e abbiamo distribuito anche un volantino sulle dimenticanze del centrosinistra».
Nel volantino indirizzato a Franco Caramanico si legge tra l'altro:«spiegaci perché non eri con noi nelle manifestazioni organizzate dai Sindaci del nostro territorio. Spiegaci perché non c'era neanche il “nostro” Sindaco. Non crederai, forse, che la popolazione darà la colpa al centrodestra di quello che succederà al nostro Ospedale, dopo che voi non siete stati in grado neanche di scongiurare la venuta di un commissario governativo?».

Due le posizione emerse.
La prima è di allargare le maglie per l'assunzione del personale e di assegnare un budget per la gestione non deficitaria dell'Ospedale, da raggiungere con l'attivazione di reparti funzionanti ed attrezzati.
La seconda è sottoscrivere una carta dei diritti del cittadino pedemontano che gli assicuri la stessa disponibilità dei cittadini urbani per l'assistenza in servizi e ricovero. «In breve – ha concluso Paolo Di Guglielmo, Civitella Messer Raimondo – la nostra proposta chiederà solo di ascoltare il territorio».
«Non si può intervenire su questo ospedale perché l'Assessore è di quel paese, né su quell'altro perché il Presidente è di quel posto e così via».
Lo ribadisce ancora una volta il professor Raffaele Tenaglia che consiglia: «adesso servono nuove idee ed un progetto etico per ridurre il debito senza costi eccessivi per la salute pubblica, per razionalizzare la rete sanitaria e formativa, per investire sulla innovazione tecnologica. Gli abruzzesi possono pure cercare altre soluzioni (oltre le tasse) per reperire fondi, ma debbono sapere quale progetto è in itinere. Altrimenti non ridurremo le spese, che viceversa cresceranno perché cresce la competizione con altre strutture del nord e saremo di nuovo costretti ad emigrare per poter essere curati con le innovazioni più recenti».

Sebastiano Calella 24/01/2009 9.21

COSI' SCRIVEVANO PALMERIO E CARAMANICO IN CAMPAGNA ELETTORALE



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IL CONSIGLIO COMUNALE DI GUARDIAGRELE SCRIVE A CHIODI

«Sì, ieri sera al consiglio comunale convocato in tutta fretta sulla chiusura dell'Ospedale ho chiesto le dimissioni del sindaco di Guardiagrele Mario Palmerio – spiega Sandro Salvi, consigliere di opposizione – per come ha trascurato la questione. Ma so bene che quello che serve oggi non è un vuoto di potere. Tutti insieme dobbiamo fare muro contro l'ipotesi di sopprimere il Ss. Immacolata».
Riassunta così l'assemblea consiliare che a Guardiagrele ha visto anche la partecipazione massiccia di molti cittadini, sembrerebbe che il tutto alla fine sia stato un attacco continuo al sindaco.
In effetti non è stato così, perché ad esempio Donatello Di Prinzio, altro oppositore ha rifatto la storia delle responsabilità e Nicolino Colasante ha chiesto anche lui le dimissioni, ma del Manager Maresca, perché la Asl avrebbe sbagliato i conti del primo piano presentato per il rientro dai debiti.
C'è stato anche un appassionato intervento del sindaco stesso, che ha riferito della sua contrarietà all'ipotesi soppressione manifestata ampiamente giovedì scorso nel Comitato dei sindaci, e c'è stato infine un corale impegno a sollecitare la Regione per tornare indietro sulle decisione della Asl.
Alla fine è passato l'impegno del consiglio comunale di sottoscrivere un documento da inviare al presidente Chiodi.
Il documento sarà pronto lunedì e sarà inviato subito.
«Dal mio punto di vista – spiega il dott. Salvi – credo che l'iniziativa sarà valida non se si chiederà solo di rimangiarsi la chiusura, ma se questa richiesta sarà affiancata da una serie di proposte tecniche. Io da tempo sto lavorando con i medici e con i tecnici per dare un futuro alla sanità di Guardiagrele. Finora la maggioranza di centrosinistra ci ha snobbato, adesso ci chiede aiuto. Va bene, l'importante è arrivare ad una conclusione positiva come richiedono i guardiesi».
Tra l'altro il clima tra il pubblico in sala era incandescente, con accuse a tutti. Solo alla fine, a microfoni spenti, ci sono stati chiarimenti reciproci, con la sicurezza che nessuno mollerà la presa sulla Regione.

s.c. 24/01/2009 16.42