Tarsu, contro i dubbi Rifondazione propone la richiesta di riesame in autotutela

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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MONTESILVANO. «Chiediamo di ritirare questa farsa e annullare tutti gli avvisi inviati comunicandolo chiaramente ai cittadini. Chiediamo di far partire un accertamento serio e concreto basato su dati veritieri e non ballerini».
Il consigliere di minoranza Cristian Odoardi (Rc) passa al contrattacco e, dopo aver presentato una interrogazione al sindaco sugli avvisi della Tarsu che da qualche giorno stanno letteralmente ingolfando il Comune, è passato alle critiche-proposte costruttive.
«E' indubbio che occorre un accertamento serio che può durare anche sei mesi», ha spiegato Odoardi, «questo significa incrociare i dati non solo del catasto ma anche delle utenze o dell'anagrafe insieme agli Stati di famiglia e facendo un vero e proprio monitoraggio sul territorio con i vigili che possono verificare le situazione poco chiare. Solo in questo caso si colpiscono davvero gli evasori».
Dal canto suo il primo cittadino, Pasquale Cordoma, continua a ribadire da giorni la piena regolarità di tutta l'operazione che ha portato 4640 avvisi di pagamento nelle case dei residenti.
Cordoma ha spiegato che «su dieci avvisi ai residenti sei sono risultati veritieri», cioè relativi a somme parzialmente o totalmente evase, per cui «è dovere di un'amministrazione operare in questo senso», ha aggiunto. L'obiettivo, ha detto ancora, è quello di «pagare tutti per pagare meno». Sono innegabili i disagi che si sono verificati negli uffici comunali, ha ammesso Cordoma, ma «questa operazione andava fatta».
Molti cittadini si sono precipitati per capire cosa stava succedendo, dopo aver ricevuto l'avviso, e il Comune ha aumentato il personale e ampliato le fasce orarie di apertura degli uffici, ma di certo l'amministrazione «non ha a disposizione trenta dipendenti e 30 computer per questo servizio».

IL DUBBIO SULLA PRESCRIZIONE

Quel tributo (Tarsu 2003) è ormai prescritto? Secondo l'amministrazione che si rifà alla finanziaria del 2007 ci sarebbe tempo fino al 31 dicembre 2009 prima che questi divengano non più validi. Secondo altri però -fra cui lo stesso consigliere di Rifondazione comunista- le cose non starebbero così.
Una legge, la n.212 del 27 luglio 2000 (lo Statuto dei contribuenti), all'art. 3, prescrive la non retroattività delle leggi tributarie nel caso di imposte periodiche (come la Tarsu appunto). Se è vero dunque che la finanziaria prevede la retroattività questa potrebbe essere a rischio illegittima. Chi ha ragione?

IL DUBBIO SUI MANCATI ACCERTAMENTI/VERIFICHE


Questo aspetto invece sembra più difficile da confutare, tanto è che il regolamento comunale prevede adempimenti ben precisi.
All'art. 28 comma 5 si legge: «Prima di procedere alla notifica degli avvisi di accertamento e/o delle iscrizioni a ruolo di partite derivanti dalle liquidazioni stesse, qualora sussistono incertezze su aspetti rilevanti della denuncia o degli atti in possesso dell'ufficio, l'ufficio tributi avrà cura di richiedere al contribuente anche a mezzo del servizio postale, chiarimenti o a produrre i documenti mancanti entro il termine di giorni 30 dalla ricezione della richiesta. La stessa procedura sarà eseguita anche in presenza di un minore rimborso del tributo rispetto a quello richiesto».
Quindi –secondo il regolamento- prima di mandare questi accertamenti andavano mandate delle richieste di chiarimenti bonarie.

IL DUBBIO SUI GARAGE


Tra le contestazioni che stanno emergendo in questi giorni vi è quella più lampante secondo cui la tassa di smaltimento dei rifiuti sarebbe stata calcolata sommando tutte le superfici dell'appartamento. Nel caso dei proprietari con più appartamenti è stata calcolate la semplice somma delle superfici, e su questa somma, la tassa.
A parte che non sarebbero state effettuate delle verifiche di un eventuale pagamento a carico dell'affittuario, per esempio, nel computo sono stati inseriti anche superfici che non devono essere calcolati come per esempio il garage.
Su questo punto la giurisprudenza è ormai consolidata con sentenze di diverse commissioni tributarie oltre che orientamenti ormai assodati da parte dell'associazione dei comuni italiani i quali giudicano illegittima la tassa calcolata sul garage.
L'intassabilità dei garage discende dall'art. 62 comma 2 del Decreto legislativo 507 del 1993 il quale prevede che «non possono essere soggetti alla tassa i locali e le aree che non possono produrre rifiuti o per la loro natura o per il particolare uso cui sono stabilmente destinati o perchè risultano in obiettive condizioni di non utilizzabilità».

IL DUBBIO SULLA "RESISTENZA" DELL'UFFICIO TRIBUTI


Secondo il sindaco Cordoma gli avvisi errati sarebbero il 40%, equivalenti a circa 2.000 avvisi. Agli attuali ritmi l'ufficio che si occupa di accogliere i cittadini riesce a controllare una media di circa 40 avvisi al giorno. A questi ritmi la verifica sarà ultimata entro l'estate superando i termini di 60 giorni entro i quali si può bloccare l'emissione della cartella di pagamento coatto.
Secondo Odoardi la sola affermazione del sindaco di una soglia di errore così alta «ha dell'incredibile».

IL DUBBIO DELLA EMISSIONE DEGLI AVVISI

Quando sono partiti gli avvisi? L'amministrazione dice il 27 dicembre 2008. Eppure grazie alla tecnologia messa a disposizione dalle poste italiane è possibile sapere con certezza questo dato andando sul sito ed inserendo i dati relativi alla raccomandata. In alcuni casi la data di partenza è addirittura il 14 gennaio 2009.
I dati che se ne ricavano sono questi: " Spedizione 606943829*** con data 18/12/2008: Accettato dal centro postale di BARI CMP WINDOWS in data 14-GEN-2009 Consegnato dal portalettere del centro postale di PE MONTESILVANO REC. in data 19-GEN-2009".
Anche se la ricevuta di ritorno indica il 24 dicembre e viene compilata da chi la spedisce.

L'INIZIATIVA DI RC: RIESAME IN AUTOTUTELA

Rifondazione poi propone un'iniziativa che è quella che potranno perseguire tutti i cittadini coinvolti formulando all'amministratore comunale una richiesta di riesame in autotutela.
Così i cittadini dovrebbero riempire con i propri dati in ogni sua parte questo modulo è farlo protocollare in Comune in modo che gli uffici comunali siano costretti a rispondere anche a queste richieste con la data del protocollo. Così si dimostrerà la volontà esercitata dal cittadino di pagare entro i 60 giorni e di fare chiarezza, cosa che altrimenti a causa dell'affollamento di questi giorni, sarà impossibile.
E chi arriverà per ultima sarà costretto a pagare senza una verifica.

23/01/2009 16.27

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