Inchiesta concorsi in Provincia: l'associazione Codici indica un supertestimone

Alessandro Biancardi

Reporter:

Redazione PdN

Letture:

4154

Inchiesta concorsi in Provincia: l'associazione Codici indica un supertestimone
PESCARA. Un testimone eccellente che avrebbe assistito a molte delle fasi dei concorsi contestati della Provincia di Pescara.
Se, da una parte, si tende a minimizzare la portata della nuova indagine della magistratura sul clientelismo e su presunte irregolarità di concorsi pubblici, quello che emerge oggi sono indicazioni che non possono essere sottovalutate.
Il presidente della provincia uscente, Giuseppe De Dominicis, anche ieri ha ribadito di aver sollecitato egli stesso la magistratura a fare chiarezza inviando a settembre copia degli esposti anonimi arrivati e si è detto tranquillo, appellandosi alle statistiche che dicono che sia quasi impossibile che una amministrazione non sia sottoposta ad inchieste.
Una cosa normale. Meno normale secondo De Dominicis la presenza della stampa ieri mattina a riprendere gli uomini della polizia intenti a sequestrare i documenti. Eppure la Provincia non si trova esattamente in una zona isolata, né a quell'ora era priva di dipendenti o di persone che affollano gli uffici…
Di sicuro sono in molti a volerci vedere chiaro.
Per questo sono arrivate alla procura moltissime segnalazioni ed esposti, anche anonimi, che hanno probabilmente allertato gli inquirenti.
Ma c'è di più: un esposto in particolare è riuscito a fornire indicazioni precise e persino un supertestimone che ormai, più di due mesi fa, ha raccontato quanto egli stesso ha visto durante quelle selezioni tanto contestate.
La preziosa segnalazione è arrivata direttamente sulla scrivania del capo della Squadra mobile, Nicola Zupo, il 28 ottobre scorso: un esposto dell'associazione Codici, con tanto di firma del segretario regionale Giovanni D'Andrea, nel quale si faceva presente che in seguito a colloqui intrattenuti era riuscito ad avere «informazioni certe sul fatto che i concorsi fossero pilotati».
D'Andrea indica con nome e cognome la persona che avrebbe visto quanto sarebbe successo: prima, durante e dopo le sei selezioni contestate.
Non solo, la persona si è resa disponibile a fornire la propria testimonianza (dimostrando così un senso civico non comune) e avrebbe dato indicazioni utili agli inquirenti per andare a cercare e reperire le prove documentali che servono.
L'associazione Codici nel suo esposto parla di «acclarata irregolarità» delle selezioni non per le sviste od errori ma a causa di una «manifesta volontà di chi li ha predisposti di pilotare l'inserimento di nuovi dipendenti per motivi clientelari o di parentela».
Il testimone oculare avrebbe assistito a tutte le fasi concorsuali e si sarebbe accorto di «numerose gravi anomalie», sia durante l'espletamento delle singole prove che nella successiva attività di correzione degli elaborati dei partecipanti.
Tra le presunte irregolarità contestate più eclatanti l'associazione dei consumatori nell'esposto ricorda la scelta dei commissari che erano tenuti a selezionare un dirigente. Tra i candidati che si sono proposti al concorso c'era tuttavia anche il dirigente di settore, in servizio presso l'ente a tempo indeterminato, che si sottoponeva alla prova. Secondo l'associazione, dunque, chi era gerarchicamente sottoposto avrebbe dovuto giudicare il proprio superiore.
Altro episodio segnalato riguarderebbe la correzione dei test, operazione che sarebbe avvenuta alla presenza di uno degli esaminati.
Irregolarità che se confermate basterebbero da sole a gettare un'ombra pesante su tutta la procedura avviata dalla Provincia di Pescara ma lo scoglio più difficile da superare è il fatto che sia il dirigente-concorrente, sia il concorrente che ha assistito alla correzione del suo elaborato sono risultati vincitori e, dunque, idonei a ricoprire incarichi vacanti.
Un caso?
Il supertestimone avrebbe raccontato con dovizia di particolari le circostanze, i nomi e i cognomi, le date e tutto quanto sarebbe avvenuto in quei giorni di polemiche.
«Tutte le irregolarità sinteticamente enunciate», scrive il segretario di Codici, D'Andrea, «sono indice di una scorrettezza posta in essere dall'ente a scapito -non solo dei dipendenti che hanno deciso di sottoporsi alla selezione per poter migliorare la proposizione lavorativa- ma di tutta la cittadinanza che vede ancora una volta calpestato il proprio diritto di disporre, in ben sei settori della Provincia di Pescara, di personale competente ed efficiente e non di subire la decisione di alcuni burocrati di sistemare i propri amici, parenti a persone che politicamente possano assicurare un tornaconto al singolo».

CONCORSI ANDATI AVANTI

A metà ottobre scorso il consiglio provinciale bocciò la mozione con cui Aurelio Giammorretti, consigliere del Pd, chiedeva di bloccare i sei concorsi in atto. Sono stati undici i voti contrari alla sua proposta (a favore hanno votato anche gli esponenti della minoranza del Pdl) che hanno decretato, nella seduta straordinaria retta dal vice presidente Camillo Sborgia, la bocciatura del documento con cui veniva chiesto anche di «aprire un serrato confronto con le organizzazioni sindacali esterne all'ente».
La decisione è giunta dopo oltre quattro ore di dibattito, che a tratti ha assunto anche toni particolarmente accesi.
Pochi giorni dopo, il 20 ottobre 2008, la Squadra mobile andava per la prima volta a sequestrare documenti proprio sui concorsi.
In quella occasione il presidente De Dominicis smentì categoricamente qualsiasi acquisizione.
Ieri ancora un sequestro, oggi la certezza che l'indagine si basa anche su esposti firmati (e non solo quelli anonimi di cui parla De Domincis) e può contare su un testimone, già ascoltato, la cui attendibilità sarà messa a dura prova nell'ipotetico futuro processo.
Le indagini, affidate al pubblico ministero Anna Rita Mantini, non sarebbero vicine alla chiusura e sono coperte da un riserbo totale.

23/01/2009 12.44