E’ ancora scontro tra sindaci per l’ospedale di Guardiagrele

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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GUARDIAGRELE. Irricevibile. E respinta al mittente la lettera del sindaco Mario Palmerio con l'invito per coinvolgere i sindaci del comprensorio nella difesa dell'Ospedale di Guardiagrele respinta al mittente.


«Non sei legittimato a difendere alcunché e a chiudere le porte dopo che i buoi sono scappati», gli scrive Rocco Micucci, sindaco di Rapino nella lettera che pubblichiamo.
Uno schiaffo politico in piena regola, quasi a nome di tutti quei sindaci, citati nella lettera, che Palmerio prima non ha invitato e che ora invece si ricorda di chiamare.
«Noi sindaci del centrodestra veniamo da una battaglia coerente, al di là del colore politico e sempre e soltanto in difesa dell'ospedale – spiega Rocco Micucci – eravamo con Franco Caramanico sindaco quando difendeva la sanità guardiese, ci ha deluso sempre Franco che da assessore ha accettato con Palmerio (lui ha votato sì, ricordiamolo) i tagli, abbiamo fatto ricorso al Tar che non ha dato la sospensiva “perché il danno era ormai fatto”, fino ad una settimana prima delle elezioni lo stesso Palmerio ha inviato una lettera in cui sosteneva che l'Ospedale non solo non era stato spogliato, ma addirittura era stato potenziato. Questo non è un modo serio di fare politica». Sotto accusa dunque le scelte del centrosinistra e giudicate molto negativamente, pare di capire dall'insistenza di Micucci, le responsabilità del sindaco Palmerio, evanescente nella difesa dell'ospedale e poco deciso nel buttare sul piatto della trattativa il peso del suo Consiglio comunale, poco convocato e quindi poco informato.
«Adesso siamo alla smobilitazione dell'Ospedale – conclude Micucci – parlare di lungodegenza significa pensare a pazienti che vengono anche da fuori. In pratica la medicina per acuti sul territorio è scomparsa, è stata soppressa. Senza dire che in una stagione turistica invernale, ma anche d'estate, chi si fa male a Passo Lanciano va a Chieti o Pescara e che gli abitanti della zona pedemontana sono senza risposte per la medicina d'urgenza. Palmerio non ha dato prova di grande interessamento, pur con un manager della sua parte politica....»
Sebastiano Calella 23/01/2009 8.34

LA LETTERA DI ROCCO MICUCCI

Al Sindaco di Guardiagrele

Ai Sindaci di Fara S.M., Civitella M.R., Casacanditella, Orsogna, Ari, S. Martino S.M., Bucchianico, Casalincontrada, Roccamontepiano, Pennapiedimonte, Palombaro, Pretoro, Vacri, Fara F.Petri, Filetto, Arielli, Poggiofiorito

Gent.le Sindaco

Nel complesso il contenuto della sua missiva potrebbe essere anche condivisibile, in quanto tutte le considerazioni da lei evidenziate solo ora sono le stesse per cui da quasi due anni io e alcuni colleghi, con il sostegno della popolazione, abbiamo ritenuto di contrastare - a ragione visto gli epiloghi - i piani e gli atti della Direzione Sanitaria.
Ma il documento è assolutamente irricevibile se perviene dalla S.V., che ha avallato e sostenuto finora tutte le scelte scellerate del Manager, senza la minima presa d'atto, come richiesto dal sottoscritto nella riunione del 18/01/2009, del fallimento delle politiche sanitarie che hanno riguardato il nosocomio di Guardiagrele.
La”sofferta” soluzione, per usare le sue parole, di privare l'Ospedale di Guardiagrele dei suoi migliori reparti e delle sue eccellenti risorse umane, non ha solo determinato lacerazioni nel tessuto politico e sociale, ma ha già provocato inevitabilmente quanto da lei prospettato se venisse messo in atto l'ulteriore piano del Manager Maresca. Oggi è indispensabile, nell'interesse della popolazione e del territorio, prendere coscienza di questo epilogo già scritto, forse da Lei mai veramente preso in considerazione ma da sempre evidente dalle azioni della Direzione sanitaria, per contrastarlo in ogni modo con la partecipazione di tutta la società civile. Oggi è assolutamente necessario rendere evidenti i comportamenti fuori dal rispetto di piani ed impegni del Manager, che continuano a perpetrarsi esattamente come quando chiudeva i reparti, con la scusa delle ferie del personale, prima ancora di avere approvati gli strumenti per farlo. Le ricordo che anche il TAR Abruzzo, interessato da alcuni sindaci definiti nei modi più abbietti, aveva riconosciuto il danno già consumato nei confronti del nostro ospedale.
Mentre Lei , caro collega, assieme al Consigliere Regionale Caramanico si preoccupava, fino a pochi giorni orsono, di mandare lettere e scrivere comunicati stampa che illudevano la popolazione di fantasmagorici potenziamenti del nostro ospedale, altri colleghi sindaci manifestavano civilmente per cercare di fermare la “soluzione finale”.
Quegli stessi Sindaci saranno ancora a fianco della popolazione, con ogni mezzo e senza riserve di nessun tipo, per cercare di impedire che questo territorio venga privato di un diritto essenziale, consapevoli che quanto perduto difficilmente potrà essere recuperato ma determinati ad ottenere le garanzie che il nostro nosocomio continui a svolgere le funzioni di ospedale e non di cronicario.
Il Suo apporto e di quanti vorranno sarà il benvenuto se, riconoscendo il fallimento drammatico delle scelte finora fatte, disconoscerà l'azione del Manager, ritirando la fiducia incondizionata finora accordatagli per aver disatteso negli esiti quanto auspicato e chiedendone anche la sua immediata sostituzione.
Infine, nonostante le abbia sollecitato nella medesima riunione di interessare tutti i sindaci i cui territori e le cui popolazioni gravitano sull'Ospedale di Guardiagrele, in particolare anche i Sindaci di Fara San Martino e Civitella Messer Raimondo che tanto si sono spesi per la sua difesa, prendo atto che la richiesta è stata da Lei ignorata. Certo non saranno state considerazioni in merito alla ASL di appartenenza ad averLe suggerito di non coinvolgerli, avendo comunque interessato il Sindaco si Palombaro, più meritevole forse per ragioni di appartenenza politica.
Anche per questa ragione il suo documento è irricevibile.