Cassazione: offese prof davanti ad alunni, condannato preside

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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LA SENTENZA.. ROMA. Brutti tempi per i presidi di tutta Italia. Va incontro ad una condanna per ingiuria quello che rimprovera il docente dandogli dell'«incapace» e dell'«incompetente» davanti all'intera classe di alunni.



Lo si evince da una sentenza con cui la Cassazione ha confermato la condanna inflitta ad un preside dal tribunale di Massa, accusato di ingiuria aggravata per aver commesso il fatto in presenza di più persone.
L'imputato si era rivolto ai giudici della Suprema Corte, lamentando la mancata applicazione dell'esimente, in base all'articolo 599 c.p. (ritorsione e provocazione, ndr), ma gli 'ermellini' della quinta sezione penale, hanno dichiarato inammissibile il suo ricorso.
«In tema di ingiuria - si legge nella sentenza n.2927 - affinchè una doverosa critica da parte di un soggetto in posizione di superiorità gerarchica ad un errato o colpevole comportamento, in atti di ufficio, di un suo subordinato, non sconfini nell'insulto a quest'ultimo, occorre che le espressioni usate individuino gli aspetti censurabili del comportamento stesso, chiariscano i connotati dell'errore, sottolineino l'eventuale trasgressione realizzata. Se invece le frasi usate - aggiungono i giudici di piazza Cavour - sia pure attraverso la censura di un comportamento integrino disprezzo per l'autore del comportamento o gli attribuiscano inutilmente intenzioni o qualità negative e spregevoli, non può sostenersi che esse, in quanto dirette alla condotta e non al soggetto, non hanno potenzialità ingiuriosa».
Alla luce di ciò, la sentenza impugnata, conclude la Suprema Corte, con adeguata motivazione, ha spiegato che «le espressioni rivolte dall'imputato alla persona offesa non riguardavano critiche legittime avanzate dal superiore gerarchico a uno specifico operato del dipendente, bensì la sfera personale di quest'ultimo, di cui ledevano l'onore e il decoro, mettendone in dubbio la capacità e competenza di fronte a un'intera classe di alunni, nel mentre una legittima critica, con espressioni non offensive in sè, poteva essere espressa nelle sedi a ciò deputate, come nel corso di un consiglio di classe».

23/01/2009 8.07