Sciolto consiglio comunale di Pescara. Si vota il 6/7 giugno

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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PESCARA. Una nota del Viminale informa che su proposta del ministro dell'interno, con decreto del Presidente della Repubblica, è stato sciolto il Comune di Pescara. Nessun commissario, D'Angelo traghetta l'amministrazione fino a giugno. Il senatore del Pdl Andrea Pastore: «resta l'amarezza»

PESCARA. Una nota del Viminale informa che su proposta del ministro dell'interno, con decreto del Presidente della Repubblica, è stato sciolto il Comune di Pescara. Nessun commissario, D'Angelo traghetta l'amministrazione fino a giugno. Il senatore del Pdl Andrea Pastore: «resta l'amarezza»

«Lo scioglimento», si legge nella nota del Viminale, «si è reso necessario a seguito della delibera del consiglio comunale che ha preso atto della dichiarazione del sindaco che ha rappresentato una situazione di impedimento permanente per lo svolgimento della funzione».
Sino alla data delle nuove elezioni, programmate per il 6 e 7 giugno, rimarranno in carica (come previsto dalla legge) la giunta, guidata dal vicesindaco, e il consiglio comunale.
«Abbiamo lavorato avendo la certezza che si andava a votare», ha commentato il vicesindaco Camillo D'Angelo, «quindi non dobbiamo modificare il nostro cronoprogramma».
«E' tutto normale», ha aggiunto, «come noi avevamo detto. Qualcuno non ci ha creduto pensando che volessimo sfruttare la situazione e occupare poltrone acquisite legittimamente».
D'Angelo ha anche spiegato che non arriverà un commissario prefettizio: «questo è un bene per la città», ha detto il vicesindaco. «Una persona estranea non avrebbe avuto interesse a sviluppare nulla di nuovo, dovendo occuparsi solo della normale amministrazione».
Così toccherà a D'Angelo «accompagnare» l'amministrazione cittadina al voto: «non interromperemo la nostra attività amministrativa», ha assicurato, le opere soprattutto in vista dei Giochi del Mediterraneo» (che partiranno il 27 giugno)
22/01/2009 15.59

PASTORE: «RESTA L'AMAREZZA»

«Con il decreto di scioglimento del Consiglio Comunale e con il ritorno alle urne nel
giugno prossimo», ha commentato il senatore del Pdl Andrea Pastore, «diventa effettiva la possibilità per i pescaresi di scegliere amministratori non compromessi con la gestione D'Alfonso. Resta l'amarezza che il sindaco, con l'ennesima capriola che l'ha portato al di fuori della legalità, abbia compiuto una vera e propria truffa istituzionale impedendo, per i mesi che ci separano
dalle elezioni, una gestione qualificata, trasparente e garantista quale sarebbe stata quella del commissario prefettizio e mantenendo invece nella stanza dei bottoni, ben attaccati alle poltrone, gli esponenti della sua maggioranza, divenendo il sindaco ombra dell'amministrazione cittadina».
Adesso Pastore si augura che «il decreto di scioglimento non venga impugnato perché un eventuale impugnativa metterebbe nel caos le istituzioni cittadine e la comunità pescarese.
Resto in attesa di conoscere la motivazione del provvedimento per valutare con maggiore
dovizia di particolari i presupposti e gli effetti dello scioglimento».

22/01/2009 17.02