Scontro sui tagli alla Asl di Chieti: politica e interessi condizionano scelte

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Scontro sui tagli alla Asl di Chieti: politica e interessi condizionano scelte
CHIETI. «Potevamo forse approvare questi tagli? Il Piano del Manager Maresca lo abbiamo rispedito al mittente». I sindaci del comitato ristretto non vogliono dire di più, ma non per questo la polemica si raffredda. * TONALITA’ DI ROSA SBAGLIATA: IL VANO NON VIENE UTILIZZATO
Né a Guardiagrele, il cui ospedale è la vittima più tartassata, né tanto meno al Ss. Annunziata di Chieti.
I 120 posti letto soppressi, racimolati qua e là, non ottengono il consenso di nessuno. Anche la Rsu, che non è stata nemmeno informata, è sul piede di guerra e per la prossima settimana è prevista una riunione che forse deciderà una protesta sindacale. Il Manager, però, ha una carta da giocare: il primo a conoscere il suo Piano-tagli è stato il commissario governativo Gino Redigolo, che la scorsa settimana è stato in visita alle 9 di mattina dal Manager Maresca: in quell'incontro gli è stato illustrato il piano industriale della Asl Chieti-Ortona che prevede appunto ulteriori tagli.
Come dire che Maresca si è mosso solo rispettando le gerarchie, anche se non è riuscito ad ottenere il placet del Commissario pur mantenendosi all'interno della filosofia del piano di rientro dai debiti.
D'altra parte le giustificazioni da lui addotte puntano esclusivamente a chiarire che la sua è un'operazione di ottimizzazione delle risorse, l'ingegnerizzazione della sanità, come spesso ha ripetuto anche in passato: se ci sono reparti che lavorano poco, vanno chiusi o accorpati.
Di nuovo c'è, invece, la particolarità del clima politico, con il passaggio ad un'altra Giunta regionale e ad un altro assessore.
E forse a nuovi manager.
Ma proprio questo sembra un tempismo troppo perfetto, come se sulla pelle dei malati e sui posti letto si stesse giocando una partita complessa, con il tentativo di far restare il cerino acceso in mano a qualcuno e di sgravarsi da ogni responsabilità.
Così la destra può accusare la sinistra (vedi in particolare Guardiagrele) e così la sinistra può accusare la destra (vedi l'ex assessore Franco Caramanico che dice di non riconoscersi in questi tagli) di aver ridotto la sanità teatina ad un fantasma.
E il manager può accusare i sindaci contrari a risparmiare.
Si aprono così scenari inquietanti.
Mancano i medici, mancano gli infermieri, sono riapparse le barelle sui corridoi, in pratica la sanità pubblica è stata messa in condizioni di non essere efficiente.
E non per colpa degli addetti ai lavori.
Basta girare nei reparti, dove a dispetto di questa crisi organizzativa l'assistenza c'è e funziona, anche se quello che si vede, diciamo la parte alberghiera, lascia molto a desiderare. Ma c'è un aspetto su cui ci si sofferma poco: la mossa di questi tagli potrebbe servire a far muovere la politica, pressata dalle proteste, per decisioni finora rinviate.
Perché Maresca dice: se non ho risorse e non posso assumere personale, se la mia Asl fornisce più prestazioni e più assistenza di eccellenza, o mi date le risorse e la possibilità di assumere, oppure il Ss. Annunziata può operare solo come un ospedaletto da campo.
Io il piano l'ho presentato (e salvo la poltrona), i sindaci l'hanno bocciato, tocca a voi convincere gli elettori.
Avete due possibilità: o arrivano le risorse per far funzionare l'Ospedale o viene preparato in questo modo il passaggio indolore all'Azienda autonoma universitaria, che otterrà quello che vuole da tempo, ma alle sue condizioni.
Un po' come l'Alitalia: i debiti teneteveli voi della Asl, a noi Università date la polpa. E assumeremo i medici nostri ed i precari che faranno atto di obbedienza, magari quelli non sindacalizzati.
Diventeremo un centro di eccellenza, un Irccs, pagato molto di più per le sue prestazioni. E la vecchietta di Roccamontepiano fatela curare in un Distretto del territorio.

Sebastiano Calella 22/01/2009 9.07

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* TONALITA' DI ROSA SBAGLIATA: IL VANO NON VIENE UTILIZZATO

Un tocco rosa non guasta nemmeno in ospedale, tanto più se siamo al 14° livello, Ostetricia e sale parto.
Ma non è un fiocco rosa. Stavolta si parla di una tonalità più o meno accesa di rosa o di fucsia, che ritarda l'apertura di un vano attiguo alle sale di degenza, quello recentemente restaurato per modificare i percorsi dello “sporco e del pulito”, cioè della biancheria usata o nuova.
Il vano, atteso da tempo, potrebbe razionalizzare l'organizzazione del reparto e cacellare disagi che il personale deve ogni giorno superare.
Doveva già essere aperto, dopo la costruzione di un muro divisorio, di un vasno molto più ampio nel quale venivano depositate medicine, attrezzature, biancheria pulita e sporca.
Invece ieri, a sorpresa, non c'erano nemmeno i pittori per le rifiniture.
Addirittura alcune voci di corridoio li davano impegnati a fare le prove colore da sottoporre alla direzione generale, dott.ssa Lepore e dott.ssa Capocasa, anche se pare impossibile che ad interessarsi della tinteggiatura sia il vertice Asl e non l'ufficio tecnico.
Peraltro il colore già c'è ed è stato realizzato nella stessa tonalità delle altre stanze, forse solo un po' più opaca, rispetto ai colori del corridoio o delle altre pareti così come realizzate ai tempi del prof. Bellati: pavimenti verdi, pareti rosa.
Sarà stata questa piccola differenza a bloccare i lavori?
Certo è che l'organizzazione del reparto ne ha risentito, anche perché nessuno aveva avvisato dell'intoppo.
Ora la speranza è che, con tutte le gatte da pelare che la direzione Asl si ritrova, la battaglia per il rosa o per il fucsia non ritardi l'apertura di questa stanza e non ostacoli la funzionalità del reparto. Perché potrebbe dire la sua anche l'ing. Maresca, il quale preferisce – a quanto sembra – una tonalità beige.

(s. c.) 22/01/2009 9.13