Omicidio Bomba, assolta la madre di Mastrangelo. «Non l’ha uccisa»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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LANCIANO. Si avvia verso l'assoluzione per insufficienza di prove il processo che avrebbe dovuto accertare i responsabile dell'omicidio di Maria Antonietta Mastrangelo, la donna uccisa a febbraio del 2005 nella sua casa nel centro storico di Bomba.
La sentenza è attesa per la tarda serata di oggi ed è stato il pm Mirvana Di Serio a chiedere l'assoluzione sull'accusa di omicidio volontario, aggravato da futili motivi e dai legami familiari, nei confronti di Maria Di Carlo, 73 anni, madre della vittima.
Questa mattina si è tenuto il rito abbreviato al Tribunale di Lanciano dinanzi al gup Francesca Del Villano Aceto, su richiesta del difensore della Di Carlo, l'avvocato Massimo Biscardi.
La Mastrangelo era deceduta nella propria abitazione a seguito di percosse con corpi contundenti e lasciata agonizzante sul pavimento.
La Di Carlo si é sempre dichiarata estranea ai fatti. Fin dall'inizio il procedimento è stato indiziario e fitto di misteri, senza la scoperta neppure del movente.
Nel 2007 il pm Di Serio chiese l'archiviazione per la Di Carlo, ma si opposero i familiari della vittima, ottenendo dal gip Massimo Canosa un supplemento d'indagine, successivamente chiusa con l'attuale richiesta di rinvio a giudizio per la madre della vittima.
Gli indizi contro la donna sarebbero nati da presunti tentativi di depistaggio delle indagini con pressioni su testi e congiunti per crearsi un alibi e uniformare le testimonianze, secondo cui il pomeriggio della tragedia l'indagata era a casa sua, alla finestra.
Se il giudice deciderà per l'assoluzione questo omicidio rimarrà senza colpevoli. Forse è proprio quello che volevano evitare i due figli della vittima che da anni si stanno battendo per scoprire cosa è accaduto quella notte.

ARRIVATA L'ASSOLUZIONE

Assolta per non avere commesso il fatto Maria Di Carlo, 73 anni, la donna comparsa dinanzi al Gup di Lanciano per rispondere dell'omicidio della figlia, Maria Antonietta Mastrangelo.
Confermata così la richiesta avanzata in mattinata dal pm Mirvana Di Serio.
Quest'ultima già nel 2007 aveva chiesto l'archiviazione del caso, per insufficienza di prove, allora respinto da un altro gip.
Soddisfatto della sentenza il difensore dell'anziana che aveva sempre respinto ogni addebito. Mastrangelo fu aggredita in casa e colpita alla testa ma l'arma non è stata mai trovata.
L'autopsia rivelò che la morte avvenne dopo una lunga agonia.
22/01/2009 8.10

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21/01/2009 16.11