Linea dura di Provincia e Apt contro il camping "La Maielletta"

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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PRETORO. Sulla vicenda del Camping La Maielletta, di Pretoro, denunciato per esercizio abusivo dell'attività alberghiera, Provincia di Chieti ed Azienda di promozione turistica hanno scelto la linea della tolleranza zero.
«Le regole vanno rispettate – dichiara l'ingegnere Valerio Ursini – tant'è vero che lo scorso anno abbiamo vidimato i prezzi perché il Tar aveva sospeso l'ordinanza di chiusura emessa dal Comune. Quest'anno il problema si è ripresentato, quando ad ottobre ci è stata inoltrata la nuova richiesta. Ma di più non posso dire».
Così anche l'Azienda per il turismo, che si trincera dietro la riservatezza dei documenti (è uno dei pochi uffici che si è dotato di un codice sulla sicurezza e sulla privacy) e dietro l'attesa delle decisioni della Magistratura.
«Certo è che i prezzi non saranno stati adeguati o vidimati – spiega Di Pasquale - perché nessuno si prende rischi in mancanza dei certificati sulla regolarità dei lavori di adeguamento. Quello che secondo me è certo, e l'ho anche scritto, è che questa struttura all'aria aperta non è ancora né campeggio né Parco e non può ospitare né roulotte né albergo».
Dunque il campeggio di Pretoro non è campeggio, ma Parco.
L'albergo non è albergo, ma ostelletto.
Secondo il Comune, invece, il Prg lo classifica come Parco perché è lì dal 1972: «si, è vero, era demaniale – dice il Comune - ma ora non lo è più; la denominazione di Parco di campeggio è impropria perché recepisce uno stato di fatto, l'albergo fa parte del campeggio, però non è un albergo, ma sono solo unità abitative fisse; noi l'avevamo chiuso, ma poi l'ordinanza è stata sospesa dal Tar».
A leggere i documenti di questa vicenda la confusione rischia di travolgere la comprensione dei fatti.
Da una parte sono schierati i gestori del Camping La Maielletta, che difendono le posizioni acquisite anche grazie ad una certa superficialità del Comune, con le diverse amministrazioni succedutesi negli anni.
Per loro tutto è in regola o in via di regolarizzazione. Dall'altra parte i campeggiatori che si sono trovati nei guai, con multe e accuse di abuso edilizio, per aver semplicemente acquistato o affittato roulotte trasformate in bungalow in anni passati. Secondo Antonio Di Pasquale, loro perito, questi cittadini si trovano nei guai senza colpa: sono stati coinvolti in questa guerra «per le amnesie, la distrazione e o la miopia degli amministratori pubblici e di tutti quelli che dovevano controllare e che invece non l'hanno fatto».
Ciò di fatto ha consentito di tollerare che negli anni il campeggio diventasse una struttura ricettiva a tutti gli effetti, ma senza autorizzazioni.
Una specie di riserva indiana o di porto franco, dove – secondo le varie prescrizioni per le ispezioni di Asl, Carabinieri e Vigili del Fuoco - le leggi sulla sicurezza e sull'igiene o l'antincendio non sono vigenti da anni, ma sempre in attesa di regolarizzazione.
E dove Enti ed Istituzioni non hanno svolto il loro compito di controllo e di vigilanza. «Il silenzio assenso del Comune su questa marea di irregolarità è notorio e continua anche oggi, con l'inchiesta in corso – conclude Di Pasquale – ed ha consentito che fossero ospitati ignari turisti per il sant'Antonio, con tanto di pubblicità su internet. In pratica non vede chi non vuole vedere».

Sebastiano Calella 21/01/2009 8.54