Accertamenti Tarsu a valanga ma Rc denuncia: «debiti prescritti»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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MONTESILVANO. Magliaia di avvisi di pagamento relativo ad un accertamento della Tarsu sono arrivati in questi giorni ai cittadini di Montesilvano. Ma Odoardi (Rc) denuncia: «non andrebbero pagati, il debito è prescritto».

Errori piccoli e grandi, sviste grossolane e tanti dubbi. Gli accertamenti ricevuti in questi giorni faranno discutere parecchio e se moltissimi cittadini si mettono in fila per chiedere spiegazioni allo sportello autorizzato a rilasciare informazioni c'è anche chi pagherà senza controllare.
Se per il Comune è tutto in regola, per il consigliere di Rifondazione Comunista, Cristian Odoardi, c'è qualcosa che non quadra e sostiene: «i criteri di questo accertamento sono assolutamente labili e talvolta inesistenti».
Odoardi contesta per prima cosa le modalità di assegnazione dell'incarico alla Soget con la delibera di Giunta Municipale del 12 dicembre 2008.
«In pratica», racconta il consigliere di minoranza, «l'offerta della Soget è partita via fax alle ore 11 e 52. Esattamente un'ora dopo la Giunta Municipale ha deliberato di affidare il servizio alla Soget, a tempo di record, si è analizzata l'offerta sono stati apposti i pareri ed è stata preparata la delibera».
La società percepirà il 5% delle somme riscosse quale compenso per il lavoro. Non ci sarebbero altri compensi da parte del Comune.

UNA VALANGA DI AVVISI

Gli avvisi di pagamento che sono arrivati a casa dei cittadini «sono tutti datati 18 dicembre», continua Odoardi, «pertanto in soli 3 giorni lavorativi (il 13 era sabato e il 14 domenica) la Soget ha scovato oltre 5.000 evasori, altro record da guinness».
Ma molti cittadini si lamentano perché hanno scoperto di avere abitazioni molto più grandi di quelle che effettivamente sono, ma l'accertamento sarebbe stato effettuato incrociando i dati catastali e quelli dell'Enel.
«Vorrei sapere», si domanda Odoardi, «com'è possibile che l'Enel abbia concesso i suoi dati in tre giorni e soprattutto, per quanto riguarda i dati catastali noi sappiamo che gli stessi non fanno distinzione tra appartamento e pertinenze quindi come si è proceduto a depurare il dato della superficie catastale? »
«Inoltre», continua il consigliere, «i dati catastali non sono utilizzabili in linea generale in quanto la Tarsu è dovuta da chi occupa un abitazione e non da chi ne ha la proprietà. Oltretutto spesso non contengono i metri quadri ma solo i cosiddetti vani catastali e comunque la superficie catastale non è mai la superficie utile dell'abitazione e quindi impossibile da utilizzare. Mi meraviglio fino ad un certo punto che l'amministrazione comunale non sappia queste cose».

LAVORO DEL COMUNE O DELLA SOGET?

Ma le anomalie non finiscono qui: la delibera di giunta ha affidato alla Soget il controllo delle informazioni relative ai proprietari e detentori, il controllo dell'applicazione della tassa in relazione a superficie imponibile e destinazione d'uso e la compilazione di schede informative puntuali, ma soprattutto il Comune affida la predisposizione e notifica degli avvisi di accertamento e l'attività di sportello per ricevere i contribuenti.
«Questi punti», spiega Odoardi, «sembra che siano stati assolti dal dirigente del settore Tributi, tant'è che le notifiche di accertamento sono state inviate dal Comune di Montesilvano e l'ufficio al quale rivolgersi è situato nel Pala Baldoni (Ufficio Tarsu) e l'impiegato di riferimento indicato nell'avviso è Giannino Florindi dipendente comunale. Adesso vorrei capire», continua il consigliere, «per quale motivo la Soget dovrebbe prendere il 5%».

«GROSSOLANI ERRORI»

Il consigliere di Rifondazione denuncia però anche «grossolani errori nel calcolo degli interessi, infatti gli stessi vengono calcolati dal 1 gennaio 2004 ma dovrebbero essere calcolati dall'ultimo giorno disponibile che si è avuto a suo tempo per pagare la Tarsu, ovvero il 31 marzo 2004».
Molti quindi, probabilmente andranno a pagare senza verificare e si troveranno a dover sborsare pure più del dovuto.
In realtà, secondo Odoardi, nessuno di quelli che ha ricevuto l'accertamento dovrebbe versare un solo euro in quanto il debito è da considerarsi prescritto.
«Quasi tutti gli utenti hanno ricevuto l'avviso nel 2009, credo che pertanto essendo passati i 5 anni dal periodo d'imposta gli stessi debiti siano da considerarsi prescritti. Credo che l'amministrazione comunale», chiude il consigliere, «faccia bene a ritirare gli avvisi inviati ed ha considerarli nulli ci si salverebbe la faccia e si eviterebbero decine di ricorsi a nocumento sia delle casse comunali che della pazienza dei cittadini».

20/01/2009 9.37