Violenza sessuale: ancora tutti in classe. Bullismo: il pericolo corre sul web

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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L’AQUILA. Sono ancora tutti nella stessa classe: vittima e aggressori. Ieri la notizia che in una scuola dell’Aquila una ragazzina 12enne era stata palpeggiata da un gruppo di Bulli, «ragazzi difficili» sono stati definiti. Tanta paura per la ragazza costretta a subire.

L'AQUILA. Sono ancora tutti nella stessa classe: vittima e aggressori. Ieri la notizia che in una scuola dell'Aquila una ragazzina 12enne era stata palpeggiata da un gruppo di Bulli, «ragazzi difficili» sono stati definiti. Tanta paura per la ragazza costretta a subire.A confermare che dopo i fatti frequentano ancora la stessa classe è il capitano Marco Capparella del comando provinciale carabinieri dell'Aquila. I quattro ragazzi vengono descritti come «difficili, e provenienti da famiglie altrettanto difficili», anche se successivamente ai fatti hanno chiesto scusa alla loro compagna di classe. Secondo Capparella «i quattro hanno capito bene quello che hanno fatto, e le scuse erano al fine di evitare denunce».
I ragazzi, tutti più grandi della loro compagna di classe, sono considerati dei bulli «temuti in classe, anche se finora non avevano dato grossi problemi».
Secondo le ricostruzioni la classe sarebbe stata senza controlli per quasi tutta l'ora di scuola: ora le indagini proseguono per accertare le responsabilità dei dirigenti, se per dolo o colpa, o se le cause dell'assenza di insegnanti o bidelli sia accidentali.

Intanto la notizia è rimbalzata sulle cronache nazionali e si ritorna a parlare di bulli.

Il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini e' favorevcole all'installazione di telecamere nelle aule come deterrente contro i bulli.
«Non sono contraria: e' un deterrente in piu'», ha spiegato in un'intervista al Giornale. Tuttavia, ha sottolineato, «questa misura, da sola, non e' sufficiente. Sono favorevole ma non basta».
Per il ministro, occorre puntare su sport e disciplina «per cambiare un trend» e «deficit di dialogo tra scuola e genitori».
«A giorni avro' un incontro con il Coni per favorire e rilanciare lo sport a scuola, affinche' i ragazzi passino meno ore davanti al computer e facciano piu' esercizio fisico», ha preannunciato. Poi il ministro pensa «all'introduzione dell'educazione civica: materia fondamentale per favorire tra i giovani una corretta convivenza».

PSICOLOGA: «RISCHI DA INTERNET E VIDEOGIOCHI»

Famiglie inesistenti, videogiochi violenti, mancanza di regole. Cosi' si diventa bulli. E' la conclusione a cui giunge Paola Vinciguerra, psicologa, presidente dell'Eurodap, Associazione Europea Disturbi da Attacchi di Panico, analizzando i dati di una indagine eseguita su un gruppo di 600 persone sul fenomeno del bullismo.
«Il dato piu' preoccupante - spiega Vinciguerra - e' che il 70% delle persone che hanno risposto al nostro sondaggio on-line, quelle con un'eta' compresa tra i 18 e i 45 anni, considerano il bullismo unicamente come comportamento di trasgressione sociale come puo' essere quello di vestirsi in maniera appariscente riempiendosi di pearcing per esempio».
Il bullismo non e' visto quindi come un problema sul quale porre particolare attenzione. Piu' si e' adulti e piu' ci si rende conto della grandezza e gravita' del fenomeno. Infatti il 70% degli ultra55enni considera il bullismo un fenomeno esistente.
«Le cause degli atteggiamenti aggressivi tipici del bullismo - spiega la Vinciguerra - sono da ricercare in primo luogo nella sfera familiare: la famiglia non e' piu' un solido riferimento indistruttibile, perche' le separazioni sono in aumento e gli equilibri relazionali e gli schemi educativi sono precari e lontani dalle esigenze dei bambini e degli adolescenti. Inoltre si passa troppo poco tempo con i figli per spiegare e trasmettere codici morali di stile di vita e per capire i loro disagi cercando di rassicurarli».
«Inoltre, il fare frenetico svuota le azioni del loro significato primario che dovrebbe essere quello emotivo. Le leggi che regolano la nostra cultura consumistica sono la transitorieta' e l'appagamento immediato del desiderio a discapito della durevolezza e quindi della stabilita' e della conquista del desiderio, con il conseguente atteggiamento di emarginazione di coloro che non riescono a stare al passo. Per non parlare dell'uso smodato di tv , internet e video giochi, assolutamente dannosi per i bambini e gli adolescenti».
Secondo la psicologa le istituzioni dovrebbero vigilare su tutto cio' che senza controllo gira in rete e sulla commercializzazione dei videogiochi dai contenuti aggressivi.
«Cio' che risulta preoccupante - aggiunge l'esperta - e' come sia cambiato il ruolo del vincente, che non e' piu' il buono e il coraggioso che difende la vittima dal cattivo, ma e' colui il quale uccide di piu', ruba di piu'. Inoltre i ragazzi sono particolarmente stimolati dalle immagini violente che si trovano facilmente su Internet, che agli adolescenti possono risultare normali. Per quanto concerne i genitori, dovrebbero cominciare a fare un lavoro di educazione sui figli che non e' solo quello di impartire regole sommarie di buona educazione: i ragazzi non sono abituati alla comunicazione del loro vissuto emotivo ed affettivo ed i genitori dovrebbero cercare si intuire i loro disagi, parlarne e rassicurarli. I ragazzi hanno bisogno di regole, da soli non riescono ad orientarsi».


20/01/2009 8.27