Ennesima denuncia contro il campeggio "La Maielletta" di Pretoro

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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RAPINO. Presentata ieri ai carabinieri di Rapino la seconda denuncia per esercizio abusivo dell'attività alberghiera all'interno del Campeggio la Maielletta di Pretoro.
Si arricchisce così di un'altra puntata la lunga telenovela che vede contrapposti la Società che gestisce il camping ed i campeggiatori che due anni fa furono multati dalla Forestale per abuso edilizio, riferito alle roulotte fisse lì parcheggiate.
Sono in corso indagini dei Carabinieri e della Forestale su incarico del Pm per accertare se le accuse di abusivismo sono vere o no.
Intanto, il Comune -che dovrebbe controllare se le attività ricettive siano o no regolari- non risponde alle sollecitazioni dei campeggiatori.
In questo trambusto i gestori del camping, come si legge nella denuncia, hanno deciso di pubblicizzare la struttura fissa con camere come “Ostelletto”, dove festeggiare a 20 euro la notte di sant'Antonio.
«Il tutto nell'indifferenza e nel silenzio assenso del Comune – scrive il perito Antonio Di Pasquale che tutela gli interessi dei campeggiatori multati – sono irregolari le tariffe, mai autorizzate da Provincia e Apt, è irregolare sfruttare la Majella senza l'autorizzazione del Parco, è irriguardoso della Magistratura continuare a far finta di niente e a gestire in questo modo la struttura».
Sarà la goccia che farà traboccare il vaso?
Non proprio, perché la lunga storia di questo camping sembra arrivata al capolinea da sola, in quanto la Magistratura avrebbe concluso le indagini.
Si trattava di accertare la regolarità della struttura, che è stata messa in dubbio da una serie di vicende che vanno dalle multe della Forestale a 111 campeggiatori, per le roulotte fisse trasformate in casette e ritenute costruzioni abusive, ai controlli della Asl e dei Vigili del Fuoco, che hanno riscontrato situazioni a rischio da sanare, alle denunce degli stessi campeggiatori e ai sopralluoghi dei Carabinieri.
Le indagini tendono anche ad accertare se il campeggio opera o no nel rispetto delle leggi e se il Comune ha gestito la vicenda con oculatezza e senza danni per le casse comunali, il che porterebbe dritto la questione anche alla Corte dei conti.

LA STORIA DELLE PRESUNTE IRREGOLARITÀ

La storia, come detto, è molto lunga e complessa, ma proviamo a raccontarla per sommi capi. Si tratta di accertare se il Camping La Maielletta, che pure è presente nelle guide della Provincia e dell'Azienda regionale del turismo con una classificazione a tre stelle, ha o aveva tutte le autorizzazioni in regola per l'esercizio dell'attività.
Cosa che il Comune di Pretoro, che aveva negli anni stipulato contratti di affitto del terreno dove è ubicato l'impianto, dava per scontato, ma che forse scontato non era. Sia perché quel terreno affittato a Passo Lanciano era demaniale, e quindi indisponibile, sia perché né la Provincia né l'Apt avevano traccia nei loro archivi di autorizzazioni che potessero far classificare come tre stelle quella attività, reclamizzata anche su internet. La storia ha subìto un'accelerazione dopo che il sindaco di Pretoro, pressato dalla denunce di presunte irregolarità e dalle ispezioni della Forestale, ha emesso a luglio 2007 un'ordinanza di chiusura immediata del campeggio, visto che anche Provincia ed Apt registravano alcune perplessità sulla gestione burocratica delle autorizzazioni di competenza.
Ma il Tar, subito attivato dal gestore, sospese questa ordinanza “inaudita altera parte”, dando ragione ai gestori che riaprirono l'attività.
Subito dopo, il sindaco emise un'ordinanza per l'esecuzione dei lavori di messa a norma dell'impianto, che dovevano terminare entro l'8 novembre 2008.
Due giorni prima, il 6 novembre, il gestore ha chiesto all'Apt e alla Provincia il rilascio della classificazione e l'approvazione delle tariffe, in attesa dei certificati di agibilità e di conformità igienica che avrebbero dovuto rilasciare il comune di Pretoro e la Asl.
Mentre la Provincia di Chieti ha autorizzato le tariffe 2008, in presenza del pronunciamento del Tar, l'Apt ha voluto vederci chiaro e sono emerse alcune sorprese e qualche confusione.
La prima è che non si tratta di campeggio, ma di Parco di Campeggio (come si legge anche nell'ultima denuncia) disciplinato da un'altra legge, la seconda è che intanto il Comune ha chiesto e ottenuto la sclassificazione demaniale (con nota dirigenziale 54), che sana il futuro, ma non il passato in caso di gestione irregolare della pratica. La confusione è che se si chiede al Campeggio la messa a norma in base alla legge 16 per i campeggi, non si capisce perché si parla poi di Parco di campeggio disciplinato dalla legge 33 del 2000.
Insomma un guazzabuglio di date, di competenze, di leggi, di iniziative che sembrano fatte apposta per confondere le idee.
Ma il magistrato un'idea precisa sembra essersela fatta e così la Provincia e l'Apt che nella scorsa estate scoprono che lì c'è anche un albergo.
Cosa che, invece, i Vigili del Fuoco avevano già certificato nella relazione all'ispezione, firmata dal comandante Ing. Gaspari, imponendo anche alcune prescrizioni per la messa a norma.

20/01/2009 8.17