Scandali e mattone: nell'era Cordoma è proprio tutto diverso?

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Scandali e mattone: nell'era Cordoma è proprio tutto diverso?
MONTESILVANO. La domanda è semplice: cosa è cambiato a Montesilvano con la giunta Cordoma che in campagna elettorale ha promesso un deciso cambio di rotta con il passato e si è presentata come il «rinnovamento», la «trasparenza» e «l'onestà»?
Una domanda a cui risponderanno gli elettori quando sarà il momento. Altri sono i fatti che continuano a scuotere la quinta città d'Abruzzo.
Dopo l'inchiesta Ciclone (il processo inizierà il 4 febbraio 2009) e l'arresto dell'ex sindaco Cantagallo, le cronache hanno comunque continuato a raccontare di altre inchieste, sequestri, polemiche e malumori.
Rimane ancora aperta l'inchiesta che vede indagati tra gli altri il sindaco Cordoma e il responsabile provinciale di An, Lorenzo Sospiri, circa pesanti anomalie su un concorso pubblico a tre mesi dalle elezioni.
Sul fronte strettamente edilizio l'inchiesta Ciclone 2 è partita ed ha già prodotto qualche sequestro, perquisizioni e attività di ricognizioni varie.
Sequestrati alcuni palazzi di Di Properzio a novembre 2008 per presunti regali di cubatura (risalente alla giunta Cantagallo) e documenti negli uffici comunali inerenti la gestione dei settori che hanno a che fare con il mattone.
Visite della squadra mobile ancora nell'azienda speciale per una inchiesta che al momento vede come indagato il direttore Nicola Grimaldi.
Ancora abusi edilizi ed una inchiesta per la ricostruzione dello stabilimento della Croce rossa senza un passaggio autorizzativo della procedura. La struttura in legno è stata pochi giorni fa restituita al Comune ma solo per compiere alcuni lavori che limitino i danni.
Da ultime le feroci polemiche sull'approvazione del centro commerciale nell'ultimo consiglio seguito da voci velenose circa presunte speculazioni occulte.
Fatti che non sembrano indicare un cambiamento di sorta, anche se per alcune verifiche si tratta ancora della passata gestione.
Un segnale forte, inequivocabile da questo punto di vista non c'è stato.
Ed il clima all'interno di palazzo di città non è buono nemmeno tra i dipendenti.
Eppure se c'è un fatto incontestabile a Montesilvano è proprio l'abusivismo edilizio ed i favori che sono stati fatti a piccoli e grandi imprenditori, piccoli e grandi abusi che esistono ma di cui nessuno si è mai interessato.
L'ultima vicenda che interessa il Comune, infatti, riguarda proprio la possibilità di rimettere a posto le cose con la cosiddetta repressione abusi edilizi.
Esiste un ufficio, strettamente legato al reparto edilizio, che dovrebbe esaminare le segnalazioni che giungono dai controlli periodici dei vigili urbani su quelle che a prima vista sembrerebbero abusi in piena regola.
L'ufficio dovrebbe verificare le autorizzazioni, istruire la pratica ed avviare le sanzioni che nelle ipotesi più gravi potrebbero anche comprendere l'abbattimento della costruzione abusiva.
Un ufficio che dovrebbe lavorare a pieno ritmo, che dovrebbe essere potenziato in una città martoriata come Montesilvano, dove una schiera di dipendenti dovrebbero lavorare a tempo pieno per provare a rimettere le cose a posto.
Eppure sembra che per una serie di ragioni interne sia stata avviata una riorganizzazione che prevede di fatto l'allontanamento –non solo virtuale- dell'ufficio repressione abusivismo dal settore dell'urbanistica. Un depontenziamento della struttura che avrebbe paralizzato il lavoro di verifica.
Intanto da qualche giorno l'ufficio è stato spostato nei locali della sede dell'ex ente manifestazioni dove vi sono anche gli spogliatoi delle donne delle pulizie.
L'ufficio repressioni farebbe capo al decimo settore, diretto da Costantino Di Donato, noto per le "divergenze" con il sindaco Cordoma, per aver fatto una serie di ricorsi contro il Comune ed averli vinti, per aver denunciato il primo cittadino per una presunta discriminazione nei suoi confronti riguardo la nomina di dirigente del settore lavori pubblici a beneficio dell'attuale dirigente Taraborrelli.
Secondo informazioni in nostro possesso i vigili urbani continuerebbero a segnalare abusi edilizi quasi quotidianamente ma non vi sarebbe una risposta adeguata del Comune verso i responsabili. Così una serie di pratiche sarebbero inevase e sarebbero ammucchiate e dimenticate da mesi.
Non sarebbe difficile per i "controllori" verificare il buon andamento dell'ufficio anche per fugare quelle voci che vorrebbero un isolamento orchestrato proprio dalla giunta Cordoma dell'ufficio repressione che sarebbe stato messo di fatto nelle condizioni di non lavorare.
Voci che potranno essere spazzate via in un sol colpo solo con il controllo reale sulla gestione dell'ufficio repressioni abusi.
Rendere noti i numeri delle segnalazioni dei vigili, delle repressioni avviate, dei risultati conseguiti, dei soldi incassati dalle contravvenzioni, quella sì sarebbe una bella mossa per la giunta Cordoma.

19/01/2009 13.54