Legambiente e Ciaf: «il no del Ministero è sempre più vicino»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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ATESSA. Legambiente e CostAmbiente hanno ottenuto una prima significativa vittoria, con il dossier sulla Ciaf Ambiente (dicembre 2008) inviato alla Commissione Via/Vas del Ministero dell'Ambiente.
Da notizie che giungono agli autori direttamente da Roma, il dossier è stato utilissimo ed è servito da stimolo alla immediata riapertura dell'istruttoria: quindi il "no definitivo" alla compatibilità ambientale dell'impianto appare sempre più vicino.
Il corposo dossier elaborato dalle due associazioni ambientaliste ricostruisce i complessi passaggi dell'iter autorizzativo dell'impianto: dal 2000, anno in cui la Regione Abruzzo rilasciò la prima autorizzazione al trattamento di rifiuti non pericolosi, ad oggi, soffermandosi anche sull'aspetto giudiziario con l'inchiesta "Mare Chiaro", conclusasi con il rinvio a giudizio di 33 persone, tra i quali i manager dell'azienda.
Al dossier sono state allegate anche alcune ortofotocarte (fotografie aeree) della zona dove sorge l'impianto Ciaf.
Il raffronto tra la situazione dell'anno 2000 (ante-Ciaf) e quella del 2006 (post-Ciaf) è emblematico: «prima, infatti», spiega Legambiente, «l'area era classificata nell'urbanistica comunale di Atessa come "esclusivamente industriale" mentre oggi è quasi del tutto completata la conurbazione attorno all'impianto, con la realizzazione di un complesso commerciale-artigianale che modifica sostanzialmente la situazione di riferimento».
Ed è principalmente per questo motivo che la stessa Commissione Via/Vas esprime perplessità circa le conseguenze sulla popolazione che potrebbero verificarsi in seguito ad eventuali incidenti all'impianto.
L'inchiesta Mare Chiaro a giugno scorso è passata al Tribunale di Taranto quando venne accolta la richiesta di incompatibilità territoriale avanzata da alcuni legali degli indagati.

19/01/2009 16.10