Casartigiani contro il centro commerciale: «una fabbrica di illusioni»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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MONTESILVANO. Casartigiani contro la decisione del consiglio comunale di Montesilvano di aprire un nuovo centro commerciale a Montesilvano. Gli fa eco il consigliere Di Stefano e tutto il Pd.

Per Dino Lucente, direttore Casartigiani, il nuovo centro commerciale è solo «una nuova grande illusione di lavoro per i giovani» e contesta la volontà di voler modificare le destinazioni d'uso dei terreni da artigianali a commerciali.
«Governi di centro sinistra e governi di centro destra non mostrano più alcun rispetto per il sistema produttivo. Hanno innescato nei giovani un'idea culturale basata sul niente».
La Confederazione Autonoma Sindacati Artigiani sostiene di non riuscire «più a comprendere questa Regione Abruzzo. Un territorio pescarese già massacrato da decisioni di politicanti succedutisi negli ultimi quaranta anni sta per avere le ultime perle finali da Città Sant'Angelo e Montesilvano».
Lucente parla di due comuni-città, «che annoverano circa 2.000 imprese artigiane che danno lavoro a 6.000 addetti, i quali stanno causando, con le loro decisioni, l'indirizzo culturale dei giovani che anziché continuare nelle aziende dei genitori imparando uno dei mestieri artigiani».
Torna a contestare il progetto anche il consigliere del Pd Gabriele Di Stefano, unico insieme a Cristian Odoardi di Rifondazione a votare no alla delibera in consiglio comunale (il resto del Pd ha abbandonato l'aula prima della votazione).
«Come mai», chiede Di Stefano, «la delibera è stata predisposta unicamente dal dirigente del settore II (Commercio) e non reca alcun parere del settore V (urbanistica)? Siamo oramai rassegnati», continua Di Stefano, «al fatto che questa nostra bella città debba essere amministrata nella improvvisazione quotidiana».
Il consigliere ricorda inoltre che via Mascagni (la zona più accreditata per la costruzione del centro commerciale) «è artigianale ma solo sul lato destro della strada in direzione nord, mentre sul lato sinistro la destinazione urbanistica prevedere la zona agricola».
Ma il consiglio comunale dovrà provvedere proprio per questo alla variante del Prg. Di Stefano teme però che «in sede di discussione spunti un emendamento della maggioranza in cui, annunciano di rinviare la scelta dell'area, stralciando l'intero punto 4 del dispositivo di delibera ed in questo modo, calmando le anime agitate di chi il centro commerciale vuole realizzarlo, magari sotto casa propria?»
Per rivalutare la zona di Villa Carmine il consigliere avrebbe delle altre idee: «sicuramente l'area del lungofiume potrebbe essere diversamente valorizzata e riqualificata sia dal punto di vista turistico che ambientale. Si potrebbe sfruttare la conformazione pianeggiante del territorio per piste ciclabili e pedonali con verde attrezzato, dando la possibilità ai cittadini di ossigenarsi. Creare un centro ippico, un maneggio per offrire la possibilità di passeggiate a cavallo. Strutture leggere come ad esempio un delfinario, come attrattiva turistica. A proposito di turismo, un'idea sarebbe quella di un parco fluviale su tutto il lungofiume e creare un camping a ridosso del mare, nei pressi della foce del saline».
Replica alle accuse di ieri di Cordoma, invece, il gruppo del Pd in consiglio: «è sconcertante il fatto che questo sindaco, a capo di una amministrazione totalmente incapace, parli di vigliaccheria e codardia nei confronti delle opposizioni, quando proprio lui ne è l'esempio lampante poiché ha ingannato la fiducia dei cittadini di Montesilvano non mantenendo le promesse faziose fatte in campagna elettorale».

Per i consiglieri del Pd il primo cittadino «non potrebbe nemmeno pronunciare la parola trasparenza, di cui fa un cavallo di battaglia della sua amministrazione, poiché ha diversi scheletri nell'armadio quali, ad esempio, i famosi concorsi banditi sia per il suo staff che per i tecnici comunali che, come tutti sanno, sono rimasti coinvolti non appena iniziata la legislatura, nell'inchiesta giudiziaria ancora aperta».
«La scelta da parte della giunta Cordoma di Montesilvano di voler partecipare attivamente all' insediamento di un centro commerciale», commenta invece Marco Forconi di Forza Nuova, «è assolutamente errata. Perchè il sindaco», chiede Forconi, «non hai mai convocato un'assemblea pubblica coinvolgendo i commercianti e gli artigiani e i rappresentanti della PMI di Montesilvano?
Perchè ad oggi i tributi locali non sono diminuiti, nonostante le promesse fatte sempre in campagna elettorale? Perchè il sindaco non si occupa seriamente della situazione dei commercianti (che aspettano ancora i lavori) del quartiere Pp1?»
Nei prossimi giorni Forconi si recherà fra tutti i commercianti ed esercenti della città di Montesilvano, lasciando loro un volantino all'interno del quale ci sarà la sua proposta: «non pagare le imposte locali, congelando i propri impegni tributari presso un notaio, in attesa che il sindaco, insieme agli assessori coinvolti su tale tema, convochi senza indugi e senza condizioni un'assemblea pubblica nella quale dovrà necessariamente spiegare la posizione di questa giunta».

16/01/2009 15.36