La giunta D'Alfonso va avanti anche con il Ponte del mare

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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La giunta D'Alfonso va avanti anche con il Ponte del mare
PESCARA. Il Ponte del mare, è questa l'opera delle opere, il segno tangibile e visibile che lascerà l'era D'Alfonso. Un'opera, una firma il segno del suo passaggio. * AREA DI RISULTA. L'OPPOSIZIONE:«PROCEDURA IRREGOLARE»
Piaccia o meno l'opera è in fase di costruzione e sarà ultimata.
Le polemiche degli scorsi anni non sono bastate a fugare i moltissimi dubbi su questa che è l'opera giudicata più importante dal sindaco D'Alfonso.
Oggi si è tenuta una riunione informale delle giunta presieduta dal vice Camillo D'Angelo con la ditta che sta lavorando e che è stata visitata dal primo cittadino nella sua prima giornata di libertà.
Il Ponte ha una storia travagliata piena di ombre e domande rimaste senza risposta.
Anche su questa opera la magistratura si sta interrogando e vuole conoscere tutto quanto è accaduto in pubblico ed in privato.
Sarebbero addirittura due le inchieste sul ponte: una curata dal pm Gennaro Varone che ha incriminato il primo cittadino per corruzione, concussione e associazione a delinquere ed un'altra sugli affidamenti diretti degli incarichi tecnici che riguarda uno spettro molto ampio delle opere pubbliche dell'era D'Alfonso.
«Un sistema che ha viziato la democrazia in città», ha scritto il gip De Ninis e che potrebbe rivelarsi una verità confermata in questa altra inchiesta dove una serie di professionisti (architetti e ingegneri) hanno ricevuto soldi direttamente dal Comune senza passare da gare pubbliche europee per importi ingentissimi.

AFFIDAMENTO DIRETTO, ANZI NO

Iniziò male la giunta D'Alfonso che fece realizzare il progetto da un architetto famoso (Pichler) che -secondo la versione del Comune- quando ormai era nota la volontà di realizzare l'opera si fece avanti e quindi realizzò il progetto.
Inizialmente la volontà del primo cittadino era quella di far svolgere i lavori direttamente alla ditta scelta dunque da lui: un affidamento senza gara pubblica di un'opera pubblica.
Scattò il putiferio in consiglio e Carlo Masci guidò l'opposizione alla carica. Il centro sinistra decise allora di fare marcia indietro. Perché?
Altra stranezza è che l'opera nel piano triennale è indicata già per un importo di 990mila euro.
Il prezzo improvvisamente lievitò senza apparenti ragioni e passò a 2,5 milioni circa fino a giungere agli attuali 6mln di euro.
Chi paga? «Benefattori», imprenditori che hanno fatto a gara per mettere i soldi e legare il proprio nome all'opera.
Un milione in totale lo cacciano Carlo Toto, Ferri, Marramiero, Di Properzio e la Fater.
Il resto lo mette la Fondazione PescaraAbruzzo che si trasforma in finanziatrice di opere pubbliche ed in «stazione appaltante», secondo quanto riferito dal sindaco.
Nella vicenda interviene anche una dura nota della Autorità di vigilanza per la concorrenza nella quale si muovevano rilievi pesanti perché originariamente la ditta che doveva eseguire i lavori avrebbe stabilito anche il prezzo dell'opera pubblica.
E' stato aperto anche un conto corrente intestato alla Fondazione Caripe proprio nello sportello nel Palazzo comunale. Il conto corrente doveva servire per far convogliare la beneficenza ma fu chiuso precipitosamente.
Alla fine niente affidamento diretto al progettista ma venne effettuata una gara dove vinse una associazione temporanea di impresa dove figura quel Massimo De Cesaris finito agli arresti con Dezio e D'Alfonso.
I regali non finiscono perché dopo essersi visto accantonare, il progettista Pichler che aveva lavorato sodo per il progetto di massima, ha anche regalato l'elaborato al Comune divenendo di fatto il settimo benefattore di questa storia.
«E' fin troppo facile spiegare che quando un'amministrazione attiva tutto il suo impegno e le sue risorse per lo sviluppo di tutta la comunità», diceva esattamente due anni fa il consigliere Del Vecchio (Pd), «allora scatta più facilmente il coinvolgimento delle libere espressioni della società, che decidono di aggiungere le loro risorse allo sforzo dell'ente pubblico per lo sviluppo comune. Ovviamente l'interesse dei privati a contribuire è più forte nel caso di un intervento dal forte significato simbolico che segnerà il nuovo orizzonte della città sul mare, come appunto per il nuovo ponte».
Lo scorso anno proprio a gennaio Luigi Albore Mascia chiese spiegazioni su alcune voci inquietanti e firma una interrogazione consiliare.
Secondo dicerie insistenti mai confermate si parlava di legami tra l'architetto Pichler ed alcuni componenti delle ditte aggiudicatrici dell'appalto, l'Ati Mo.Spe.Ca. & C di Fiume Veneto (Pordenone) (che è la capogruppo) e a Angelo De Cesaris s.r.l. di Francavilla al Mare e Solisonda s.r.l, anche questa di Francavilla al Mare.
«Per la redazione del progetto esecutivo», scrivono i consiglieri di centrodestra, «l'Ati aggiudicataria si è avvalsa di "C.P. Studio S.r.l." con presidente l'Ing. Gasparetto Stori Leopoldo, amministratore delegato l'Ing. Savian Fulvio e con consigliere l'Ing. Cavalli Cesare».
Sul bando di gara sono anche specificati circa 100 mila euro di spesa proprio per la progettazione esecutiva.
La storia del Ponte del mare continua con gli stessi travagli persino dopo l'arresto del sindaco e le polemiche sugli effettivi poteri della giunta.

L'ULTIMA POLEMICA

«L'amministrazione del vicesindaco D'Angelo fa 'orecchie da mercante' e prosegue l'esame delle opere 'straordinarie', indifferente alle richieste costanti delle forze politiche di opposizione di far ricorso al buon senso e occuparsi esclusivamente degli interventi ordinari», è la denuncia del capogruppo del Pdl Luigi Albore Mascia.
Sul caso del Ponte del Mare, secondo l'opposizione, si deve registrare «l'arroganza di una coalizione di centro-sinistra che continua invece la realizzazione di una piramide che va sgretolandosi».
«Se fosse arrivato il Commissario prefettizio», ha detto ancora Mascia, «gli avremmo chiesto di proporre alla ditta, che sta curando la realizzazione dell'opera, una moratoria amministrativa, ossia una sorta di sospensione del cantiere per introdurre una variante, e valutare la possibilità di rendere carrabile il ponte, pur non condividendone lo spirito e le fattezze».
14/01/2009 16.19


[url=http://www.primadanoi.it/search.php?query=ponte+del+mare&mid=6&action=showall&andor=exact&start=0]TUTTA LA STORIA DEL PONTE DEL MARE[/url]

D'ANGELO:«CHE DOVREMMO FARE, FERMARE I LAVORI?>

«Mascia sostiene che la realizzazione del ponte, i cui lavori sono in fase avanzata di esecuzione, rivesta carattere di straordinarietà e dunque la Giunta non dovrebbe occuparsene. Ebbene cosa dovremmo fare? Interrompere i lavori in corso?».
A domandarselo è il sindaco facente funzioni Camillo D'Angelo che è costretto a replicare ancora una volta alla minoranza.
«Mascia», ha detto D'Angelo, «al di là di inutili e strumentali polemiche, non deve dimenticare che l'intervento in corso è frutto di un contratto già firmato da mesi con l'ATI che lo sta realizzando. Qualsiasi interruzione o variante all'opera comporterebbe alti costi legati al mancato rispetto del contratto e genererebbe dei contenziosi fra l'Ente e l'impresa realizzatrice. Non si capisce, poi, da cosa derivi la convinzione di Mascia che un Commissario prefettizio avrebbe deciso di intraprendere un atto, questo sì straordinario, quale l'introduzione di una moratoria amministrativa che consenta una variante ai lavori già in corso. Detto questo, chiedo nuovamente a Mascia di scegliere ed utilizzare meglio i temi di polemica politica e, ogni tanto, di avanzare proposte reali per la città».


14/01/2009 19.10


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AREA DI RISULTA. L'OPPOSIZIONE:«PROCEDURA IRREGOLARE»

Rispondono piccati i consiglieri Mascia e Sospiri al vice sindaco Camillo D'Angelo che aveva a sua volto risposto ad una "diffida" a non andare avanti sull'area di risulta. Diffida caduta nel vuoto.
Oggi il centrodestra ricorda a D'Angelo di essere «abusivo» e poi scende nel merito.
«L'atto adottato dalla giunta sull'area di risulta non è un atto di ordinaria amministrazione», scrivono Mascia e Sospiri, «nel terzo paragrafo della lettera viene chiarita una necessità di una variante al PRG che però dovrebbe essere adottata prima e non dopo il costoso iter di approvazione di un opera pubblica non conforme alle previsioni del PRG stesso».
«La sospensiva del Consiglio di Stato di cui all'ordinanza del 1° aprile 2008 è stata un pesce d'aprile del "carissimo" Prof. Cerulli Irelli», continua la lettera di risposta dell'opposizione, «che ha paventato agli ignari magistrati gli ingentissimi danni che sarebbero derivati al Comune di Pescara se non avessero avuto subito inizio quei lavori, che su iniziativa dello stesso sindaco, l' ultimo Consiglio Comunale prima dello scioglimento aveva deciso che non avrebbero avuto più luogo, tanto che, dopo la suddetta ordinanza il Comune di Pescara ha chiuso ogni rapporto con la ditta che avrebbe dovuto eseguire i lavori».
Secondo Mascia e Sospiri la sentenza del Tar Abruzzo Sezione di Pescara resterebbe valida nella prescrizione che l'approvazione del Piano Generale dei Parcheggi deve precedere qualsiasi iniziativa che incida sul tema dei parcheggi.
«Troviamo audace ed avventuroso», concludono, «dare inizio ad un'opera pubblica sulle aree di risulta ispirate dal Sindaco D'Alfonso mentre sono in corso le indagini su precedenti analoghe gare di appalto che hanno prodotto gli arresti domiciliari dello stesso».

14/01/2009 16.27



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