Abusi e violenze sulle donne, da Chieti l'appello alle Istituzioni

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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CHIETI. Le stime e i dati nazionali e comunitari sulla violenza rilevano che le donne che subiscono maltrattamenti sono in aumento.

L'indagine Istat del 2007, promossa dal Ministero per i Diritti e le Pari Opportunità, rivela la vastità del fenomeno: sono 6 milioni 743 mila le donne da 16 a 70 anni vittime di violenza. La Consigliera di Parità della Provincia di Chieti, Giovina Tomassi, conferma l'aumento dei casi di violenza, assunti personalmente e per mezzo di legali e denuncia quanto le donne siano costrette a subire in silenzio.
«La violenza contro le donne non è solo un problema personale della donna maltrattata», afferma Tomassi, «ma è una problematica sociale, politica e della sanità pubblica: comportamenti che pregiudicano la dignità delle persone, non possono e non devono essere considerati come semplici faccende private. La lotta contro la violenza deve essere quindi un obiettivo dell'intera società e dei valori che raccomanda».
La Consigliera di parità si sta adoperando per costruire e rafforzare, attraverso un lavoro di rete, un fronte compatto contro il fenomeno della violenza.
«L'obiettivo di una rete antiviolenza è produrre un linguaggio comune e una condivisione delle metodologie d'intervento, evitando così la sovrapposizione e la frammentazione degli interventi. Il fine è quello di permettere alle donne - continua Giovina Tomassi - di accedere più facilmente alle risorse e ai servizi territoriali coinvolti nella tutela delle donne maltrattate».
L'evidenza di tale fenomeno ha portato un'operatività sempre maggiore sul territorio relativamente a questa problematica. La Consigliera di Parità, infatti, ha avviato le procedure per l'accreditamento dei Centri Antiviolenza presso il Ministero delle Pari Opportunità: sarà inaugurato presto il Centro Antiviolenza della Croce Rossa.
Saranno proposti dalla Consigliera di Parità, nel corso della prossima riunione di rete, percorsi formativi diretti alla rete e alle figure professionali coinvolte nel sostegno delle donne vittime di violenza, e attività di sensibilizzazione nelle scuole per un educazione contro la violenza: «Attività di prevenzione e promozione non sono azioni collaterali ed accessorie" rispetto al lavoro di accoglienza vero e proprio -conclude la Tomassi - ma sono iniziative necessarie e non separabili dall'intervento diretto con le donne. È attraverso l'educazione ai valori sociali che è possibile costruire una società più paritetica e rispettosa di sé e dell'altro».


14/01/2009 12.05