Eredità Auriti. Ceregato:«Il Comune di Guardiagrele era disinteressato»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Eredità Auriti. Ceregato:«Il Comune di Guardiagrele era disinteressato»
GUARDIAGRELE. «Sinceramente non capisco: si parla di ospedale di Guardiagrele da non chiudere e spunta l'ex assessore regionale Franco Caramanico.
Si parla di eredità Auriti e l'assessore Simone Dal Pozzo dice che il Comune c'è e non ha bisogno di supplenti».
Dario Ceregato, chiamato in causa dall'assessore ai servizi sociali di Guardiagrele, si mostra stupito di questa corsa a dire “c'ero anch'io”.
«No. Come non c'era nessuno di quelli che oggi parlano a difendere in piazza l'Ospedale, così non c'era nessuno ad interessarsi dell'eredità Auriti. Il testamento che disponeva di far aiutare i poveri di Guardiagrele dall'Ordine di San Camillo era ignoto al Comune, che non si è nemmeno preoccupato del passaggio di questo obbligo al Comune di Bucchianico. Non lo sapeva nessuno e solo attraverso la stampa se ne è avuta notizia – continua Ceregato - adesso scopro che c'erano tutti. L'ho già detto: non è il caso di primogeniture o di questioni politiche. L'assistenza ai poveri è una cosa seria e non va trasformata in competizione elettorale. Altrimenti debbo ricordare che il primo a presentare un'interrogazione al Comune – che era del tutto disinteressato alla vicenda dell'eredità – è stato il consigliere Donato Colasante, ben sei mesi prima che l'assessore scrivesse ai parroci di Guardiagrele».
Ma così viene smentito l'assessore che nega l'esistenza di “supplenti”: «Dal Pozzo non deve difendere l'indifendibile, cioè l'atteggiamento indifferente del sindaco Mario Palmerio – continua Ceregato – Sa quante volte mi ha detto: ma perché ti muovi? tanto il Comune non c'entra. Se non c'entra, perché l'assessore si riscalda tanto per le iniziative di chi, come me, si preoccupa dei diritti dei poveri? Io sono convinto che l'Amministrazione di Guardiagrele debba avere un ruolo e cercare una strada per far valere i diritti dei suoi cittadini tutelati dal testamento dell'Ambasciatore Auriti. Se io e Pietro D'Amico siamo stati costretti a muoverci e a fornirci di un parere pro-veritate dell'ex notaio Messina, vuol dire che il Comune era assente. A noi serviva un'interpretazione dell'atto notarile stipulato tra Camilliani e Comune di Bucchianico per l'acquisto del Palazzo costruito per assistere i poveri e per il trasferimento degli obblighi testamentari a favore dei guardiesi. Oggi io rendo pubblico questo parere, che mi sembra molto chiaro. Quali garanzie ha avuto il sindaco Palmerio dal collega di Bucchianico Mario Di Paolo? Nessuna. Sa cosa ci ha detto Di Paolo, quando siamo andati a parlargli? Che si, la clausola voluta dai Camilliani c'era, ma che ci possiamo scordare di ottenere l'assistenza da Bucchianico. Contento Dal Pozzo, che è pure un avvocato che stimo e con il quale mi confronto spesso? Forse è meglio aspettare l'iniziativa dei parroci di Guardiagrele che vogliono rivendicare l'eredità, senza ulteriori polemiche».

Sebastiano Calella 14/01/2009 10.26

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