Alitalia, per i francesi Letta come il cardinale Mazzarino

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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ROMA. Un ruolo «chiave», «determinante». Gianni Letta, 73 anni, sottosegretario alla presidenza del Consiglio viene indicato da fonti francesi come l'anello fondamentale per la risoluzione del caso Alitalia.

In Francia lo definiscono addirittura un novello cardinale Mazzarino, ministro capo sotto il regno di Luigi XIV, succeduto al cardinale Richelieu. E i due hanno in comune sicuramente le origini: Letta e Mazzarino sono infatti conterranei, con il primo nato ad Avezzano e il secondo, pur di famiglia siciliana, nato a Pescina, a solo 10 chilometri di distanza.
Letta, sempre schivo ad apparire, sempre in ombra ma sempre operativissimo, ancora una volta ha ricoperto un ruolo chiave.
Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio - secondo fonti francesi che in questi mesi sono state vicino al dossier Alitalia-Air France - anche in questo caso è stato determinante per la conclusione positiva del lungo negoziato.
I francesi avrebbero apprezzato in particolar modo la sua capacità di dialogo e mediazione che lo portano oggi ad essere paragonato al cardinale Mazzarino.
Un ruolo di primo piano dunque, quello di Letta, molto apprezzato dai vertici di Air France, che hanno sottolineato a più riprese come il sottosegretario «sia stato l'unico interlocutore politico» che hanno avuto in Italia.
Importante è stato anche il ruolo svolto Francesco Mengozzi, l'ex amministratore delegato di Alitalia ora alla Nomura che, stando alle medesime fonti, ha pilotato i francesi nei meandri politico-sindacali italiani evitando loro numerosi scogli e intoppi.«Ci ha evitato di fare sciocchezze», hanno detto le fonti.
Ma questo paragone non è piaciuto a Roberto Castelli della Lega che ha previsto, in caso di un'assenza di smentita o precisazione da parte di Letta «conseguenze politiche gravissime».
Il sottosegretario alle Infrastrutture con delega ai Trasporti, esponente di spicco della Lega e quindi sostenitore della Lufthansa come partner estero della nuova Alitalia, ha sbottato: «se e' vero che Letta uomo di governo, ha fatto il tifo per un partner diverso da quello che volevamo noi, questo avrà conseguenze politiche gravissime, mi auguro che smentisca».
Poco dopo la smentita di Letta è arrivata: «Mi dispiace per Castelli, ma non ho fatto il tifo per nessuno. Ho fatto solo il mio dovere. Chieda al presidente e agli amministratori di Lufthansa se non sono stato un interlocutore corretto anche per loro. L'ho fatto con tutti e due, nell'arco di molti mesi, su preciso mandato del presidente del Consiglio».


14/01/2009 9.57