A Pineto un dibattito contro la caccia dell’oro nero

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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A Pineto un dibattito contro la caccia dell’oro nero
PINETO. Sono accorsi in tanti sabato pomeriggio per partecipare al dibattito pubblico “L’oro nero non esiste, piattaforme, raffinerie, inceneritore… soldi per pochi… danni per tutti”, organizzato dal sindaco di Pineto Luciano Monticelli.
L'iniziativa è stata promossa con la collaborazione dell'associazione ambientalista NuovoSensoCivico. Presenti il vice presidente dell'associazione Alessandro Lanci, il responsabile dell'Anci Abruzzo Antonio Centi, il regista Antonello Tiracchia, la professoressa Maria Rita D'Orsogna, esperta di fisica e chimica, docente all'University, California State di Los Angeles.
Il “no” contro l'inceneritore e la realizzazione di pozzi petroliferi a meno di 5 chilometri dalla costa si è alzato forte. L'idea dei partecipanti è quella di «lottare contro l'assalto all'ambiente che arriva da mare, con i pozzi di estrazione di idrocarburi, e da terra con l'inceneritore che un imprenditore di Pineto vuole costruire tra Torre San Rocco e Scerne».
«Lotteremo con ogni mezzo, soprattutto con il cuore», ha dichiarato il primo cittadino pinetese, «impediremo che la nostra salute e quella dei nostri figli venga messa a repentaglio. Ma non siamo contro lo sviluppo imprenditoriale. Anzi, al nostro concittadino suggeriamo anche una proposta alternativa all'inceneritore da 3 megawatt alimentato per il 90 per cento con pneumatici usati».
E' possibile recuperare la gomma dei pneumatici con un sistema all'avanguardia. I granuli creati verrebbero poi utilizzati nel settore edile, hanno spiegato nel corso del dibattito, oppure per la realizzazione di campi in erba sintetica o addirittura, come già accade nelle Marche, per costruire le suole delle scarpe in gomma. Tutto questo impedirebbe l'emissione di fumi nell'aria, di polveri sottili.
Presenti all'incontro, tra il numeroso pubblico, anche i neo consiglieri regionali Carlo Costantini, Claudio Ruffini e Peppino Di Luca, oltre al presidente della Provincia Ernino D'Agostino e l'assessore provinciale all'ambiente Antonio Assogna. Numerosa anche la presenza degli ambientalisti, a cominciare da Dante Caserta di Wwf, di Enrico Gagliano di Impronte, Vincenzo Santuomo del movimento cittadino giuliese.
C'è chi nei giorni scorsi ha accusato il sindaco di aver dipinto «scenari apocalittici» in caso di costruzione dell'inceneritore e di presenza al largo delle coste pinetesi di piattaforme per l'estrazione di idrocarburi.
«Il documentario proiettato dal regista Tiracchia», ha detto il sindaco, «è ancor più preoccupante delle mie parole perché ha dato modo di far vedere al numeroso pubblico presente nella sala polifunzionale ciò che accade in altre realtà dove il centro oli, le piattaforme e gli inceneritori sono già presenti».
«Brescia per l'inceneritore, la Val D'Agri (Basilicata) per il centro oli», hanno ribadito gli ambientalisti, «sono località con percentuali altissime di persone che si ammalano e muoiono di tumore, bambini che nascono malformati. E il dito è puntato contro l'idrogeno solforato e le diossine».
L'appello della professoressa D'Orsogna è parso emblematico: «Bisogna fare ora qualcosa finché si è ancora in tempo», ha detto, «altrimenti l'Abruzzo rischia di essere declassato ad area per industrie petrolifere. E pensare che il petrolio presente nel sottosuolo abruzzese è di scarsa qualità».

12/01/2009 9.30